Rafano

Annaffiatura del rafano

L'Armoracia è un'erba perenne delle Crucifere che è divenuta famosa come rafano; il suo fusto raggiunge i cinquanta centimetri, ha foglie verdi e larghe con fiori bianchi e piccoli. Proviene dall’Europa orientale anche se oggi è coltivato soprattutto in America e in Asia. La radice del rafano è commestibile e il suo sapore è decisamente particolare, dolce e piccante. Il rafano ha bisogno di un apporto d’acqua che varia col variare del periodo in cui viene coltivato e in relazione anche all'aridità del terreno. Nei mesi freddi e all'inizio della primavera sono sufficienti gli agenti atmosferici come annaffiatura, nel periodo estivo invece sarà necessario irrigare più frequentemente, magari al mattino presto o alla sera. Alla fine, il rafano preferisce comunque un clima temperato e ama la penombra.
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Coltivare il rafano

Radice rafano La coltivazione del rafano viene svolta di solito da primavera a estate, ed è efficace sia in vaso che nell'orto. Se si svolge in vaso, sul fondo è bene posizionare sempre della ghiaia e dei cocci per far defluire l'acqua. Si aggiunge poi del terreno friabile e ricco di compost sminuzzato. In giardino o nell'orto è consigliata la zappatura per assicurare una buona distribuzione dei nutrienti. Segue la semina, anche se piuttosto rara in quanto non tutti i semi saranno fertili. Di conseguenza il metodo più usato è quello della divisione del rizoma raccogliendo l’esemplare e dividendo la radice, poi si interra nella buca. Si dovranno anche distanziare tutti gli esemplari l'uno dall'altro formando delle file. La raccolta si svolge in autunno estraendo i rafani più vecchi e lasciando i più giovani che hanno bisogno di tempo per sviluppare la radice.

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Concimare il rafano

Bella pianta di rafano Il terreno ideale per il rafano è quello friabile e leggero, ma senza ristagni d’acqua, quindi drenato. La fertilizzazione si effettua con il concime preferibilmente organico e una buona zappatura che distribuisce anche in profondità le sostanze migliori per aiutare il rizoma nella sua crescita. Altra opera utile da fare è concimare con del compost in primavera la base della pianta e pacciamare con erba o paglia. In questo modo infatti si conserva l’umidità e si protegge la terra, oltre a modificare la temperatura del terreno e diminuire le malattie e le erbacce. La pacciamatura organica può essere usata in qualunque stagione: in estate il terreno non diventerà bollente consentendo all’acqua di non evaporare e in inverno serve per mantenere il terreno caldo e per impedire al gelo di danneggiare le radici.


Rafano: Malattie del rafano

Il rafano in cucina L’esposizione migliore per il rafano è sicuramente in pieno sole, anche se apprezza favorevolmente un po' d'ombra. Utilissime sono le pratiche di manutenzione, come eliminare le erbacce, l'importante pacciamatura, ma anche il controllo dei roditori e dei parassiti. In effetti esistono degli insetti che provocano gravi danni alle foglie del rafano come per esempio l'altica che si ambienta molto bene di solito sulle crucifere. Mentre fra le malattie più comuni è bene tener presente che la pianta viene attaccata da virus e dal marciume delle radici. Tuttavia, nonostante le avversità che il rafano deve superare per crescere sano e rigoglioso la sua radice dal sapore piuttosto piccante viene usata frequentemente in cucina. Alla fine, il rafano deve essere controllato per non diventare una pianta infestante.



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