Orchidea Cattlkeya

Orchidea Cattlkeya

Appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, il genere cattlkeya, comprende circa una sessantina di specie tutte originarie delle zone tropicali del centro e del sud dell’America. La maggior parte delle specie sono di tipo epifite, una piccola parte è di tipo litofite a sviluppo simpodiale. Gli steli, ovvero gli pseudo bulbi, sono di lunghezze variabili e vanno dai pochi centimetri al metro. Essi nascono uno dopo l’altro da un fusto rizomatoso con un portamento orizzontale. All’estremità degli pseudo bulbi ci sono le foglie, esse si presentano spesse e di consistenza cuoiosa. I fiori di questa pianta sono grandi ed hanno i petali ed i sepali dello stesso colore mentre, il labello, è di colore diverso oltre ad essere costituito da macchie. I fiori delle orchidee sono formati da una sola antera con all’interno degli organi che contengono il polline. La caratteristica di queste piante è il loro fusto rizomatoso che si sviluppa in orizzontale. Il fusto, all’apice, emette una gemma vegetativa molto grande e, da essa, si sviluppa uno stelo pseudo bulboso con al vertice due o tre foglioline.
Cattlkeya

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Coltivazione

Orchidea cattlkeya Essendo l’orchidea Cattlkeya un genere di piante epifite hanno necessità di crescere in un particolare tipo di terreno. Il loro terreno ideale deve avere le seguenti caratteristiche: deve garantire un buon drenaggio, deve essere un composto abbastanza leggero e deve assicurare una buona ventilazione e circolazione dell’aria. Un suolo del genere può essere creato con una miscela di bark e sfagno con l’aggiunta di polistirolo oppure di sughero. Il genere Cattklea, come già detto precedentemente, hanno la particolarità di possedere dei fusti che crescono in modo orizzontale e quindi si potrebbe dire che sono delle piante che camminano. Questa particolarità, col passare del tempo, da modo alla pianta di spostarsi sempre più verso i bordi del vaso. Nel momento in cui ci rendiamo conto che la pianta assume posizioni scomode per il suo sviluppo significa che dobbiamo effettuare un rinvaso. Il momento migliore per eseguire il rinvaso è dopo il periodo di riposo, ovvero quando la pianta riprende la sua crescita. Prima di eseguire il rinvaso, è importante che gli pseudo bulbi abbiano raggiunto i 4 centimetri di dimensioni. inoltre, è importante bagnare il terreno con dell’acqua tiepida prima di procedere ed assicurarsi che il vaso nel quale verrà posta la pianta ha il giusto numero di fori per non favorire ristagni idrici.

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Ambiente ed esposizione

Le orchidee cattlkeya sono piante che hanno bisogno di crescere in luoghi ove, le temperature invernali, si aggirano dai 13°C ai 23°C e, quelle estive, non superano i 30°C. sono piante che amano l’aria, infatti, è importante che si garantisce una buona ventilazione. L’unica cosa sul quale fare attenzione è che non tollerano le correnti d’aria ed i troppi sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte. Fondamentale per queste piantine è bilanciare la temperatura con la quantità di luce che ricevono. La luce è la prima necessità per queste orchidee essendo delle piante che hanno avuto origine in zone tropicali. Un’abbondante esposizione al sole nelle ore di mattina è molto gradita, l’importante è non esporle mai al sole nelle ore centrali della giornata. Un’altra cosa fondamentale per questo genere è mantenere un ambiente umido intorno alle piantine. Non è molto semplice creare la giusta quantità di umidità di cui hanno bisogno questi tipi di piante ma possiamo creare una situazione che si avvicina molto. Non è per niente difficile, basta porre il vaso su di un sottovaso con all’interno dell’argilla espansa o della ghiaia. Ovviamente nel sottovaso va posta sempre un po’ d’acqua e, in questo modo, le radici non entreranno mai a contatto con l’acqua ma la pianta avrà l’umidità di cui ha bisogno per il suo sviluppo.


Irrigazione e concime

Le orchidee Cattlkeya hanno bisogno di essere annaffiate regolarmente nel momento in cui ci accorgiamo che il terreno sta diventando completamente asciutto. La frequenza di irrigazione varia in base alle dimensioni del vaso utilizzato per la coltivazione. Per quanto riguarda le concimazioni, queste piante, vanno concimate ogni 15 – 20 giorni con un fertilizzante bilanciato variando il rapporto tra i macro elementi, ovvero Azoto, Fosforo e Potassio. I concimi vanno somministrati sciogliendoli nell’acqua utilizzata per le irrigazioni con una percentuale del 0,5% se usati due volte a settimana e del 1% se usati una volta a settimana. Generalmente, le dosi, variano a seconda dell’uso frequente o meno del prodotto ma l’importante è non superare mai il grammo per un litro d’acqua. Le concimazioni vanno sempre eseguite con il terreno bagnato per evitare che i Sali minerali si concentrano in un posto e causano danni alla pianta e soprattutto all’apparato radicale, parte fondamentale del vegetale dal punto di vista della sopravvivenza (perciò da non danneggiare). Dopo un certo numero di concimazioni (4 o 5), si consiglia, di annaffiare le piante con dell’acqua senza fertilizzante in modo tale da sciacquare il terreno ed abbassare la concentrazione di Sali minerali.




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