Talea lavanda

vedi anche: Lavanda

Lalavanda

La lavanda è una pianta che cresce spontaneamente, in particolar modo nel sud Italia. Questa pianta è coltivata anche per creare delle siepi in giardino a semplice scopo ornamentale, ma la si utilizza anche in campo cosmetico ed erboristico. Essendo una pianta spontanea non richiede grandi cure. La talea lavanda è una tecnica di propagazione della pianta che consente di ottenere un nuovo soggetto che è geneticamente identico, un vero e proprio clone della pianta originaria. La talea lavanda è sostanzialmente un rametto di circa 10 centimetri che viene prelevato dalla pianta madre, ovvero la pianta che si intende replicare. Il rametto è in grado di emettere radici nel momento in cui viene posto in particolari condizioni e stimolato attraverso specifici prodotti. La talea lavanda va prelevata da una pianta madre di almeno un anno.
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Come effettuarla

Talea lavanda L'operazione di prelievo della talea lavanda va effettuata a fine estate oppure a inizio autunno. Il periodo varia a seconda della pianta madre che si intende replicare. Infatti esistono diverse specie di lavanda che presentano tempi di fioritura differenti. Il prelievo della talea deve essere effettuato dopo la fioritura. Successivamente occorre privare il rametto delle foglie alla base e dopo averlo immerso in una polvere che accelera e favorisce la radicazione si può inserire la talea lavanda all'interno di un vaso contenente in miscuglio di terriccio, torba e sabbia. La composizione del terreno, infatti, è l'unica cosa a cui bisogna prestare attenzione. La lavanda non tollera terreni troppo acidi e troppo pastosi, che trattengono acqua in maniera eccessiva. Quando si interra la talea lavanda, specie nelle fasi iniziali il terremo deve essere mantenuto sempre umido, ma mai eccessivamente bagnato.

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La concimazione

Lavanda ornamentale La lavanda non richiede particolari concimazioni. Lo stesso vale anche per la talea lavanda. Tuttavia, nel momento in cui si effettua la talea sarà sufficiente ricorrere solo a prodotti in grado di accelerare la radicazione. Questi prodotti sono dei veri e propri ormoni radicanti, in grado favorire l'emissione di radici da parte della talea. Si raccomanda di utilizzare questi fitormoni in maniera opportuna, rispettando le dosi e le modalità di somministrazione indicate, dato che dosi eccessive o un uso improprio dei prodotti potrebbero sortire l'effetto contrario e divenire tossici e addirittura letali per la pianta. L'ormone radicante può anche essere fatto in casa. Occorre procurarsi dei rametti giovani di salice piangente, e portata ad ebollizione l'acqua, bisogna immergere i rametti e lasciarli in infusione per un giorno. In seguito si procede con il filtraggio del liquido che successivamente può essere utilizzato come un normale ormone radicante.


Talea lavanda: Malattie e cure

Parassiti lavanda La lavanda nonostante sia una pianta spontanea abbastanza resistente può essere colpita da diverse patologie. Innanzitutto, in particolar per la talea lavanda, un primo pericolo è rappresentato dai marciumi. Queste problematiche possono interessare soprattutto l'apparato radicale. Infatti, nella prima fase di emissione delle radici, bisogna mantenere il terreno costantemente umido. Tuttavia, bisogna prestare attenzione ed evitare che il terreno sia troppo bagnato, dato che le radici appena emesse sono molto delicate e facilmente soggette a marciumi. Pertanto sarà sufficiente non irrigare troppo spesso. Una volta che le radici sono cresciute si consiglia di attendere tra un'innaffiatura e l'altra che il terreno si sia completamente asciugato. Un altro problema che può interessare la talea lavanda è il freddo. La talea viene prelevata e interrata a fine estate o inizio autunno, pertanto si va incontro all'inverno. Si consiglia, in caso di freddo intenso, di ricoverare i vasi delle talee all'interno.


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