Frutti Minori

I cosiddetti Frutti minori sono piante spontanee, resistenti alle malattie e rustiche, molto produttive, ma con poche eccezioni (Noce, Nocciolo, Castagno, Pistacchio) ormai poco conosciute. Si tratta di specie vegetali che dal Medioevo all’Ottocento sono state tenute in gran conto dalle classi sociali minori, che non potendo tenere per sé le specie frutticole di maggior pregio, destinate alla tavola dei più abbienti, ripiegavano su queste piante dalle molte qualità positive. Infatti questi alberi hanno tutti frutti di piccole dimensioni e facilmente conservabili, il che permetteva ai contadini di tenere per sé tutta la produzione, che non aveva un apparenza tale da ingolosire i proprietari terrieri, e sfruttarla a lungo anche durante la cattiva stagione. In secondo luogo sono tutte specie vegetali a bassa manutenzione, fatto questo che permetteva di coltivarle con successo senza distogliere l’attenzione dalla conduzione dei frutteti principali. Inoltre le piante potevano offrire tutta una serie di altri vantaggi come l’ombra estiva, ... continua

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      Frutti di Corbezzolo Il corbezzolo è un arbusto sempreverde che può raggiungere anche i 10 metri di altezza ma può anche essere potato per creare siepi e cespugli.
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    • Carrubo - Ceratonia siliqua

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    • Corniolo - Cornus mas

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    • Gelso - Morus spp.

      Esemplare isolato di Gelso Il gelso appartiene alla famiglia delle Moracee ed al genere Morus, all’interno del quale si annover
    • Pistacchio - Pistacia vera

      Piante di Pistacchio Il pistacchio appartiene alla famiglia delle Anacardiacee, al genere Pistacia ed alla specie vera. È
    • Nocciolo - Corylus avallana

      Albero di Nocciolo Il nocciolo appartiene alla famiglia delle Betulacee ed al genere Corylus, comprendente numerose spe
    • Cotogno - Cydonia oblunga

      Il tipico fiore del Cotogno Il cotogno appartiene alla famiglia delle Rosacee, alla sottofamiglia delle Pomoidee, al genere Cydo
    • Castagno - Castanea sativa

      Ricci di Castagno Il castagno appartiene alla famiglia delle Fagacee ed al genere Castanea, comprendente numerose spec
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      prosegui ... , il fogliame da usare come foraggio o lettiera per il bestiame (e non dimentichiamo che il gelso si usa per allevare i bachi da seta), la legna da ardere e la produzione di infusi, tisane o rimedi erboristici, oltre a usi voluttuari come la profumazione della biancheria un tempo fatta con le mele cotogne. In realtà la recente caduta in disuso di molti di questi alberi è comprensibile: il sapore e l’aspetto di una mora del gelso o di una giuggiola non sono gli stessi di una mela o un grappolo d’uva. La cosiddetta maggior palatabilità dei Frutti maggiori è indiscussa rispetto a quella di molti Frutti minori. Inoltre alcuni Frutti minori non hanno un buon sapore consumati freschi e vanno per forza lavorati come nel caso delle prugnole che rendono meglio come confettura che mangiate appena colte. Eppure gli appassionati coltivatori dei Frutti minori non mancano, e ultimamente vengono incentivate le coltivazioni anche su larga scala di questo tipo di piante perché si sta rivalutando il valore di questo tipo di produzione. Nella provincia di Bolzano, per esempio, sono stati offerti incentivi ai coltivatori che su un appezzamento di almeno 1000 metri quadrati hanno intrapreso la coltivazione di questi alberi. Per quanto riguarda nocciolo e noce, poi, la loro coltivazione non è mai venuta meno, e i loro frutti vengono considerati piuttosto pregiati. Idem per pistacchio e castagno. Inoltre i Frutti minori sono alberi che rivestono un’importante funzione ecologica perché offrono rifugio e alimento a uccelli e mammiferi, soprattutto se coltivati come in passato, cioè a siepe libera o boschetto, oppure in filari lungo le strade di campagna. Sul fronte della biodiversità, poi, non bisogna dimenticare che la presenza su uno stesso territorio di un’ampia varietà di specie vegetali favorisce la salute dell’ecosistema e scoraggia le proliferazioni in massa di fitopatogeni e parassiti, senza contare che queste essenze hanno anche un valore storico nel nostro paese, avendo fatto parte del paesaggio rurale italiano per secoli. I Frutti minori si propagano, a seconda della specie, per seme, innesto o talea. La loro coltivazione non può essere ricondotta a principi generali, poiché sono molte le differenze tra le loro esigenze in fatto di pH del suolo, temperature, esposizioni, e irrigazione. In linea di massima si può affermare che se la pianta viene inserita all’interno di un giardino con un intento ornamentale oltre che produttivo, è bene permettere che la natura faccia il suo corso e lasciare l’esemplare il più indisturbato possibile. Giuggiolo, Sorbo, Gelso, Castagno e Noce sono piante splendide, che possono dare molto sul piano ornamentale oltre che alimentare. Anche nel caso di boschetti o siepi libere è bene rispettare le distanze di impianto e poi lasciar fare alla natura. Per quanto riguarda le piante coltivate a scopo produttivo, invece, le potature possono essere fondamentali per massimizzare il raccolto o per permettere il raggiungimento dei frutti nel caso di piante molto fitte come per esempio l’Azzeruolo. Vanno sempre effettuate tenendo conto di come fruttifica la pianta, perché eliminando i rami sbagliati si può compromettere il raccolto dell’anno a venire. Chi possiede un terrazzo e vuole cimentarsi con la coltivazione di una di queste piante può scegliere tra Corbezzolo, Sorbo e Cotogno, oppure tentare con il Giuggiolo, il Nocciolo o il Corniolo, sperando di ottenere un raccolto soddisfacente.Tra i Frutti minori segnaliamo il Nocciolo e il Giuggiolo, adatti anche a giardini medio piccoli per le loro dimensioni contenute. Il Noce e il Castagno, invece, raggiungono dimensioni tali da poter essere coltivati solo in parchi o grandi giardini. Il Pistacchio può essere coltivato solo al sud, in particolare in Sicilia, dato che è una pianta originaria dell’Iran. Segnaliamo infine anche il Sorbo domestico, adatto come pianta isolata in contesti ampi per le sue dimensioni e la sua indiscussa bellezza.
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