Mimosa pudica

Che cos'è la mimosa pudica e quando irrigare

La Mimosa pudica è l'unica specie di questo genere che viene coltivata in casa. Benché sia imparentata con la Mimosa comune, tenuta in grande considerazione per i suoi fiori gialli dolcemente profumati, questa varietà è un tipo di pianta molto diversa. La Mimosa che si acquista comunemente nei negozi di fiori, infatti, appartiene a un genere diverso, quello delle Acacie. La Mimosa pudica, invece, le assomiglia soltanto nella forma delle foglie e dei fiori. Per quanto riguarda l'irrigazione, bisogna bagnare appena quanto basta per inumidire la miscela, ma si deve lasciare che la parte superiore del terreno si asciughi prima di annaffiare di nuovo. Queste piante vivono bene con una normale temperatura ambiente tutto l'anno. Inoltre, poiché la Mimosa pudica ha bisogno di molta umidità, si consiglia di collocare i vasi su strati di ghiaia umida. Le piante non sopportano aria viziata e soffrono in locali dove c'è persistenza di fumo.
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MIMOSA PUDICA

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Caratteristiche della mimosa pudica

Mimosa pudica Come pianta per la casa La Mimosa pudica è apprezzata per le foglie piumate e per i fiori soffici e rotondi, ma anche per l'affascinante reazione delle foglie quando vengono toccate. Se si maneggia una foglia, anche delicatamente, questa si ripiega su se stessa e il picciolo reagisce piegandosi in giù e portando con sé la lamina ripiegata. Qualche volta parte una reazione a catena e molte foglie cadono l'una sull'altra, causando il collasso apparente di un'intera sezione del fogliame. Si tratta di una reazione soltanto temporanea e dopo un breve periodo (normalmente dopo mezz'ora) la pianta si riprende del tutto. Qualche esperto suggerisce comunque di non toccare troppo spesso la Mimosa pudica: qualche esemplare potrebbe risentirne. Questa pianta cespugliosa raggiungere 50 cm di altezza e i suoi fusti molto ramificati sono ricoperti di sottili spine e di lanugine bianca. Le foglie, verde chiaro con piccioli lunghi fino a 10 cm, sono divise in parecchie sezioni, ciascuna delle quali è ulteriormente suddivisa in molte piccole foglioline. Da metà primavera all'inizio dell'autunno spuntano grappoli da 5 a 8 fiori rosa-malva.

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Il terreno ideale e i modi di concimare la sensitiva

Fiore sensitiva Gli esemplari di Mimosa pudica devono crescere con un'esposizione alla luce viva. Per fare in modo che fioriscano con successo, durante tutti i mesi estivi è necessario che riceva almeno tre o quattro ore al giorno di luce solare diretta. Per quanto riguarda la concimazione, si somministra un fertilizzante liquido ad alto grado di potassio ogni due settimane durante la fase vegetativa. In questo modo si favorisce lo sviluppo dell'esemplare. Benché sia meglio trattare la Mimosa pudica come una pianta da conservarsi per una sola stagione, la specie richiede parecchie rinvasature. Si usa del comune terriccio universale e si trapianta ciascuna pianta in un vaso leggermente più grande non appena le radici appaiono dal foro di drenaggio in fondo al contenitore precedente. Le foglie sensitive di una Mimosa appena rinvasata potrebbero sembrare eccessivamente pendule, ma dovrebbero riprendersi velocemente.


Mimosa pudica: Malattie e cure

Sensitiva pianta La Mimosa pudica può essere coltivata per alcuni anni di seguito, se le condizioni ambientali sono appropriate. Tuttavia le piante tendono a diventare brutte invecchiando e per questo motivo i coltivatori più esperti preferiscono scartare tutti gli esemplari quando hanno finito di fiorire alla fine di una singola stagione. La Mimosa pudica si acquista generalmente all'inizio della primavera e si conserva fino a metà autunno. Non è una pianta rustica e nel nostro Paese si coltiva soltanto in casa: infatti durante l'inverno la temperatura deve essere di almeno 15°C per evitare danni all'esemplare. Se le foglie iniziano a diventare gialle, vuol dire che la Mimosa pudica sta soffrendo per il freddo. Da maggio, nelle regioni centro-meridionali, è possibile posizionare l'esemplare all'aperto. Bisogna prestare molta attenzione ai ristagni idrici, perché possono provocare malattie fungine.


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