pianta della sanseveria

Piante appartamento

Sanseveria

La Pianta della sanseveria è una fra le più diffuse piante d’appartamento. Poco esigente, di facile coltivazione, seduce per la bellezza del suo fogliame. In questa guida troverete tutto sulla sanseveria, comunemente chiamata lingua della suocera. Perché? Leggete e lo scoprirete.

di Redazione

07 ottobre 2014

Pianta della sanseveria: un po' di botanica

Esistono 70 specie di sanseveria, generalmente erbacee. Secondo la classificazione classica, la pianta della sanseveria appartiene alla famiglia delle Liliaceae o a quella delle Dracaenaceae. È originaria delle regioni africane e asiatiche. Le foglie sono di forma triangolare; alcune specie presentano un fogliame di circa 10 cm di larghezza e 15 di lunghezza, mentre altre sono larghe 6 cm ma raggiungono una lunghezza di ben 2 metri. Proprio per questo motivo la sanseveria è chiamata, nella vulgata comune, "lingua della suocera". I fiori sono formati da pannocchie verticali con piccoli fiori bianchi che danno poi origine a bacche di color rosso o arancione. In Africa le foglie vengono utilizzate per la fabbricazione di fibre. Esistono specie di sanseveria molto tossiche, usate dagli indigeni per fabbricare del veleno che poi mettono sulla punta delle loro frecce. Alcune sanseverie sono considerate piante antipolluzione perché assorbono il benzene, la formaldeide, il tricloroetilene e lo xylene.

Pianta della sanseveria: consigli di coltivazione

La sanseveria è una pianta molto accomodante, che ben si adatta alla vita d’appartamento. Preferisce un’esposizione alla luce intensa o addirittura a pieno sole. Va messa a dimora in un vaso di grandi dimensioni, con terriccio leggero composto in parti uguali da terra da giardino e terreno sabbioso e provvisto di uno strato d’argilla per assicurare un buon drenaggio. Non richiede annaffiature abbondanti e se per qualche tempo dimenticate di bagnarla non morirà certo da un giorno all’altro. In primavera-estate andrebbe comunque bagnata regolarmente, seppure con moderazione: una volta a settimana. Ricordate che teme più l’umidità del terreno che non la siccità. D’estate può essere messa in terrazzo, ma nella brutta stagione dovrete riportarla all’interno perché non sopporta le temperature inferiori ai 7° C. La specie più diffusa fra le piante d'appartamento è la sanseveria trifasciata.

La pianta della sanseveria: rinvaso e moltiplicazione

È indispensabile rinvasare la pianta della sanseveria ogni 2 o 3 anni. Quando rinvasate scegliete un vaso di diametro leggermente superiore a quello che andate sostituendo. La primavera è il periodo ideale per effettuare l’operazione di rinvaso. È consigliabile approfittare del rinvaso per moltiplicare la pianta dividendone i cespi. Alla base della pianta appaiono dei giovani polloni: lasciateli crescere fino ad un’altezza di circa 20 o 30 cm, poi divideteli dal piede madre e poneteli in vasi con un misto di terreno per piante verdi, terriccio di brughiera e terriccio misto a foglie. Si può anche procedere ad una moltiplicazione tagliando le foglie in tronconi di 10 cm. Lasciate seccare le estremità e poi piantatele ad una distanza di circa 5 cm l’una dall’altra. Le radici si formeranno molto rapidamente. Dopo il rinvaso è bene procedere ad una buona concimazione con fertilizzante per piante verdi, meglio se liquido.

La pianta della sanseveria: malattie

La sanseveria è una pianta generalmente molto robusta e resistente, tanto che è spesso definita "indistruttibile". Occorre però fare attenzione a non annaffiarla troppo, perché un terreno troppo umido può portare le radici a marcire e le foglie a rammollirsi o addirittura a marcire anch’esse. L’umidità può anche causare la proliferazione delle cocciniglie. Se la sanseveria viene attaccata da questi parassiti, occorre prima di tutto ridurre le annaffiature e in un secondo momento passare direttamente sui parassiti un cotton fioc imbevuto di alcool. Se siete in presenza di un’infestazione importante, utilizzate allora dell’olio bianco minerale, facilmente reperibile nei negozi di giardinaggio. L’olio va diluito seguendo le istruzioni indicate sulla confezione e poi spruzzato direttamente sulle cocciniglie. Ripetete l’operazione per qualche giorno. Gli esperti indicano che il periodo migliore per effettuare la disinfestazione è la fine dell’inverno, quando le uova delle cocciniglie stanno per schiudersi.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare la Sanseveria?
    La Sanseveria teme fortemente l'eccesso di umidità nel terreno, preferendo la siccità. In primavera ed estate, effettua annaffiature moderate una volta alla settimana, assicurandoti sempre che il substrato sia asciutto tra un intervento e l'altro. Durante l'autunno e l'inverno, riduci drasticamente le irrigazioni, limitandole al minimo necessario per evitare il marciume radicale. Una regola generale è: meglio dimenticare di annaffiarla piuttosto che esagerare.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dalla Sanseveria?
    La Sanseveria è una pianta tropicale sensibile al freddo. Non sopporta temperature inferiori ai 7°C. Per questo motivo, durante la brutta stagione è fondamentale spostarla all'interno dell'abitazione, lontano da correnti d'aria fredda e finestre aperte. Mantenere una temperatura ambiente stabile garantisce la sua salute e previene danni irreversibili alle foglie e alle radici.
  • Come posso moltiplicare la mia Sanseveria?
    Esistono due metodi principali. Il primo, consigliato, è la divisione dei cespi: durante il rinvaso primaverile, separa i giovani polloni (di 20-30 cm) dalla pianta madre e interrali in un mix leggero. Il secondo metodo è la talea di foglia: taglia le foglie in tronconi di 10 cm, lascia asciugare le ferite e interra le basi adagiandole orizzontalmente sul substrato. Le radici appariranno rapidamente.
  • La Sanseveria è tossica per animali domestici?
    Sì, la Sanseveria contiene saponine glicosidiche che risultano tossiche se ingerite. Se cani o gatti mordicchiano le foglie, possono manifestare sintomi come nausea, vomito, diarrea e salivazione eccessiva. Anche se raramente letale, è consigliabile tenere la pianta fuori dalla portata degli animali domestici per prevenire disagi gastrointestinali. In caso di ingestione, contatta immediatamente un veterinario.
  • Come combattere le cocciniglie sulla Sanseveria?
    Le cocciniglie prosperano in ambienti umidi. Per trattare infestazioni lievi, rimuovi manualmente i parassiti tamponandoli con un cotton fioc imbevuto di alcol. Per attacchi più gravi, utilizza olio bianco minerale diluito secondo le indicazioni del produttore, spruzzandolo direttamente sugli insetti. Ripeti il trattamento per alcuni giorni. Il periodo ottimale per la disinfestazione è la fine dell'inverno, quando le uova stanno per schiudersi.

Scheda Tecnica

Sansevieria (sinonimo Dracaena trifasciata)

Nome scientificoSansevieria (sinonimo Dracaena trifasciata)
FamigliaAsparagaceae (ex Liliaceae/Dracaenaceae)
Tipo di piantaErbacea perenne rizomatosa
OrigineAfrica e Asia tropicali
EsposizioneLuce intensa, pieno sole, semi-ombra
Temperatura minima7°C
TerrenoLeggero, drenante, sabbioso, ricco di humus
IrrigazioneModerata, regolare in primavera-estate, scarsa in inverno
FiorituraPannocchie verticali, fiori bianchi profumati
AltezzaDa 10 cm a 2 metri (varia per specie)
ConcimazioneFertilizzante liquido per piante verdi in primavera-estate
PotaturaAssente (rimuovere solo foglie secche o danneggiate)
MoltiplicazioneDivisione dei cespi (polloni) o talea di foglia
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso acqua), cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMolto bassa (resistente, indistruttibile)

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