Maranta

Piante appartamento

Maranta

La maranta è una pianta tropicale che può essere coltivata facilmente in appartamento e che affascina con foglie screziate dalle diverse tonalità di verde

di Redazione

29 ottobre 2013

La maranta

La Maranta è una pianta equatoriale, che cresce come vegetazione spontanea all'interno delle foreste del Brasile e della Gyana. Come tale, è una pianta che difficilmente si adatta ai freddi inverni europei, ma che può invece crescere in modo rigoglioso se coltivata negli spazi chiusi. Per questa ragione, la pianta vanta una vastissima diffusione e viene particolarmente apprezzata. Tra i suoi pregi vanno ricordati il rapido accrescimento, che permette di avere a disposizione una bella piantina di medie dimensioni in poco tempo, e anche il fatto che, se coltivata in casa o in appartamento, non è troppo delicata e non richiede eccessive cure. A fare della maranta una pianta decorativa sono le splendide foglie che la caratterizzano: questa elegante pianta, infatti, presenta foglie di ampie dimensioni, con le pagine screziate con macchie di colore scuro che spezza il verde brillante di base. La maranta presenta anche dei piccoli fiori bianchi, che non sono particolarmente appariscenti. Una caratteristica curiosa di questa pianta è quella di alzare e raccogliere le foglie nelle ore serali, per poi aprirle e ripiegarle più verso il basso nelle ore diurne, per meglio approfittare dell'umidità ambientale.

Coltivazione

Come tutte le piante equatoriali, o quantomeno buona parte di essere, la maranta deve essere coltivata in spazi protetti perché teme il freddo inverno e l'esposizione ai venti. Si tratta di una pianta, al contrario, che necessita di ambienti umidi per crescere in modo rigoglioso, pertanto non disdegna la periodica nebulizzazione delle foglie, che andrà accompagnata ad innaffiature frequenti: questo permetterà di non esagerare con le quantità d'acqua ad ogni annaffiatura e di evitare la formazione di ristagni idrici, che potrebbero essere dannosi per le radici. Il terreno, comunque, dovrebbe essere sempre umido: per questo si può provvedere all'utilizzo di un sottovaso con uno strato di argilla, che permette alle radici di assorbire sufficiente acqua senza che essa rimanga per troppo tempo a permeare il terreno. Un altro nemico può minacciare la maranta: si tratta del sole, che se colpisce in modo diretto la pianta può danneggiarne le foglie. Per questo motivo è bene conservare la pianta di maranta in una posizione semiombreggiata o del tutto ombreggiata, sia nel periodo invernale sia, a maggior ragione, durante quello estivo. Nel periodo invernale anche le annaffiature potranno essere leggermente diradate, dal momento che le temperature caleranno sensibilmente.

Moltiplicazione

La riproduzione della maranta può essere effettuata con facilità e senza troppo sforzo si potranno ottenere diverse generazioni successive a partire da quella originaria. La riproduzione avviene solitamente per talea di stelo o per divisione della parte radicale. Questa seconda tecnica viene effettuata durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, appena prima della ripresa del ciclo naturale, tra febbraio e marzo: sarà sufficiente estrarre la piantina dal terreno e procedere nella divisione delle radici, per poi interrare le due piantine così ottenute in attesa di nuovi germogli, che riveleranno l'attecchimento e renderanno possibile la coltivazione secondo le tradizionali tecniche colturali della maranta. L'unica accortezza sarà quella di dividere le radici in modo delicato, per danneggiarle il meno possibile. La divisione per talea di stelo, invece, si effettua tra maggio e agosto e comporta il taglio di una parte di stelo sano e robusto di circa 10 cm. L'estremità dello stelo verrà prima immersa in una polvere rizogena e successivamente interrata in un composto di sabbia e torba, all'interno di un vaso di piccole dimensioni. La talea verrà conservata in un ambiente umido e ombreggiato a temperatura costante: i primi germogli riveleranno l'attecchimento e la pianta potrà essere coltivata come un qualsiasi esemplare adulto.

Malattie e parassiti

Le condizioni ideali per la coltivazione della maranta sono per la maggior parte anche quelle che favoriscono il proliferare di infestazioni fungine e parassitarie: la scarsa esposizione alla luce solare, la forte umidità ambientale e la collocazione in ambienti dalle temperature elevate sono tutti elementi che favoriscono la diffusione di funghi e parassiti, mentre una presenza eccessiva di ristagni idrici potrebbe favorire la proliferazione di muffe. Il peggior nemico della maranta è la cocciniglia, che si nota per la presenza di macchie di colore bianco sulla pagina inferiore delle foglie. In caso di infestazione, occorrerà provvedere al ricorso di prodotti specifici antiparassitari, avendo cura di eliminare ogni esemplare parassita e di non lasciare superstiti che potrebbero dare vita ad una seconda colonizzazione. Macchie gialle o marroni, invece, di piccole dimensioni e sparse lungo la foglia, possono rivelare la presenza di ragnetto rosso. Anomalie delle foglie possono, però, segnalare anche degli errori di coltivazione: in tal caso è sufficiente ripristinare le condizioni ottimali per avere di nuovo a che fare con una pianta sana e robusta. Se le foglie avvizziscono o si seccano, significa che la pianta viene esposta a temperature troppo basse oppure alla luce diretta del sole, che brucia le foglie. Se esse perdono colorazione, invece, sarà probabilmente colpa di uno squilibrio nell'annaffiatura: l'acqua potrebbe essere troppa oppure non sufficiente.

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Domande frequenti

  • Perché le foglie della maranta si muovono?
    Il movimento delle foglie della maranta è un fenomeno naturale chiamato nastropia, legato al ritmo circadiano della pianta. Durante le ore notturne, la maranta alza e raccoglie le foglie verso l'alto, mentre di giorno le abbassa per esporle meglio alla luce diffusa. Questo comportamento serve principalmente a massimizzare l'assorbimento dell'umidità ambientale e a proteggere i tessuti sensibili. Non indica stress, ma una corretta fisiologia della pianta equatoriale.
  • Quanto spesso devo innaffiare la maranta?
    La maranta richiede un terreno costantemente umido ma mai zuppo. È consigliabile annaffiare frequentemente, verificando che lo strato superficiale non si secchi completamente, evitando però i ristagni idrici nel sottovaso che causano marciumi radicali. Un metodo efficace è usare un vassoio con argilla espansa: le radici assorbono l'acqua necessaria per capillarità senza rimanere sommerse. In inverno, riducete leggermente le irrigazioni in base all'abbassamento delle temperature ambientali.
  • Qual è l'illuminazione ideale per la maranta?
    La maranta predilige posizioni semiombreggiate o totalmente ombreggiate. La luce solare diretta è nociva e può bruciare le foglie, causando macchie marroni o secche. Tuttavia, un'ombra assoluta potrebbe rallentare la crescita o sbiadire le screziature. Posizionatela vicino a finestre con tende filtranti o in angoli luminosi della stanza dove la luce è diffusa. Evitate correnti d'aria fredda e venti diretti che stressano la pianta.
  • Come moltiplicare la maranta per talea?
    La moltiplicazione per talea di stelo si effettua tra maggio e agosto. Tagliate un segmento sano di circa 10 cm, trattatene la base con una polvere rizogena per stimolare l'emissione di radici. Interrate la talea in un mix di sabbia e torba, mantenendo il substrato umido e l'ambiente ombreggiato a temperatura costante. I primi germogli indicheranno l'attecchimento. Alternativamente, potete dividere i cespi in primavera (febbraio-marzo), separando delicatamente le radici.
  • Come riconoscere e combattere la cocciniglia sulla maranta?
    La cocciniglia è il parassita principale della maranta e si riconosce dalla presenza di piccole macchie bianche cotonose sulla pagina inferiore delle foglie. Per eliminarla, rimuovete manualmente gli insetti visibili con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol isopropilico. Successivamente, applicate un antiparassitario specifico seguendo le istruzioni del produttore. Assicuratevi di trattare tutta la pianta per eliminare eventuali uova nascoste. Ripetete il trattamento dopo qualche giorno per prevenire ricolonizzazioni.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaEracea perenne tropicale
OrigineForeste del Brasile e Guyana
EsposizioneSemiombreggiata o ombreggiata, mai sole diretto
Temperatura minimaNon specifica (teme il freddo europeo)
TerrenoUmido, ben drenato, miscela sabbia-torba
IrrigazioneFrequente, mantenendo substrato umido, evitare ristagni
FiorituraPiccoli fiori bianchi, non appariscenti
AltezzaMedie dimensioni (rapidamente accrescente)
MoltiplicazioneTalea di stelo (mag-agosto) o divisione dei cespi (feb-marzo)
Malattie e parassitiCocciniglia, ragnetto rosso, muffe da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile, adatta all'appartamento

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