Come coltivare le orchidee

Come coltivare le orchidee

Per capire come coltivare le orchidee nel modo giusto, è bene iniziare a conoscerne alcune peculiarità. Le orchidee sono i fiori di una famiglia botanica di piante chiamate orchidacee, che comprendono moltissime varietà di specie, alcune spontanee, altre coltivate. Possono avere radici aeree dette epifite, vivere sugli alberi e attraverso le radici pendenti riuscire ad assorbire l'umidità dell'atmosfera. Le orchidee epifite maggiormente coltivate sono la cattleya e la vanda. Poi ci sono quelle chiamate terrestri, in cui le radici affondano nella terra, attraverso la quale assimilano le sostanze nutritive. Una delle orchidee terrestri più coltivate è la Paphiopedilum. Alcune radici sono anche dette semi-epifite, ovvero, una via di mezzo tra le epifite e le terrestri, altre ancora sotterranee e semi-acquatiche.
Esempio di orchidea con radici epifite.

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L'importanza di posizionare correttamente l'orchidea in casa

posizione corretta dell'orchideaImparare come coltivare le orchidee in casa non è difficile ma è necessario conoscerne le esigenze. Abituate ad un ambiente luminoso e umido, sono quelle di origine tropicale maggiormente presenti all'interno di un appartamento. Se da un lato è vero che l'orchidea predilige ambienti luminosi, dall'altro non gradisce essere esposta direttamente ai raggi solari. Va collocata dietro una finestra evitando le correnti d'aria causate dall'apertura, rivolta a sud o ad ovest, con una tenda non troppo spessa che lascia filtrare la luce, in modo da garantire la buona salute della pianta senza rischiare di bruciarla. E' buona regola tenere le foglie e i fiori sempre liberi dalla polvere per beneficiare al meglio di tutta la luce disponibile. Da evitare ambienti con poca luce, poiché compromettono la fioritura e lo sviluppo generale di tutta la pianta.

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Come mantenere la giusta dose di umidità

innaffiatura senza ristagni d'acqua Un altro accorgimento, per imparare come coltivare le orchidee in vaso, è cercare di mantenere la naturale umidità della pianta. E' necessario prestare molta attenzione: troppa umidità potrebbe provocare delle macchie sui preziosissimi fiori dell'orchidea e troppo poca causerebbe foglie avvizzite. Una tattica efficace è l'utilizzo di un sottovaso, dove all'interno verrà sistemata della ghiaia o dell'argilla espansa con poca acqua, che evaporando aiuterà a mantenere la corretta umidità. Vaporizzare tutti i giorni con acqua non calcarea le foglie dell'orchidea, possibilmente al mattino per dare il tempo alla pianta di assorbirla, evitando così il rischio di marciumi. Parlando invece di innaffiatura, d'inverno sarà sufficiente una volta a settimana, nel periodo estivo da 2 a 4 volte. Dopo aver dato l'acqua è fondamentale far drenare quella in eccesso per evitare rischiosi ristagni.


Il periodo della fioritura

alcune orchidee fiorite La stagione in cui l'orchidea regala lo spettacolo della fioritura è l'autunno. In base al tipo di orchidea si presenta in modo diverso. In alcune specie la fioritura avviene più volte in un solo stelo, dunque quando i fiori sono appassiti si deve provvedere ad accorciarlo lasciando i nodi con le gemme. Mentre per alcuni finita la fioritura sarà necessario tagliare gli steli ormai inutili direttamente alla base. Per la comparsa della fioritura gioca un ruolo molto importante lo sbalzo termico, ma anche una buona concimazione a base di azoto e potassio, stimola l'arrivo di nuovi fiori. Va comunque ricordato che la riuscita di una buona fioritura, deriva dal rispetto di tutte le esigenze della pianta: la posizione a sud o est, una buona esposizione alla luce, evitare i raggi diretti del sole, una buona dose di umidità evitando ristagni d'acqua e il mantenimento di fiori e foglie liberi dalla polvere.



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