Piante grasse

Con il termine piante grasse si indicano delle specie vegetali in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua e di utilizzarle in periodi di grande siccità. Queste piante, in realtà, non si chiamano grasse, ma succulente. E’ questo il termine botanico corretto da non confondere con l’aggettivo omonimo che si riferisce ad alimenti particolarmente gustosi. Le piante succulente o comunemente “grasse”, vengono così definite perché a causa del livello di acqua accumulato presentano componenti vegetativi ( fusto, foglie, radici) piuttosto gonfi e carnosi. Da questo aspetto si spiega il famoso termine “piante grasse”. Redatto con l'aiuto delle sezione piante grasse di giardinaggio.it . Le piante grasse sono originarie dell’America Meridionale. Grazie alla possibilità di trattenere molta acqua possono sopravvivere a condizioni ambientali avverse, ... continua

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prosegui ... , come caldo e siccità. A dire il vero, le piante grasse si sviluppano in aree geografiche dai climi particolarmente umidi perché è proprio dall’umidità che le specie “succulente” ricavano acqua da immagazzinare. Si tratta, infatti, di piante che crescono sovente in luoghi desertici dove le piogge scarseggiano e dove un notevole grado di umidità naturale è l’unica condizione indispensabile alla loro sopravvivenza.I neofiti del giardinaggio identificano le piante grasse semplicemente con una singola specie, ovvero il cactus. Per la verità, il cactus appartiene sempre al genere delle piante succulente, ma non è l’unico, perché le piante grasse sono tantissime e appartenenti a svariate famiglie. Tra le più note ricordiamo l’agave, il conophytum, l’aloe, la stapelia, la ceropegia, la senecio, il citato cactus nelle varianti aporocactus, cereus, echinopsis, opuntia, ephyfillum, mammillaria, pereskia e rebutia. E ancora, il sedum, il kalanchoe, l’hawortia, il ricinus e il cotyledon. Le piante grasse si prestano quasi tutte a essere coltivate nei climi caldi e umidi delle regioni meridionali. La loro coltivazione è abbastanza semplice proprio perché non hanno particolari esigenze idriche. Queste piante si possono coltivare in vaso e sono anche adatte per spazi molto ridotti e interni. La scelta della specie da coltivare dipenderà dalle proprie esigenze estetiche e dalla eccessiva presenza o meno di parti spinose. Per esigenze estetiche non si dovrebbe scegliere l’opuntia che è la pianta grassa del fico d’India. Chi ama un effetto tappezzante o ricadente può scegliere la ceropegia. Esteticamente valide sono anche il conophytum, simile a una margherita e la stapelia che produce dei fiori molto belli. Ulteriori dettagli su queste piante, nella sezione del sito.


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