Fiore di orchidea Phalaenopsis bianca.

Piante appartamento

Come curare un'orchidea

L'orchidea è spesso considerata una delle piante più antiche e preziose. Le sue origini sono riconducibili a paesi tipicamente tropicali, tuttavia è una pianta che ben si adatta anche al clima mediterraneo. Di seguito, quindi, vedremo qualche utile consiglio per comprendere come curare l'orchidea.

di Redazione

26 novembre 2014

Curare l'orchidea in base alla temperatura

La temperatura è il principale fattore che regola il ciclo di fioritura dell'orchidea, è necessario, quindi, che vi sia una temperatura adeguata in base alla specie di orchidea. Generalmente, essendo una pianta di origine tropicale, la temperatura deve essere calda. Tra le specie più diffuse di orchidee da appartamento ci sono l'orchidea Phalaenopsise e l'orchidea Dendrobium. Queste orchidee necessitano di una temperatura calda che varia dai 21°-24° diurni ai 14°-16° notturni. Questa differenza di temperatura è fondamentale per garantire alla pianta un periodo di riposo ed evitare, quindi, che il processo di vegetazione sia continuo. Normalmente, sia le Phalaenopsis che le Dendrobium sono piante che tollerano anche temperature molto elevate, fino a 30°-35°, purchè siano protette da qualsiasi fonte di luce diretta. È fondamentale, inoltre, non esporre le orchidee da appartamento a sbalzi di temperatura improvvisi e quindi evitare, ad esempio, di esporle all'esterno, soprattutto durante le stagioni fredde. Essendo piante particolarmente delicate, uno sbalzo di temperatura eccessivo potrebbe danneggiarle.

Curare l'orchidea in base alla luce

Fondamentale per il ciclo vitale dell'orchidea è la luce, a cui la pianta deve essere costantemente esposta. La luce, infatti, rappresenta il principale fattore implicato nel processo di fotosintesi delle piante. Di conseguenza, se non si dispone di sufficiente luce naturale, ad esempio durante l'inverno, è consigliabile esporre l'orchidea ad una fonte artificiale. Tuttavia, bisogna tenere presente che l'esposizione non deve mai essere diretta, infatti la luce potrebbe danneggiare le foglie della pianta ed esporle all'effetto di parassiti e funghi. In particolare, le foglie molto sottili e di colore verde scuro sono tipiche di piante che vivono in ambienti ombreggiati e che necessitano di un'esposizione moderata alla luce. È necessario, inoltre, che i cicli naturali di luce vengano rispettati e, quindi, evitare di esporre la pianta ad una fonte di luce, ad esempio una lampada, anche durante le ore notturne.

Come innaffiare l'orchidea

Un fattore importante da cui dipende l'innaffiatura dell'orchidea è la tipologia di terriccio. È consigliabile, quindi, informarsi presso un negozio specializzato riguardo alla permeabilità del terriccio. Durante l'estate l'orchidea necessita particolarmente di acqua, la si dovrà innaffiare almeno due volte a settimana. Durante l'inverno l'innaffiatura potrà essere ridotta. La tecnica comunemente utilizzata per l'innaffiatura consiste nell'immergere il vaso direttamente nell'acqua, preferibilmente piovana o demineralizzata, per circa venti minuti, assicurandosi, in seguito, che l'acqua in eccesso sgoccioli tramite i fori presenti nel vaso. L'orchidea, inoltre, necessita di ambienti molto umidi, tipicamente tropicali. Per favorire un adeguato livello di umidità è possibile disporre sotto il vaso un contenitore o un sottovaso contenente acqua. In tal modo sarà garantita umidità alla pianta grazie all'evaporazione dell'acqua, evitando possibili ristagni dannosi all'interno del vaso. Un altro accorgimento importante è la nebulizzazione dell'acqua direttamente sulle foglie, avendo cura di non bagnare i fiori e prediligendo le ore meno calde.

Come potare l'orchidea

La potatura dell'orchidea è un passaggio fondamentale sia per favorire la ricrescita degli steli danneggiati o appassiti, sia per garantire una successiva fioritura. La potatura dello stelo deve essere attuata tramite tagli netti, successivamente al secondo nodo a partire dal terreno. I nodi sono delle interruzioni lungo lo stelo, ricoperte da una pellicola generalmente di colore più chiaro. In alcune orchidee il processo di fioritura si ripropone sugli steli già esistenti, di conseguenza la potatura non è necessaria, al contrario può risultare dannosa. È necessario, quindi, essere a conoscenza delle caratteristiche dell'orchidea che si possiede prima di intervenire con la potatura. Per quanto riguarda i fiori, in seguito al loro appassimento è consigliabile reciderli dal peduncolo. In generale, tutte le parti appassite della pianta devono essere recise al fine di garantire un corretto rigeneramento ed evitare un inutile investimento di energia da parte della pianta stessa. Fanno eccezione le radici e le foglie, potabili solo in caso di malattia o danneggiamento.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura ideale per far fiorire un'orchidea?
    Per stimolare la fioritura e garantire un corretto ciclo vegetativo, le orchidee come Phalaenopsis e Dendrobium richiedono una differenza termica tra giorno e notte. Durante il giorno la temperatura dovrebbe oscillare tra i 21°C e i 24°C, mentre di notte è ottimale scendere a 14°C-16°C. Questo abbassamento notturno segnala alla pianta il periodo di riposo. Tollerano picchi fino a 30°C-35°C solo se protette dalla luce diretta del sole. Evitare assolutamente gli sbalzi repentini di temperatura, come spostamenti bruschi verso l'esterno o correnti d'aria fredda, che potrebbero danneggiare irreparabilmente la pianta.
  • Come si annaffiano correttamente le orchidee senza farle marcire?
    La tecnica migliore è immergere l'intero vaso in un contenitore d'acqua per circa 20 minuti, utilizzando preferibilmente acqua piovana o demineralizzata. Dopo l'immersione, lasciare scolare perfettamente l'eccesso attraverso i fori del vaso per evitare ristagni radicali. In estate innaffiare almeno due volte a settimana, riducendo la frequenza in inverno. Per mantenere l'umidità ambientale tipica delle zone tropicali, posizionare il vaso su un sottovaso con acqua (senza toccare il fondo del vaso) o nebulizzare le foglie nelle ore fresche, evitando accuratamente di bagnare i fiori per prevenire malattie fungine.
  • Quando e come si pota un'orchidea dopo la fioritura?
    La potatura è essenziale per indirizzare l'energia della pianta. Identificare il fiore appassito e contare i nodi (piccole escrescenze sulla canna) partendo dal basso. Effettuare un taglio netto circa 1 cm sopra il secondo nodo. In molte specie, la canna può rifiorire dallo stesso nodo o da quelli superiori, quindi non tagliarla completamente alla base. Rimuovere sempre le parti secche o marce. Attenzione: non tutte le orchidee rifioriscono sugli stessi steli; alcune producono nuovi fusti annualmente. Verificare la specie specifica per evitare interventi inutili o dannosi.
  • Quanta luce serve a un'orchidea per sopravvivere?
    Le orchidee necessitano di molta luce per la fotosintesi, ma mai esposizione solare diretta che brucerebbe le foglie. Una finestra con tende filtranti o un angolo luminoso della stanza è ideale. Se le foglie sono verdi scure, significa che c'è poca luce; se hanno tonalità giallo-verdi o arrossate, c'è troppa luce. In inverno, quando la luce naturale diminuisce, integrare con luci artificiali specifiche per piante, mantenendo comunque il ciclo naturale giorno-notte. Non esporre mai la pianta a fonti luminose durante la notte, poiché interferisce con i suoi ritmi biologici.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita erbacea perenne
OrigineZone tropicali e subtropicali
EsposizioneLuce diffusa, no sole diretto
Temperatura minima14°C - 16°C
TerrenoSubstrato poroso specifico per orchidee (es. corteccia)
IrrigazioneAbbondante in estate, ridotta in inverno; immersione vaso
FiorituraPrimavera/Estate (varia in base alla specie)
ConcimazioneSpecifica per orchidee, durante il periodo vegetativo
PotaturaTaglio netto dopo il secondo nodo dello stelo sfiorito
MoltiplicazioneDivisione dei cespi (offshoots)
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede controllo umidità e temperatura)

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