Pachira

Pachira

Appartenente alla famiglia delle Bombacaceae, la Pachira, è una pianta sempreverde dal portamento eretto e dalla bellezza particolare. Ha avuto origine nelle zone tropicali e paludose dell’America centrale (particolarmente in Messico) e nel nord del Brasile. La sua particolare bellezza ha fatto sì che, la Pachina, diventasse una pianta molto conosciuta ed apprezzata. Nei luoghi d’origine, queste piante, raggiungono delle dimensioni notevoli (anche i 20 metri d’altezza) ma, nelle zone con un clima mediterraneo, non superano i 3 metri di altezza. Il suo fusto tenero ed intrecciato è di colore verdastro e le sue foglie sono palmate, lucide e di un verde intenso. Esse possono raggiungere anche una larghezza pari ai 30 centimetri. I fiori che sbocciano dalla Pachira sono grandi circa 15 centimetri e sono costituiti da dei petali color panna e dei stami rosati o rossastri. Sono profumati ma purtroppo non durano molto, resistono pochi giorni e la loro caratteristiche è quella di schiudersi durante la notte o la mattina presto. Il frutto che ne deriva è una capsula con una lunghezza che si aggira tra i 5 ed i 10 centimetri ed una larghezza tra i 5 ed i 6 centimetri. Questi sono di colore marrone tendente al nero e, una volta maturati, si aprono e lasciano cadere i semi.
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Coltivazione

Bellissima pachiraLa Pachira è una pianta di facile coltivazione e può essere coltivata sia in luoghi interni che in luoghi esterni purché le temperature siano miti, soprattutto durante il periodo invernale. Le sue temperature ideali si aggirano intorni ai 20 – 30°C durante i periodi più caldi ed intorno ai 10°C durante i periodi più freddi. Sopportano anche temperature al di sotto dei 10°C, l’importante è che non si scenda al di sotto dello zero e che questi periodi siano piuttosto brevi. Per quanto riguarda l’esposizione, sono piante che gradiscono essere posizionate in luoghi ben illuminati ma non amano i raggi diretti del sole. E’ sconsigliato porle alla luce diretta del sole soprattutto nelle ore più calde della giornata, il sole potrebbe bruciare le foglie e quindi riportare dei danni irreparabili alla pianta. Le Pachira gradiscono molto svilupparsi all’aria aperta, infatti, durante i periodi più caldi è buona abitudine portarle all’esterno. Fare attenzione, però, a non esporle a correnti d’aria fredda perché, contrariamente a quanto scritto precedentemente, non le preferiscono.

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Terreno e annaffiatura

Non ha grandi preferenze per quanto riguarda il terreno da utilizzare per le coltivazioni. Il terreno ideale, in linea di massima, deve avere due caratteristiche: deve garantire un buon drenaggio per evitare la formazione di ristagni idrici dannosissimi per la pianta e deve essere un terriccio neutro oppure leggermente acido. I terreni da evitare sono quelli argillosi e quelli pesanti perché trattengono troppa acqua e non permettono all’apparato radicale di svilupparsi nel modo giusto. Un miscuglio che potrebbe essere gradito dalla pianta è una parte di terreno fertile, una parte di sabbia ed una parte di torba. Per quanto riguarda le irrigazioni, le Pachina, vanno annaffiate abbondantemente per tutto il periodo primaverile e quello estivo. Preferibilmente, le annaffiature, vanno eseguite con dell’acqua non calcarea e quindi bisogna utilizzare o l’acqua piovana o l’acqua distillata. Durante i periodi più freddi, le irrigazioni, vanno diminuite ma il terreno deve essere sempre leggermente umido e mai completamente asciutto. Le pachira sono piante che hanno bisogno di svilupparsi con un ottima quantità di umidità nell’ambiente in cui crescono. Per creare umidità nell’ambiente basti porre il vaso su di un sottovaso con dentro dell’argilla espansa o della ghiaia e nebulizzare la chioma.


Concimazione e moltiplicazione

Le concimazioni vanno effettuate dall’inizio del periodo primaverile alla fine del periodo estivo. Il concime va somministrato ogni 3 – 4 settimane seguendo le dosi riportate sulla confezione del prodotto. Va utilizzato un concime liquido da diluire nell’acqua utilizzata per le annaffiature. Il concime da utilizzare è un fertilizzante bilanciato ugualmente In Azoto, Fosforo e Potassio ma, oltre ai macro elementi, deve contenere anche i micro elementi quali Ferro, Rame, Zinco, Magnesio, Boro, Molibdeno e Manganese. La moltiplicazione della Pachira può avvenire sia per seme che per talea. I semi vanno posti in un contenitore con all’interno terreno fertile e sabbia o perlite e, il vassoio, va posto in un luogo caldo, riparato ed illuminato. Inoltre va coperto con un telo di plastica che funge da protezione e che andrà rimosso quando nasceranno i germogli. Una volta irrobustitesi, le nuove piantine, possono essere messe a dimora. Le talle, invece, vanno prelevate in primavera e vanno tagliate al di sotto del nodo. Vanno poste in un contenitore con polvere rizogena mischiata ad un fungicida e, successivamente, vanno messe in un composto si sabbia e torba scura. Il contenitore va posto all’ombra ad una temperatura di 21°C circa e va coperto per protezione. Una volta ramificate e nate le nuove piantine, esse possono essere spostate in un vaso singolarmente.




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