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Cipresso

Aggiornato il 14 novembre 20116 capitoli5 domande frequenti
cipresso

Generalità

Il Cipresso (Cupressus sempervirens) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Cupressaceae. La chioma formata dai fitti rametti che si dipartono in tutte le direzioni può essere dritta e affusolata, da allungata e conica con i rami che coprono buona parte del tronco eretti e compatti, a allargata con le ramificazioni orizzontali e il tronco più visibile. Raggiunge anche 50 m di altezza. Il tronco è solcato longitudinalmente, con la corteccia grigio-bruna. Le foglie sono ridotte a scaglie triangolari e embricate, lunghe 1 mm circa, che ricoprono del tutto i rametti disponendosi in quattro file attorno ad essi. Sono color verde scuro con una tonalità grigia di fondo, e hanno ghiandole resinifere che però non secernono all’esterno il loro contenuto. I fiori a sessi separati sono presenti sulla stessa pianta e compaiono a seconda del clima tra febbraio e maggio, in tempi diversi. Quelli maschili detti microsporofilli sono gialli, lunghi 4-8 mm, con gruppi di stami sulle pagine superiori di squame riunite a verticilli. Quelli femminili, i macrosporofilli, presentano gli ovuli portati dalle squame in numero di 8-14, riunite su peduncoli corti. L’impollinazione è anemofila. Gli strobili hanno forma sferoidale-poliedrica e maturano nel corso di due anni passando dal verde al bruno, con le squame che diventano legnose e contengono 5-10 semi alati ciascuna. L’apparato radicale diffrisce a seconda del tipo di suolo su cui cresce la pianta. Può essere molto profondo e fittonante oppure allargarsi moltissimo nei suoi più superficiali.

Clima e terreno

Il Cipresso è stato introdotto nel nostro paese molto anticamente, probabilmente dai fenici, a partire da esemplari dell’isola di Cipro. Attualmente è naturalizzato in gran parte della penisola con l’eccezione di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino, Marche Puglia e Calabria. Il suo areale di distribuzione va da 0 a 800 metri sul livello del mare. Termofilo, è molto resistente all’aridità, in estate entra in uno stato di dormienza per contrastare le condizioni climatiche avverse. Non resiste bene ai geli prolungati. Adattabile a terreni di vario genere, sia compatti che sciolti, in qualunque condizione di pH. Sui suoli sassosi e in pendenza può agire come consolidatore di versanti. Prospera su terreni profondi, torbosi o argillosi ma molto ben drenati. Richiede assolutamente il pieno sole.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione del Cipresso avviene per seme alla fine dell’inverno, dopo circa tre settimane di vernalizzazione. La semente deve essere appena coperta. A 20°C la germinazione richiede circa 1 o 2 mesi. I semenzali sono sensibili ai marciumi, quindi vanno innaffiati con criterio e mantenuti in ambiente areato. In seguito appena possibile va effettuato il ripicchettamento. L’impianto definitivo deve avvenire dopo il primo inverno, che le piantine avranno trascorso al riparo in serra fredda, nella tarda primavera o all’inizio dell’estate a seconda di quando cessa il rischio di gelate tardive. In alternativa si può procedere per propagazione vegetativa, cosa che avviene normalmente con i cloni e le varietà orticole, con talee legnose in settembre da far radicare assolutamente al riparo del gelo, oppure in aprile-maggio. L’accrescimento è abbastanza veloce in giovane età e tende a rallentare in seguito, quando l’albero ha raggiunto i 15 m circa. E’ una pianta estremamente longeva. In Umbria e Toscana è una delle essenza tipiche del paesaggio, così come nei cimiteri. La forma fastigiata è adatta a giardini formali, moderni o all’italiana, vicino a bossi topiari, panchine o siepi ben potate, lungo viali, come esemplare isolato o sul fondo di bordure. Inserito in insiemi di più essenze serve a dare slancio verso l’alto all’insieme. Le forme espanse invece sono più adatte a giardini informali e a vocazione naturalistica, magari affiancati ad altre essenze mediterranee come rosmarini e ginestre.

Parassiti e malattie

Tra le malattie del Cipresso ricordiamo l’infezione fungina causata dal Seiridium cardinale, detta cancro del cipresso, che si manifesta con l’ingiallimento e infine il disseccamento dei rami, con copiosa fuoriuscita di resina. Inoltre ricordiamo i marciumi radicali causati da Armillaria e l’infezione fungina da parte di Phomopsis occulta. Tra i parassiti segnaliamo l’afide del cipresso e lo scotilide Phloeosinus aubei.

Caratteristiche del legno

Il legno di Cipresso non contiene canali resiniferi, è duro e compatto, resistente all’acqua. Si utilizza per costruire imbarcazioni, mobili e infissi. Non viene attaccato dai tarli.

Varietà

Tra le varietà di Cipresso ricordiamo la “Pyramidais” detta anche “Stricta” che è quella a portamento colonnare e appuntito, e quella “Horizontalis” più espansa, con il tronco maggiormente esposto. Horizontalis è più rustica e veloce nell’accrescimento, con legno di migliore qualità. Tra i cloni resistenti al Seiridium ricordiamo “Florentia” e “Bolgheri” che hanno portamento eretto, utilizzati come ornamentali, e “Agrimed” ed “Etruria” che invece hanno habitus espanso e sono utilizzati per produrre legname e nei rimboschimenti. Tra le cultivar ornamentali ricordiamo “Swane's Golden” colonnare a fogliame giallo brillante, “Tiny Tower” che come dice il nome ha portamento fastigiato molto stretto, e cresce molto lentamente, e “Totem” con caratteristiche simili. Esistono anche cultivar variegate.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze morfologiche tra le varietà di cipresso?
    Le varietà di cipresso si distinguono principalmente per la forma della chioma. La cultivar 'Pyramidalis' (o 'Stricta') presenta un portamento colonnare, stretto e appuntito, tipico dei cipressi italiani tradizionali. Al contrario, la varietà 'Horizontalis' ha un habitus più espanso e arrotondato, con il tronco più visibile e rami orizzontali. Esistono poi cultivar ornamentali come 'Swane's Golden', che offre un fogliame giallo brillante, o 'Tiny Tower', caratterizzata da una crescita lenta e una forma molto stretta. Queste differenze influenzano l'uso in giardino: quelle fastigiate sono ideali per viali e giardini formali, mentre quelle espanse si integrano meglio in contesti naturalistici.
  • Come si propaga correttamente il cipresso?
    La propagazione può avvenire per seme o per via vegetativa. Per i semi, è necessaria una vernalizzazione di circa tre settimane a fine inverno; la semina va fatta coprendo leggermente il substrato e mantenendo i semenzali in ambiente areato per evitare i marciumi. La germinazione richiede 1-2 mesi a 20°C. Per le varietà orticole, si preferiscono le talee legnose prelevate a settembre o tra aprile e maggio, da far radicare al riparo dal gelo. Le piantine ottenute da seme vanno trapiantate definitivamente dopo il primo inverno, proteggendole dalle gelate tardive.
  • Quali sono le malattie più pericolose per il cipresso?
    La malattia più grave è il cancro del cipresso, causato dal fungo Seiridium cardinale, che provoca ingiallimento, disseccamento dei rami e fuoriuscita di resina. Altri patogeni includono i marciumi radicali dovuti ad Armillaria e l'infezione da Phomopsis occulta. Tra i parassiti animali, sono comuni l'afide del cipresso e lo Scotilide Phloeosinus aubei. Per prevenire problemi, è fondamentale garantire un ottimo drenaggio del suolo per evitare ristagni idrici che favoriscono i funghi e scegliere cultivar resistenti come 'Florentia' o 'Bolgheri' nelle zone soggette a infezioni.
  • In quali tipi di terreno e clima cresce meglio il cipresso?
    Il cipresso è termofilo e ama il pieno sole, mostrando grande resistenza all'aridità grazie a uno stato di dormienza estiva. Tuttavia, teme i geli prolungati. È adattabile a molti terreni, sia compatti che sciolti, ma prospera meglio su suoli profondi, torbosi o argillosi purché siano molto ben drenati. Suoli sassosi e in pendenza sono ideali poiché la pianta agisce anche come consolidante dei versanti. Il suo areale naturale si estende generalmente dallo zero agli 800 metri sul livello del mare, adattandosi alle condizioni mediterranee.
  • A cosa serve il legno di cipresso e quali sono le sue proprietà?
    Il legno di cipresso è noto per essere duro, compatto e privo di canali resiniferi esterni, il che lo rende altamente resistente all'acqua e non attaccato dai tarli. Queste caratteristiche lo rendono prezioso per la costruzione di imbarcazioni, mobili di pregio e infissi. Inoltre, la sua durabilità ne facilita l'uso in ambito architettonico e artigianale. La varietà 'Horizontalis', in particolare, produce un legno di qualità superiore rispetto ad altre forme, rendendola preferita anche per la produzione di legname e nei lavori di rimboschimento.

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