Il diserbo
Il diserbo è un'operazione che viene eseguita per impedire che le erbe infestanti si sviluppino. Può essere classificato secondo varie tipologie: può essere chimico, meccanico e naturale. Per chimico si intende quel diserbo effettuato tramite agro farmaci, o erbicidi, composti da sostanze chimiche di sintesi. Per meccanico si intende quel diserbo a carico di macchine agricole, come la sarchiatrice, che taglia e rimescola lo strato superficiale del terreno, e l'erpice, il quale rompe lo strato erboso superficiale. Infine il diserbo naturale è quello meno traumatico per l'ambiente: utilizza infatti sostanze completamente naturali che non sono un pericolo ne per l'ambiente ne per l'uomo, come aceto, sale o acqua di bollitura delle uova. Il diserbante chimico può essere classificato in base alla chimica dei principi attivi oppure in base alle specie vegetali che vengono colpite, in particolare dicotiledoni e monocotiledoni.
La composizione chimica
Il diserbante è un prodotto che si è iniziato ad utilizzare dopo gli anni '50. Inizialmente era composto da sostanze nocive e pericolose, tra cui l'arsenico, l'acido perclorico, il clorato di sodio e l'acido solforico, ma fortunatamente queste sono state poi abbandonate. Un diserbante può essere diviso principalmente in tre parti: il principio attivo, i coadiuvanti e le altre sostanze inerti o coformulanti. Il principio attivo è la molecola che agisce sulla pianta da colpire, i coadiuvanti sono quelle sostanze che aumentano l'efficenza della molecola permettendo che il liquido aderisca alla superficie vegetale, mentre le altre sostanze inerti o coformulanti sono quelle sostanze che diluiscono la molecola del principio attivo. Per fare in modo che abbia effetto viene assorbito dalla pianta per via fogliare, perciò la pianta deve essere già un minimo sviluppata: la sostanza viene assorbita dalle foglie e viene trasportata nelle radici.
Il diserbante e la sua selettività
I diserbanti possiedono una selettività, la quale può essere nulla o alta: per selettività nulla si intende quel diserbante che uccide tutto quello con cui va a contatto, mentre per selettività alta si intende quel diserbante che è in grado di attaccare solo la malerba. Di conseguenza è la capacità di una molecola di danneggiare solo l'erba infestante senza arrecare danni alla pianta coltivata. La selettività viene classificata in cinque tipi diversi: per distribuzione, per assorbimento ipogeico, per assorbimento apogeico, biochimica e per traslocazione. Quella per distribuzione è quando si applica il diserbante in un'area specifica. Quella per assorbimento ipogeico avviene quando l'erbicida, poco solubile, viene assorbito dalla parte radicale della pianta e quindi viene utilizzato su piante con apparato radicale molto profondo. Quella per assorbimento apogeico farà effetto solo a pianta germogliata. Quella biochimica avviene quando la pianta è in grado di rendere inattiva la molecola dell'erbicida, decomponendola. Infine la selettività per traslocazione è quando la molecola non riesce a spostarsi all'interno della pianta e quindi ha un effetto limitato.
Diserbo naturale
Il diserbo chimico è molto efficace e immediato, ma a lungo andare può portare danni all'ambiente, inquinando il suolo, l'acqua e l'aria, e può danneggiare l'uomo, in quanto è presente negli alimenti e può essere cancerogeno. Per questo è sconsigliato utilizzare la chimica, ma piuttosto cercare soluzioni biologiche che non siano pericolose. Con un diserbante naturale non solo non si inquina l'ambiente, ma non si uccidono tutti quegli insetti utili nell'agricoltura biologica. Uno dei metodi più conosciuti per diserbare in modo naturale è creare una soluzione composta da 1 litro di aceto bianco e 120 millilitri di succo di limone. Un altro metodo, conosciuto fin dall'antichità, consiste nello spargere il sale direttamente sulle piante infestanti prima e dopo averle innaffiate con acqua bollente. In questo modo esse vengono bruciate dall'azione del sale. Come diserbante naturale si può utilizzare anche l'acqua di bollitura delle uova, versandola ancora calda sulle malerbe. Un altro diserbante naturale si può ottenere mischiando del gin con il succo di due limoni. Infine c'è anche l'opzione del bruciatore a gas, se si desidera un'efficacia immediata.
Domande frequenti
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Quali sono i principali metodi di diserbo naturale alternativi ai prodotti chimici?Esistono diverse soluzioni naturali efficaci per eliminare le infestanti senza danneggiare l'ecosistema. Una ricetta comune prevede la miscela di 1 litro di aceto bianco con 120 millilitri di succo di limone. Un altro metodo antico consiste nello spargere sale sulle piante infestanti, preceduto e seguito dall'irrigazione con acqua bollente per bruciare la vegetazione. È inoltre possibile versare acqua di cottura delle uova ancora calda direttamente sulle malerbe. Un'altra opzione combina gin e succo di due limoni. Per un'azione immediata e fisica, si può ricorrere all'uso di un bruciatore a gas che distrugge i tessuti vegetari per calore.
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Come funziona il diserbo chimico e quali sono i rischi associati?Il diserbo chimico utilizza agrofarmaci contenenti principi attivi sintetici che vengono assorbiti dalle foglie della pianta infestante e trasportati alle radici. Affinché sia efficace, la pianta deve essere già sviluppata. I rischi principali includono l'inquinamento di suolo, acqua e aria, oltre a potenziali effetti negativi sulla salute umana, poiché alcune sostanze possono residuare negli alimenti o risultare cancerogene. Storicamente, prodotti contenenti arsenico o acido solforico sono stati abbandonati per la loro elevata tossicità. L'uso indiscriminato danneggia anche gli insetti utili all'agricoltura biologica, rendendo preferibili approcci più sostenibili.
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Cosa si intende per selettività dei diserbanti e quali sono i suoi tipi?La selettività indica la capacità di un erbicida di colpire solo le infestanti preservando le colture desiderate. Può essere nulla (uccide tutto al contatto) o alta. Si classifica in cinque modi: per distribuzione (applicazione in aree specifiche), per assorbimento ipogeico (assorbimento radicale, utile per radici profonde), per assorbimento apogeico (effetto solo su piante germogliate), biochimica (la pianta degrada la molecola) e per traslocazione (limitazione del movimento della molecola nella pianta). Comprendere questi meccanismi aiuta a scegliere il prodotto giusto per evitare danni collaterali alle piante coltivate vicine.
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Qual è la differenza tra diserbo chimico, meccanico e naturale?Il diserbo chimico impiega erbicidi sintetici per uccidere le piante, offrendo risultati immediati ma con impatti ambientali negativi. Quello meccanico utilizza macchinari agricoli come sarchiatrici ed erpici per tagliare e rimescolare lo strato superficiale del terreno, rompendo la vegetazione senza sostanze chimiche. Il diserbo naturale, invece, è il meno traumatico per l'ambiente e l'uomo, utilizzando ingredienti comuni come aceto, sale, acqua bollente o gin. Mentre il chimico agisce sistematicamente sulla pianta, il meccanico agisce fisicamente sulla struttura vegetale e quella naturale sfrutta proprietà corrosive o termiche per disidratare le infestanti.









