Margotta limone

Giardinaggio

Margotta

Tecnica di riproduzione per le piante, la margotta si basa sul fare radicare un ramo senza staccarlo dalla pianta originaria.

di Redazione

14 dicembre 2016

Tecniche di riproduzione vegetativa: la margotta

Quante volte avete desiderato realizzare nuove piantine da un esemplare particolarmente apprezzato? Poterne mantenere inalterata la bellezza, i colori spesso suggestivi dei suoi fiori? Alcune tecniche di riproduzione vegetativa permettono di ottenere nuove piante partendo da quella originaria, che presentino le stesse caratteristiche. Tra queste tecniche quella maggiormente utilizzata è la margotta. Con questa tecnica il ramo prescelto per dare vita alla nuova piantina viene dapprima inciso con un coltello affilato, per poi venire avvolto in una miscela di torba e sabbia inumidite e racchiuso all'interno di un manicotto, ovvero una sacca di plastica. Il manicotto ha il doppio compito di trattenere la miscela intorno al ramo intagliato e di garantire il mantenimento dell'umidità all'interno. Il ramo verrà definitivamente tagliato solo quando presenterà un numero sufficiente di radici.

La margotta passo per passo

Per realizzare la riproduzione di una pianta per margotta occorre innanzitutto individuare il ramo da utilizzare. Quest'ultimo dovrà essere sano e lignificato. Iniziare togliendo le foglie che si trovano sulla punta del ramo, nonché eventuali rametti laterali. A questo punto praticate un'incisione sul tronco, aiutandovi con un coltellino ben affilato e sterilizzato. Il taglio dovrà essere lungo circa 6 cm ed avere una profondità che corrisponda ad 1/3 del diametro del fusto. Inserire un distanziatore in legno per tenere aperta l'incisione appena fatta. La parte interessata dal taglio dovrà adesso essere avvolta con un composto inumidito di sabbia e torba. Pressare il composto affinché penetri all'interno del taglio, poi rimuovere il distanziatore. Chiudere la parte con un manicotto in plastica, che legherete con la rafia alle due estremità. Praticare una piccola incisione sul manicotto, in modo da favorire l'areazione e facilitare le operazioni di umidificazione del substrato.

Margotta: messa a dimora della nuova piantina

All'interno del manicotto si formeranno con il tempo nuove radici, provenienti dal rametto che avrete scelto per la riproduzione della pianta. Il periodo di tempo necessario alla formazione delle radici varia da pianta a pianta, anche in funzione dello stato di salute, della legnosità del ramo e della zona climatica. In genere, per avere radici sufficienti alla nuova piantina per crescere autonomamente, occorrono tra i due ed i sei mesi. Per accelerare i tempi è possibile servirsi di prodotti radicanti specifici, da spruzzare o spandere alla base del ramo utilizzato per la margotta prima di chiuderlo all'interno del manicotto. Appena la nuova piantina sarà pronta per essere messa a dimora, tagliate il ramo aiutandovi con delle cesoie ben affilate, prelevate la nuova piantina e ponetela a dimora in vaso oppure in piena terra. Il taglio dovrà avvenire gradualmente nell'arco di una decina di giorni, attraverso piccole incisioni giornaliere.

piante indicate e periodo migliore

Benché quasi ogni specie vegetativa possa essere riprodotta attraverso la tecnica della margotta, vi sono alcune specie che si prestano più delle altre a questa operazione. La margotta viene utilizzata per tutte le specie che presentano rami difficili da piegare e rivolti verso l'alto, per le quali la riproduzione attraverso propaggine risulterebbe particolarmente complessa. Acero, ficus, azalea, cedro, gelso, ulivo e agrumi sono alcune delle specie che vengono solitamente riprodotte per margotta. Le conifere invece non radicano con questa tecnica. Un grande utilizzo della riproduzione per margotta è in campo bonsaistico. Per la maggior parte delle specie il periodo migliore per intervenire è la primavera (aprile e maggio). Per alcune specie è possibile intervenire fino alla fine dell'estate.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si esegue correttamente la margotta passo dopo passo?
    La margotta richiede di selezionare un ramo sano e lignificato, rimuovendo foglie e rametti laterali. Si pratica un'incisione longitudinale profonda un terzo del diametro del fusto, inserendo un distanziatore per mantenerla aperta. La zona tagliata va avvolta con un composto umido di torba e sabbia, pressato bene all'interno della ferita. Successivamente, si chiude il tutto con un manicotto di plastica legato alle estremità con rafia. È utile praticare piccole forature nel manicotto per l'areazione e controllare periodicamente l'umidità del substrato interno.
  • Quali piante sono ideali per la riproduzione tramite margotta?
    Questa tecnica è particolarmente adatta a specie con rami rigidi o eretti, difficili da piegare a terra come nella moltiplicazione per propaggine. Esempi comuni includono aceri, fichi, azalee, cedri, gelsi, olivi e agrumi. È ampiamente utilizzata anche in ambito bonsaistico. Al contrario, le conifere generalmente non radicano con successo mediante margotta. Quasi qualsiasi specie vegetale può teoricamente essere riprodotta così, ma il successo dipende molto dalla facilità di emissione radicale della specifica varietà.
  • Quanto tempo impiegano a formarsi le radici con la margotta?
    Il periodo necessario varia notevolmente in base alla specie, allo stato di salute della pianta madre, alla legnosità del ramo e al clima. In media, la formazione di un apparato radicale sufficiente per separare la nuova piantina richiede dai due ai sei mesi. Per accelerare il processo, si possono applicare prodotti radicanti specifici sulla zona incisa prima di chiudere il manicotto. La pazienza è fondamentale: non bisogna affrettare la separazione finché le radici non sono robuste e numerose.
  • Quando è il momento giusto per effettuare la margotta?
    Per la maggior parte delle specie, il periodo ottimale è la primavera, specificamente nei mesi di aprile e maggio, quando la linfa è in piena circolazione e favorisce la cicatrizzazione e la radicazione. Alcune specie più resistenti o adattabili possono essere trattate fino alla fine dell'estate. Evitare i periodi di forte caldo estivo o di gelo invernale, poiché lo stress ambientale potrebbe compromettere il successo dell'operazione. L'attività vegetativa attiva è il fattore chiave per un'ottima riuscita.
  • Come si separa e mette a dimora la nuova piantina?
    Una volta verificate le radici sane all'interno del manicotto, si taglia il ramo dalla pianta madre. Non è consigliabile staccarla bruscamente: meglio eseguire piccoli tagli graduali nel ramo genitore nell'arco di dieci giorni per abituare la piantina alla sua autonomia idrica. Dopo aver rimosso il manicotto e il substrato, la nuova pianta può essere messa a dimora in vaso o direttamente in piena terra. Assicurarsi di annaffiare regolarmente nelle prime settimane per stabilizzare la radice nel nuovo ambiente.