Girasole

Introduzione

Tutti si ricordano di questa splendida pianta per averla ammirata, almeno per una volta, tra luoghi abbandonati, campi e bordi stradali. Nei bambini, poi, questa specie suscita un grande curiosità, per via dei suoi colori sgargianti, e del suo stelo altissimo che sbuca dal verde dei campi volgendosi con i suoi fiori verso il sole. Stiamo parlando del girasole, pianta annuale di origini antichissime molto apprezzata dai coltivatori e dagli amanti del giardinaggio. Conosciuta per le sue notevoli dimensioni, il girasole può svolgere un’interessante funzione ornamentale sia in un orto che in un giardino privato. La pianta, infatti, si presta ad essere coltivata sia in vaso che in pieno campo. Che sia selvatico o coltivato, il girasole è anche una specie che si presta a infiniti usi, sia erboristici che industriali. Dagli estratti del girasole si ricavano prodotti officinali, ma anche biocarburante ed il notissimo olio di semi di girasole, che possiede le stesse caratteristiche dell’olio di oliva.
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Caratteristiche

girasole2-1Il girasole è una pianta originaria del Sud America. Non si conoscono le origini geografiche esatte di questa specie, alcune fonti parlano del Brasile, altre del Perù o del Messico. La cosa certa è che il girasole era coltivato e venerato dalle antiche popolazioni sudamericane, mentre i “conquistatores” lo importarono in Europa intorno all’anno 1500. Appartenente alla famiglia delle asteraceae, il girasole è una pianta erbacea a ciclo annuale. Il suo nome botanico completo è Heliantus annuus. All’interno del genere Heliantus si contano più di 20 mila specie, sia annuali che perenni, anche se il girasole heliantus annuus, come dice lo stesso nome, ha un ciclo di sviluppo annuale. Le varietà annuali sono circa un centinaio. Il nome della pianta deriva dal “helios” che vuol dire “fiore” e da “anthos” che vuol dire “fiore”. I due termini greci si riferiscono alla caratteristica del fiore di girasole di seguire sempre la direzione del sole. Questa peculiarità viene anche detta eliotropismo. In realtà quello che tutti conosciamo come il fiore del girasole, e che dovrebbe seguire la direzione solare, è un capolino formato da più fiori distribuiti sia nella parte centrale ( il disco) e sia nella parte esterna ( i raggi). I fiori del disco hanno una colorazione marrone, mentre quelli dei raggi, che appaiono come dei petali, hanno una colorazione che va da giallo oro, al giallo intenso, all’arancio. Sia i fiori del disco che quelli esterni presentano una struttura vegetale notoriamente definita come corolla. Nei fiori esterni la corolla è stretta e lanceolata ed è proprio quella che dà la forma di raggi ai petali, mentre nella parte del disco è formata da tubuli dentati. I fiori del disco sono bisessuali, mentre quelli esterni sono sterili. Il girasole presenta anche uno stelo o fusto lungo e con diametro abbastanza spesso, anche di dieci centimetri. Il fusto raggiunge un’altezza di due metri, ma in alcune specie può abbondantemente superare anche i quattro metri. Le foglie del girasole sono grandi, ovali, lievemente lanceolate e disposte nella parte bassa ed opposta del fusto. Dalla maturazione del fiori del disco si formano i semi, che hanno colori variabili, dal bianco, al giallo e al nero. Le parti rotonde, nerastre, che tutti conosciamo come semi, sono, invece, i frutti del girasole, ovvero gli acheni che contengono i semi.

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Varietà

girasole4 Del girasole si conoscono diverse varietà, alcune ibride ed altre naturali. Tra queste ricordiamo l’heliantus decapetalus, l’heliantus tuberosus, l’heliantus multiflorus e l’heliantus pauciflorus. Il primo ha un capolino più piccolo dell’heliantus anuus. Presente in Piemonte, viene anche chiamato girasole semplice. Il girasole doppio è, invece, l’heliantus multiflorus. Questa varietà presenta molti fiori a raggio nella parte esterna ed è presente in Friuli. L’helantus tuberosus è simile all’heliantus annuus o girasole comune. Viene chiamato girasole del Canada, ma è presente in qualsiasi parte d’Italia. L’heliantus pauciflorus viene chiamato anche girasole selvatico. Specie perenne dalle foglie lanceolate, si ritrova facilmente nelle isole del Sud Italia. Gli ibridi di girasole vengono realizzati e studiati in laboratorio per ottenere piante con caratteristiche differenti da quelle originali. In laboratorio si sono ottenuti ibridi che crescono su terricci morbidi e sabbiosi, quando il girasole comune cresce solitamente su terreni compatti e argillosi. Tra gli ibridi più famosi citiamo heliantus deserticola, heliantus anomalus e heliantus paradoxus. Da ricordare anche che molti semi di girasole vengono ottenuti da ibridi geneticamente modificati. Il girasole con il capolino rivolto verso il sole può anche comportarsi da infestante di molte colture, quali la soia. Per questo motivo i coltivatori predilogono varietà con capolino rivolto verso il basso e con un ciclo vegetativo meno fastidioso.


Fioritura e riproduzione

girasole3 Il girasole comune fiorisce da luglio ad ottobre. La sua riproduzione avviene tramite due metodi naturalissimi: l’impollinazione e la dispersione. Il primo metodo di realizza grazie al trasporto del polline ad opera di insetti alati, tra cui le api, mentre la dispersione si realizza tramite la caduta dei semi per terra. Questi, a loro volta, vengono riportati sulla pianta grazie alle formiche.


Esposizione e temperatura

Anche il girasole è una tipica specie dei Paesi caldi. La pianta cresce rigogliosa anche nei climi mediterranei, gradendo un’esposizione solare diretta. Questa posizione favorisce l’eliotropismo del girasole, cioè la capacità del fiore di seguire la direzione del sole. La pianta non presenta particolari problemi di sviluppo anche se viene coltivata a mezz’ombra, a patto di esporla al sole per almeno cinque ore al giorno. Trattandosi di una specie che gradisce temperature elevate, quelle minime non dovrebbero mai scendere al di sotto dei dodici gradi. Temperature ancora più rigide possono, infatti, compromettere lo sviluppo della pianta portandola al disseccamento. Da evitare anche le posizioni ventose, che tendono a spezzare il lungo stelo del girasole. Nel caso di spazi troppo esposti al vento è meglio sostenere lo stelo con appositi supporti, come la canne di bambù.


Substrato

Il girasole è una di quelle piante che non presentano particolari esigenze in fatto di substrato. Per questo non è semplice indicare un terriccio ideale e adatto solamente alla coltivazione del girasole. Il substrato idoneo alla sana crescita di questa specie è fertile, ben drenato e ricco di nutrienti. La presenza di nutrienti stimola lo sviluppo vegetativo del girasole, ecco perché nelle coltivazioni intensive si procede sempre alla concimazione di fondo dei terreni su cui saranno piantati dei nuovi girasoli. Il terriccio ideale per il girasole può quindi essere quello da giardino o quello universale, reperibile presso qualsiasi garden center. A questo si può cui aggiungere della torba, ovvero materiale organico derivato da materia vegetale o animale.


Rinvaso

Il girasole può essere coltivato in pieno campo e in vaso. La messa a dimora e la propagazione delle nuove piantine avvengono tramite interramento dei semi. Questi si possono prelevare dai fiori secchi o acquistare presso un vivaio. I semi vanno interrati a una profondità di circa quattro centimetri, sia a pieno campo che in vaso. Le piante da coltivare in vaso devono avere dei fusti più bassi rispetto a quelle coltivate sul terreno. La differente altezza delle diverse varietà di girasole condiziona anche la disposizione dei semi, che vanno interrati formando delle file parallele, a una distanza di circa mezzo metro l’uno dall’altro per le varietà più piccole, e di ottanta centimetri per quelle più grandi. La messa a dimora delle nuove piante va effettuata all’inizio della primavera, mentre il rinvaso si esegue solo quando le nuove piante avranno raggiunto un’altezza minima di dieci centimetri.


Annaffiature

Anche se il girasole si adatta ai climi aridi e secchi non bisogna abusare di questa sua peculiarità. La pianta va innaffiata regolarmente, facendo attenzione ad evitare gli accumuli di acqua ed i ristagni idrici. Prima di procedere alla successiva irrigazione bisogna controllare che il terriccio si sia completamente asciugato.


Concimazione

Il girasole necessita di terreni molto ricchi di sostanze nutritive. Le radici della pianta, infatti, penetrano molto in profondità, riuscendo ad assorbire sostanze nutrienti inaccessibili ad altre specie. Questa caratteristica spinge i coltivatori ad effettuare una concimazione preventiva( detta anche concimazione di fondo) sui terreni dove sarà effettuata la semina dei girasoli. Il concime ideale per queste piante può essere organico o chimico a lenta cessione. La distribuzione dei fertilizzanti può avvenire, come già detto, al momento della preparazione del terreno, della semina e della prima fase di sviluppo della pianta. I concimi azotati vanno somministrati o un ‘unica soluzione durante la semina o in due momenti, con metà dose durante la semina e l’altra metà durante la fase di crescita della pianta. I concimi fosfatici vanno distribuiti durante la concimazione di fondo, mentre quelli potassici, da somministrare in dosi ridottissime rispetto ai precedenti, possono anche essere evitati nei terreni troppo argillosi e già naturalmente ricchi di potassio.


Potatura

Il girasole è una pianta maestosa, che in base alla varietà può avere uno stelo basso o molto lungo e di altezza ragguardevole. Queste dimensioni eccessive portano a credere erroneamente che il girasole possa essere capitozzato proprio dalla parte dello stelo o del fusto. In realtà la pianta non necessita di alcun intervento di potatura, tantomeno di capitozzature o di violente decapitazioni del fusto. Periodicamente basta solo eliminare le parti secche, malate o danneggiate.


Malattie ed avversità

Il girasole è una pianta che sa resistente fieramente a condizioni ambientali avverse ed a molte fitopatologie. Tuttavia esistono alcuni insetti, animali e funghi in grado di danneggiare gravemente questa magnifica pianta. Tra gli animali che possono compromettere il sano sviluppo del girasole ricordiamo le lumache e gli uccelli. Le prime si nutrono dei girasoli appena nati, devastando intere coltivazioni. I secondi beccano anche i girasoli adulti, poiché se ne nutrono assieme ad altre piante, quali soia e cereali. Le lumache si combattono cospargendo il terreno con dei veleni oppure riversando su di esse del comune sale da cucina. Il girasole può essere attaccato da un insetto parassita chiamato Synaema globosum, comunemente conosciuto come ragno Napoleone. Si tratta di un insetto che si nasconde sui petali delle infiorescenze esterne della pianta tessendo delle ragnatele dove cattura altri insetti. In sé non danneggia la pianta, poiché non se ne nutre, ma a lungo andare è possibile che le strutture vegetali risentano dell’azione delle ragnatele. Il girasole può anche essere colpito da malattie fungine quali l’oidio, la muffa grigia, la ruggine e il marciume dello stelo. Queste fitopatologie sono favorite da climi caldi abbinati ad un eccesso di umidità. Per combatterle bisogna usare degli specifici prodotti ad azione fungicida.


Girasole: Significato

significato girasole L'immagine del girasole richiama la voglia di vivere, l'allegria, la gioia, il calore e il buonumore. Il suo colore giallo intenso e i suoi petali disposti a corona donano ai campi un fascino unico ed intramontabile. Eppure, nel linguaggio dei fiori il girasole non ha solo una connotazione così positiva. Infatti questo fiore incantatore simboleggia l'amore ma non solo quello corrisposto, anche quello non ricambiato. Tralasciando questo "dettaglio" il girasole è un fiore che si presta bene per essere regalato in occasioni di lauree o raggiungimento di importanti traguardi in quanto grazie alla sua particolare conformazione richiama la vittoria e il successo. In caso di malattie, difficili guarigioni o malessere, donare un girasole può essere un gesto di incoraggiamento ad affrontare le difficoltà ed uscirne vittoriosi.


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