esemplare areca

Piante appartamento

Areca

L'areca è una pianta da appartamento che merita la nostra attenzione in quanto con la giusta cura può decorare come poche altre specie la nostra casa.

di Redazione

15 marzo 2014

Areca

Appartenente alla famiglia delle Arecacee, il genere Areca, comprende tutte quelle piante conosciute con il nome di “palme”. Queste hanno avuto le loro origini nelle Filippine e nella Malesia e sono piante molto diffuse e coltivate nelle zone calde – umide dell’Asia e dell’Africa. In natura, le Areche, diventano veri e propri alberi parlando di dimensioni, coltivate in vaso invece non superano i due metri di altezza. In natura sono piante che fioriscono senza alcun tipo di problema, se coltivate in vaso invece è raro che fioriscono soprattutto se le condizioni climatiche non sono delle migliori. Sono caratterizzate da un fusto rigido dal quale nascono lunghe foglie di colore verde brillante scuro, queste sono composte da un asse centrale dal quale, sia a destra che a sinistra, nascono altre numerosissime foglioline. Al genere Areca appartengono molte specie ma tra le specie più diffuse sia come piante d’appartamento che come piante da giardino ci sono: l’Areca Catechu e l’Areca Lutescens. L’areca Lutescens è una pianta molto bella che presenta foglie fitte e alquanto decorative. L’Areca catechu in natura produce dei bei fiori bianchi e dei frutti tondi riuniti a pannocchie. I semi di questi frutti sono conosciuti come “noci di betel” e vengono utilizzati per scopi alimentari.

Coltivazione

Considerando che le Areca sono piante originarie dei paesi tropicali e quindi abituate a delle temperature abbastanza calde, esse, hanno bisogno di crescere in luoghi in cui ci sia una buona percentuale di luce. Nonostante gradiscono luoghi illuminati non amano essere esposte ai raggi diretti del sole. Le temperature ideali per il loro sviluppo si aggirano intorno ai 20 – 25°C. Le Areca hanno bisogno di essere poste in luoghi arieggiati ma non ove si vengono a creare correnti d’aria, soprattutto fredde. Per quanto riguarda le annaffiature, queste piante, gradiscono i terreni umidi ma non i ristagni idrici. Nei periodi più caldi è giusto nebulizzare le foglie della pianta in modo da creare umidità nell’aria oppure si potrebbe posizionare dell’argilla espansa nel sottovaso. Le piante di Areca non amano il calcare e quindi si consiglia di annaffiarle con l’acqua piovana oppure con l’acqua demineralizzata. In fatto di terreni nel quale coltivarle, le Areca, non hanno particolari preferenze. La cosa importante è che il terriccio sia ben drenato in modo tale che l’acqua non si ristagna provocando dei danni alla pianta. Per favorire il drenaggio è opportuno aggiungere al terreno della sabbia o dell’argilla espansa e volendo, sul fondo del vaso, si possono sistemare dei cocci o della ghiaia.

Potatura e concime

Le piante di Areca non hanno bisogno di particolari potature, l’unica cosa che va fatta è eliminare le parti della pianta che si sono seccate o che sono danneggiate. Molto frequente in queste piante è che la punta delle foglie si secca a causa di troppa secchezza nell’aria. Nel caso in cui alla nostra pianta succeda una cosa del genere non serve tagliare l’intera foglia ma rimuovere solo la punta. Ricordiamo che gli attrezzi utilizzati per fare questi tipi di interventi devono essere puliti e disinfettati sia prima che dopo l’uso in modo tale da non portare infezioni alla pianta. Per quanto riguarda le concimazioni vanno effettuate dal periodo primaverile fino al termine del periodo estivo. Durante il resto dell’anno le concimazioni possono essere anche sospese. Nel periodo primaverile ed in quello estivo, ogni 15 – 20 giorni, va somministrato del concime liquido da diluire nell’acqua utilizzata per le annaffiature. Le dosi da somministrare sono riportate sulla scatola della confezione ma si consiglia di dimezzare rispetto a quanto riportato. Il concime da utilizzare è quello che contiene i macro elementi quali Azoto, Fosforo e Potassio ed i micro elementi quali il Ferro, il Rame, lo Zinco, il Manganese, il Boro e il Molibdeno.

Curiosità

Le noci di Betel, ovvero i semi dell’Areca Catechu, sono utilizzati nelle zone dell’Asia tropicali per essere masticati. Questa pratica di masticazione ha origini piuttosto antiche ed ancora oggi è diffusa dalle zone dell’India, alla Cina e fino alla Melanesia. Questi semini contengono all’interno sostanze grasse, degli alcaloidi ed i tannini e vengono masticati per favorire la salivazione e quindi la digestione. Secondo alcuni studi, le noci di Betel, svolgono un’azione cardiotonica, vermifuga e astringente. I semi di Areca vengono tritati in piccoli pezzettini e spolverati con il lime oppure con spezie tipo la cannella e la noce moscata. Il tutto viene avvolto nelle foglie della Piper betle (un’altra pianta) e vengono masticati o tenuti in bocca dopo pranzo per favorire la digestione e profumare l’alito. Le foglie di Piper betle danno al boccone un sapore piccante accompagnato da un ebrezza di chi lo assapora. Un inconveniente che può scaturire da questi bocconi è la presenza di tannini che fanno diventare la saliva rossa e anneriscono i denti. Oltre ad essere masticate, le noci di Betel, vengono tritate e mescolate con il tabacco e chiuse in una foglia di Pepe Betel per ottenere delle sigarette che poi vengono fumate.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare l'Areca per evitare problemi alle radici?
    L'Areca richiede un terreno costantemente umido ma mai zuppo. È fondamentale evitare i ristagni idrici nel sottovaso, poiché causano marciume radicale. Annaffia quando i primi centimetri di terriccio appaiono leggermente asciutti. Utilizza preferibilmente acqua piovana o demineralizzata, dato che questa pianta è sensibile al calcare presente nell'acqua del rubinetto. Nei periodi più caldi, aumenta la frequenza delle innaffiature mantenendo l'equilibrio tra umidità e drenaggio.
  • Perché mi si seccano le punte delle foglie dell'Areca?
    La secchezza delle punte fogliari è il sintomo principale di aria troppo secca. Essendo una pianta tropicale, l'Areca necessita di un ambiente umido. Per risolvere il problema, nebulizza regolarmente le foglie con acqua demineralizzata durante i periodi caldi. In alternativa, posiziona il vaso sopra un sottovaso riempito di argilla espansa e acqua, assicurandoti però che il fondo del vaso non tocchi direttamente l'acqua per prevenire il ristagno. Mantieni la pianta lontana da fonti di calore diretto e correnti d'aria fredda.
  • Qual è il periodo e il metodo corretto per concimare l'Areca?
    La concimazione deve avvenire esclusivamente nel periodo primaverile ed estivo, sospendendola in autunno e inverno. Somministra un fertilizzante liquido specifico per piante verdi, contenente macroelementi (Azoto, Fosforo, Potassio) e microelementi (come Ferro e Magnesio), ogni 15-20 giorni. Diluisci il concime nell'acqua di irrigazione seguendo le indicazioni della confezione, ma ti consigliamo di dimezzare la dose raccomandata per evitare bruciature alle radici. Questo regime nutrizionale supporta la crescita vigorosa e la salute del fogliame durante la stagione attiva.
  • Quanto alta può crescere un'Areca coltivata in vaso?
    In natura, le palme del genere Areca possono raggiungere dimensioni arboree notevoli. Tuttavia, quando coltivate in vaso come piante d'appartamento, la loro crescita è limitata dallo spazio delle radici e dall'ambiente controllato. Generalmente, non superano i due metri di altezza. Mantenere dimensioni ridotte è possibile anche attraverso una corretta gestione del vaso e del rinvaso, evitando di spaziare troppo i trapianti. La forma cespugliosa tipica aiuta a contenere l'altezza rispetto alla crescita singola di altre palme.
  • È necessario potare l'Areca? Come intervenire sulle foglie danneggiate?
    L'Areca non richiede potature strutturali complesse. L'intervento principale consiste nell'eliminare le foglie completamente secche o danneggiate per mantenere l'estetica della pianta. Se solo la punta della foglia si è seccata, non tagliare l'intero fusto fogliare: rimuovi con forbici disinfettate solo la parte secca, seguendo la linea naturale della foglia. Disinfetta sempre gli attrezzi prima e dopo l'uso per prevenire infezioni fungine o batteriche. Questa manutenzione leggera favorisce la salute generale senza stressare eccessivamente la palma.

Scheda Tecnica

Chrysalidocarpus lutescens (syn. Dypsis lutescens)

Nome scientificoChrysalidocarpus lutescens (syn. Dypsis lutescens)
FamigliaArecacee
Tipo di piantaPalma sempreverde
OrigineFilippine, Malesia, Asia tropicale, Africa
EsposizioneLuce intensa ma indiretta, lontano dai raggi solari diretti
Temperatura minima10-15°C (ideale 20-25°C)
TerrenoBen drenato, ricco di sostanza organica, misto a sabbia o argilla espansa
IrrigazioneTerreno costantemente umido ma mai zuppo, evitare ristagni
FiorituraRara in vaso, fiori bianchi in natura
AltezzaFino a 2m in vaso, alberi in natura
ConcimazionePrimavera-Estate, ogni 15-20 gg, fertilizzante completo diluito a metà dose
PotaturaEliminare foglie secche o danneggiate, disinfettare gli attrezzi
Malattie e parassitiSecchezza punte fogliari per aria secca, ragnetto rosso, cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede umidità ambientale)

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