Fragola - Fragaria spp.

Generalità

La fragola appartiene alla famiglia delle Rosacee ed al genere Fragaria, il quale comprende diverse specie: la fragolina di bosco (Fragaria vesca), Fragaria virdis, adatta in terreni calcarei, Fragaria moschata, Fragaria chiloensis, originaria del Cile e Fragaria virginiana, di origine americana.

La fragolina di bosco cresce spontanea soprattutto nei boschi degli ambienti montani, è caratterizzata da un frutto piccolo ed aromatico che si raccoglie da giugno a settembre; si coltiva specialmente in Trentino.

La specie coltivata maggiormente, Fragaria x ananassa, deriva da una serie di incroci effettuati tra Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana.

La fragola è una pianta perenne stolonifera costituita da un breve fusto, detto corona, sul quale si inseriscono germogli dai quali si dipartono dei piccoli portanti tre foglioline ovali, allungate, seghettate e disposte in modo da formare una rosetta. L’apparato radicale è superficiale, si espande su un limitato volume di terreno, infatti il 90% delle radici sono situate nei primi 15 cm di terreno. All’ascella delle foglie si inseriscono i corimbi costituiti da 3-8 fiori bianchi, che generalmente sono ermafroditi ed autofertili; nel caso di fiori dioici le cultivar femminili necessitano di impollinatori. La parte edule della fragola è il falso frutto, derivante dallo sviluppo del ricettacolo, una volta avvenuta la fecondazione. I veri frutti della fragola sono gli acheni, frutti secchi indeiscenti che rimangono attaccati al falso frutto carnoso.

Piantina di Fragola con frutti


Clima e terreno

fiore fragola Nonostante la fragola sia coltivata dalla pianura fino ad oltre i 1000 m di quota necessita di condizioni ambientali specifiche; le zone migliori sono quelle a clima temperato con estati brevi, caratterizzate da periodi caldi e da inverni abbastanza freddi. Le forte insolazioni estive possono provocare caduta anticipata delle foglie, disseccamenti, frutti deformi, scuri, di scarsa pezzatura e consistenza. Durante la fioritura la pianta necessita di temperature miti ed uniformi, mentre forti sbalzi termici tra il giorno e la notte e le precipitazioni contribuiscono ad ostacolarla.

La fragola predilige terreni sciolti, a medio impasto, a pH neutro o subacido, freschi ma ben drenati, con una profondità superiore a 50 cm e ricchi di sostanza organica. Rifugge i suoli molto pesanti, asfittici, con ristagni idrici (in questo caso i frutti diventano sensibili alla muffa grigia), molto calcarei e salini.

  • Coltivazione fragola

    fragola La fragola (genere Fragaria, varie specie e ibridi) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Rosaceae, coltivata (spesso come annuale) per i suoi falsi frutti succosi e carnosi. I
  • Piantare fragole

    Fragola matura La fragola è il frutto prodotto dalle piante Fragarie. Il loro sviluppo è iniziato meno di mezzo secolo fa, riscuotendo successo prima in Francia e poi in Gran Bretagna. Di colore rosso e di piccole d
  • Fragola coltivazione

    Il frutto della fragola La fragola ama i terreni con un pH che abbia un valore compreso fra 5,5 e 6,5 anche se tollera valori di pH anche di 7,5. Il suo fabbisogno idrico è moderato, ma necessita di irrigazioni costanti dura
  • Olivo - Olea europea

    Ramo di Ulivo L’olivo appartiene alla famiglia delle Oleaceae comprendente circa 30 generi, tra cui Fraxinus, Jasminum, Phillyrea Syringa, Ligustrum ed Olea. La specie Olea europaea presenta diversi aspetti morfolo


Varietà

fragola biancaLe cultivar, secondo il periodo di differenziazione delle gemme in base alla durata del giorno, si distinguono in unifere (brevidiurne) e rifiorenti (longidiurne e neutrodiurne).

Le prime differenziano i fiori quando le giornate si raccorciano, nel periodo estivo-autunnale fino alla primavera. Queste varietà si adattano meglio in aree meridionali in quanto la differenziazione a fiore può avvenire anche durante l’inverno, cosa non possibile al nord Italia a causa del clima più rigido, per cui la raccolta si può protrarre anche per 3 mesi.

Le cultivar rifiorenti longidiurne originano gemme a fiore quando la durata del giorno supera le 14 ore, per cui producono dalla primavera all’autunno, entrando in dormienza con l’accorciarsi del fotoperiodo. Nel nostro Paese queste varietà si trovano solo negli ambienti montani in quanto le estati sono fresche, quindi non si compromette la vitalità del polline.

Le cultivar rifiorenti neutrodiurne formano i fiori indipendentemente dalla durata del giorno, per cui si ottengono i frutti per molti mesi all’anno. Negli ambienti montani si ottengono produzioni di qualità, grazie alle temperature miti estive ed alle giornate con luce intensa; nella pianura padana, per evitare gli inconvenienti legati ai periodi estivi più caldi, si possono asportare quasi del tutto le foglie.

In base all’epoca di maturazione le varietà di fragola vengono distinte come precoci, intermedie, tardive e molto tardive; nel settentrione le più importanti, dalle più precoci alle più tardive sono: Alba, Queen Elisa, Clery, Irma, Onda, Maya, Adria, Record, Argentera e Sveva. Al sud Italia le più importanti sono Ventana, Nora, Kilo, Camarosa e Candonga Sabrosa.


Propagazione

La fragola è moltiplicata solamente per via vegetativa mediante gli stoloni, fusti striscianti sul terreno che, in prossimità di ogni nodo, danno vita ad una nuova piantina avente le stesse caratteristiche della pianta madre; gli impianti sono realizzati con piante frigoconservate e fresche o vegetanti. Le prime sono le più impiegate nel nostro Paese, vengono prodotte in vivai formati nei mesi di marzo aprile su terreni molto sabbiosi, fumigati ed estirpate meccanicamente in inverno; in seguito si ripuliscono dalle foglie e sono poste in frigorifero a -2 °C fino al momento dell’impianto.

Le piante fresche si ottengono in vivai costituiti prima o subito dopo l’inverno su terreni meno sabbiosi e con un investimento maggiore di piante madri rispetto al materiale frigoconservato, poi vengono estirpate manualmente e trapiantate con le radici e le foglie più integre possibili. È fondamentale mantenere le piantine con un buon grado di umidità durante le fasi di estirpazione, trasporto e trapianto. È buona prassi agronomica ricorrere a materiale di propagazione controllato e garantito dai punti di vista genetico e sanitario.


Tecniche di coltivazione

La preparazione del terreno prima dell’impianto è effettuata con lavorazioni intorno a 40-50 cm di profondità. Nel caso di suoli già coltivati a fragola è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di piante biocide, come la senape, che svolgono attività di contenimento dei parassiti del terreno, altrimenti si esegue la sterilizzazione del terreno con fumiganti chimici; in alternativa, si può ricorrere alla solarizzazione (al sud Italia) oppure, meglio ancora, apportare sostanza organica durante la preparazione del terreno (300-400 q/ha di letame maturo) ed impiegare varietà tolleranti o resistenti ai marciumi radicali. È fondamentale garantire un rapido smaltimento delle acque ed una buona areazione delle piante, infatti la piantagione avviene su prode rialzate almeno 25 cm e distanti 100-120 cm tra loro. Una pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume è la pacciamatura, eseguita in contemporanea alle prode utilizzando del polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore.

La piantagione può avvenire con piante frigoconservate o con piante fresche; quest’ultime vengono trapiantate un mese dopo rispetto alle piante frigo conservate e necessitano di minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa, condizioni che si verificano nel sud della Spagna.

Le varietà unifere si mettono a dimora da luglio a settembre e la raccolta è primaverile, la durata è annuale, infatti, una volta raccolte le fragole, le piante vengono estirpate. Le cultivar rifiorenti si trapiantano a luglio-agosto, con una prima raccolta a fine estate, mentre dopo il riposo invernale e la ripresa vegetativa, inizia la produzione più importante da aprile a settembre. Il sistema di piantagione più usato è l’impianto a file binate su prode pacciamate (distanza sulla fila 20-35 cm e, tra le file di una bina, 25-40 cm), con un investimento medio di 50000 piante/ha.

Attualmente la superficie di coltivazione in serra della fragola è in aumento perché, oltre ad anticipare la raccolta di un mese rispetto alla coltura in pieno campo, si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento economico che la coltura comporta. La copertura nella pianura padana è effettuata da metà gennaio fino alla raccolta, mentre al meridione comincia i primi di dicembre in quanto si utilizzano cultivar californiane a scarso fabbisogno in freddo invernale. Sulla fragola trova applicazione anche la coltivazione fuori suolo con gli obbiettivi di ottenere produzioni fuori stagione, facilitare la raccolta e contenere i parassiti.


Cure colturali

Le piantine a fine inverno devono avere 2-3 germogli di grosse dimensioni al fine di garantire una buona pezzatura ai frutti, per avere una maggior produzione l’anno seguente vanno asportati alcuni fiori, mentre per ottenere la massima fruttificazione si eliminano gli stoloni periodicamente, 3-4 volte nel corso della stagione. Tramite la concimazione sono apportati al suolo i principali elementi minerali, fondamentali per lo sviluppo e la produzione delle piante, quali l’azoto, il fosforo ed il potassio; di questi bisogna reintegrare le asportazioni annuali, rispettivamente 115 kg/ha, 85 kg/ha e 180 kg/ha (riferite ad una produzione di 200 q/ha). L’azoto è importante per lo sviluppo dell’apparato fogliare e per la formazione dei frutti. La carenza di azoto provoca una scarsa presenza di foglie e di stoloni, mentre l’eccesso causa fogliame elevato e sensibilità alla muffa grigia. Il fosforo agisce sullo sviluppo delle foglie e sulla maturazione dei frutti, nei terreni calcarei tende ad essere insolubilizzato. La presenza del potassio è importante per ottenere una produzione di qualità perché contribuisce a rendere le fragole più colorate, dolci ed acidule.

La somministrazione di azoto, fosforo e potassio va frazionata in 3 interventi: prima dell’impianto, in estate, in autunno per favorire l’accumulo delle sostanze di riserva ed in primavera, alla ripresa vegetativa. Un deficit di magnesio e di microelementi è comune in suoli calcarei e provoca una clorosi con ingiallimento fogliare, che può essere limitata con apporti di chelati di ferro con la fertirrigazione.

L’irrigazione è una pratica fondamentale nella fragola in quanto è dotata di radici superficiali e si ottengono elevate produzioni, in serra sono necessari da 4000 a 6000 mc/ha di acqua. Ad impianto avvenuto l’irrigazione è per aspersione, mentre in primavera è a goccia, generalmente i tubi vanno posizionati sotto la pacciamatura.

La raccolta avviene dopo 30-40 giorni dall’inizio della fioritura, richiede molta manodopera in quanto è compiuta nell’arco di 2-3 giorni per evitare perdite di prodotto. In Italia la raccolta nei tunnel al meridione comincia a metà febbraio e termina a metà aprile al nord; a maggio-giugno si raccolgono le fragole degli impianti a pieno campo nelle regioni settentrionali, mentre nelle aree montane a luglio.


Fragola - Fragaria spp.: Parassiti

Gli insetti più pericolosi per la fragola sono gli afidi, che a causa della produzione di melata provocano fumaggine su foglie e frutti, le nottue e gli oziorrinchi. Per contrastare i fitofagi si interviene chimicamente soltanto se la loro presenza in campo ha oltrepassato la soglia di danno, tenendo conto dei predatori naturali. I funghi principali sono la muffa grigia, l’oidio o mal bianco, i marciumi radicali, che si verificano in caso di ristoppio, l’antracnosi, il marciume bruno e la vaiolatura.


Guarda il Video

commenti

Nome:

E-mail:

Commento: