Gelsomino rampicante

Quanto annaffiare il gelsomino rampicante

In termini di irrigazioni, il gelsomino rampicante è una pianta poco esigente. Riesce a resistere a lunghi periodi di siccità, ma un’ irrigazione regolare ne garantisce la crescita e la fioritura. L’annaffiatura del gelsomino va eseguita nelle ore fresche della sera durante la stagione più calda, al fine di garantire un terreno umido per un più lungo periodo di tempo, e nelle prime ore del mattino durante l’inverno, al fine di scongiurare le gelate. In generale nei mesi freddi, se non durante lunghi periodi di siccità, non è necessario annaffiare frequentemente la pianta (a seconda delle condizioni climatiche, le irrigazioni andranno addirittura sospese), mentre nelle stagioni intermedie sarà sufficiente innaffiare il gelsomino 2-3 volte a settimana e nei periodi più caldi si potrà invece intervenire giornalmente.
Gelsomino rampicante annaffiatura

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Come coltivare e curare il gelsomino

Fiori di gelsomino Nonostante sia una pianta dalle poche pretese, il gelsomino preferisce un terreno fertile, ricco di sostanze organiche e ben drenato. Un terreno troppo compatto infatti impedisce un drenaggio adeguato e dunque l’attecchimento delle radici e la normale crescita e fioritura della pianta. Se il terreno non ha le caratteristiche ideali per la coltivazione del gelsomino rampicante, può essere addizionato di sabbia e argilla espansa per migliorare le capacità di drenaggio. Nel caso in cui il gelsomino venisse coltivato in vaso, è bene che nella scelta del terriccio si tenga conto anche delle condizioni climatiche: in un clima continentale può essere utilizzata una miscela di torba e sabbia in parti uguali, mentre a un clima mediterraneo ben si adatta una miscela composta per il 70% di torba e il 30% di sabbia.

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Come e quando concimare il gelsomino

Pianta di gelsomino La crescita del gelsomino è rapida e rigogliosa, perciò il suo terreno necessita di un arricchimento di sostanze nutritive di cui naturalmente non dispone. In vista della preparazione del terreno si può eseguire una prima concimazione con stallatico maturo. All’arrivo della stagione invernale, durante il riposo vegetativo del gelsomino, e in primavera, quando la pianta si prepara al nuovo periodo di fioritura, va effettuata una concimazione organica. Sempre durante la stagione primaverile si può addizionare all’acqua utilizzata per innaffiare il terreno, un concime a base di azoto, potassio e fosforo giustamente bilanciati ogni due mesi circa. Ai vasi o al terreno possono essere aggiunte delle foglie in decomposizione che concimano in maniera naturale e danno un apporto nutritivo alle radici.


Gelsomino rampicante: Esposizione, malattie e possibili rimedi

Pianta di gelsomino in vaso Il gelsomino rampicante necessita di un ambiente luminoso e ampiamente soleggiato. Sono accettabili anche condizioni di semi-ombra a patto che la pianta possa ricevere qualche ora di illuminazione diretta. Inoltre il gelsomino non tollera il vento, dunque è bene che sia collocato in una postazione correttamente riparata. Sebbene sia una pianta resistente, il gelsomino se non è giustamente curato può essere attaccato da funghi e parassiti. Tra questi ultimi troviamo gli afidi e la cocciniglia che ricoprono la pianta di melata, un nutrimento alquanto ghiotto per i funghi. Le malattie da fungo più ricorrenti sono la muffa grigia e la fumaggine. Risulta perciò opportuno trattare il gelsomino rampicante con un insetticida/fungicida ad ampio spettro sia nella fase acuta che in via preventiva.


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