Gelsomino talea

vedi anche: Gelsomino

L'irrigazione

Il Gelsomino talea è un ramo di circa 10 centimetri che viene prelevato da una pianta madre di almeno un anno. La pianta madre è la pianta che si intende replicare. La propagazione per talea, infatti, consente di ottenere un vero e proprio clone, poiché il soggetto ottenuto ha caratteristiche genetiche identiche alla pianta madre. Il gelsomino talea, proprio come la pianta adulta, non necessita di una somministrazione eccessiva di acqua. In particolare, per quanto riguarda il gelsomino talea, si raccomanda di mantenere il terreno costantemente umido nella prima fase di impianto del rametto. Nel momento in cui iniziano a spuntare le prime radici, si consiglia di non esagerare con l'acqua, dato che si potrebbe verificare l'insorgenza di marciumi che comprometterebbero irrimediabilmente la crescita delle radici stesse.
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Come operare

Gelsomino vaso Il primo passo è quello di individuare i rametti da utilizzare come talee. Si tagliano i rami della lunghezza di circa 10 centimetri. Si procede eliminando le foglie nella parte inferiore di ciascun rametto, in quanto potrebbero creare dei problemi di marciume. Dopo aver cosparso la base del rametto con della polvere rizogena, si interra ogni ramo in un vaso. Questa polvere è un ormone che va a stimolare la crescita delle radici. I vasetti da utilizzare per le talee possono essere di plastica o di coccio. Per il gelsomino talea si consiglia di utilizzare una miscela di terriccio e sabbia, che può essere mantenuta umida, ma, al tempo stesso, favorisce un ottimo drenaggio dell'acqua. Il Gelsomino è una pianta originaria dell'Asia Meridionale. Proviene, quindi da climi caldi e umidi, tuttavia si adatta molto bene anche ai climi europei ed è in grado di resistere anche al freddo. Nonostante ciò, almeno nelle prime fasi di vita della talea del gelsomino, si raccomanda di ricoverare all'interno i vasetti, nel caso di temperature eccessivamente rigide.

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La concimazione

Gelsomino talea vaso Un primo fondamentale aiuto e sostegno alla talea del gelsomino è dato dall'uso della polvere radicante nella fase iniziale di propagazione della talea. L'ormone radicante può essere acquistato nei negozi per giardinaggio, ma può anche essere fatto in casa. In questo caso è sufficiente procurarsi un pezzo di corteccia di salice piangente. Dopo aver portato ad ebollizione una pentola d'acqua, si lascia la corteccia in infusione per un giorno intero. Al termine dell'operazione si procede filtrando il composto che può essere utilizzato come un normale concime liquido. Una volta che la talea di gelsomino ha emesso le radici le concimazioni non sono più necessarie. Infatti, la pianta si adatta molto bene a tutti i tipi di terreni e non è molto esigente da un punto di vista nutrizionale. Tuttavia, se si desidera aiutare la talea e ottenere una crescita più rigogliosa si possono utilizzare dei concimi liquidi per piante e arbusti da somministrare con le irrigazioni.


Gelsomino talea: Patologie e cure

Gelsomini muffa Il gelsomino è un arbusto abbastanza resistente e poco soggetto a particolari problematiche. Tuttavia, in particolari condizioni, specie per la talea di gelsomino, che presenta un minor grado di resistenza, possono verificarsi dei problemi. Pertanto, si consiglia di evitare un'esposizione eccessiva la vento e alla luce solare diretta che potrebbero creare delle difficoltà di sopravvivenza alla pianta. Una prima problematica che si può manifestare, è l'insorgenza di muffe e virus, collegate ad un eccessivo uso di acqua e all'uso di cesoie non disinfettate. Per evitare questo problema si raccomanda di non eccedere con l'acqua e di disinfettare con alcool gli attrezzi. Una volta che la talea di gelsomino ha emesso radici, si può travasare in un vaso di dimensioni maggiori, oppure si può procedere ad interrare la nuova pianta direttamente in piena terra.


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