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Faggio

Aggiornato il 14 gennaio 20166 capitoli5 domande frequenti
fagus sylvatica

Generalità

Il Faggio (Fagus sylvatica) è un albero molto importante per i nostri boschi in Appennino e sulle Alpi, che può raggiungere i 40 m di altezza e i 250 cm di diametro del tronco, anche se normalmente non arriva a quelle dimensioni. Non è molto longevo, dato che non supera i 300 anni di età. Il tronco è dritto, slanciato, con corteccia delicata in gioventù che diventa più resistente con il tempo, grigio chiara, liscia, con striature orizzontali, eventualmente screpolata e fessurata alla base negli alberi più vecchi. La chioma è globosa e ampia. I rametti dell’anno sono tormentosi prima e glabri poi, verde oliva, con lenticelle grigie. Le foglie sono semplici, alterne, ellittiche o ovali-ellittiche a apice acuto o ottuso, erbacee e verde chiaro all’emissione poi più consistenti e scure nella pagina superiore. Sono lunghe 4-9 cm, con margine intero e ondulato, le 5-8 coppie di nervature secondarie sono chiaramente evidenti sulla pagina inferiore. Come per altre Fagaceae tra cui alcune querce le foglie di luce sono più spesse e piccole di quelle d’ombra. La fioritura e la fogliazione sono contemporanee, in maggio. I fiori maschili sono riuniti in numero di 6-16 in infiorescenze a capolino e sono portati all’ascella di brattee lineari. L’infiorescenza femminile è eretta, con 2-3 fiori all’interno di una cupola verdastra a quattro lobi con squame spiniformi. Il frutto detto faggiola è una noce con pericarpo coriaceo lucido che diventa marrone a maturità, cioè tra settembre-ottobre. Le faggiole sono riunite in coppie all’interno di una cupola, e vengono disperse durante tutto l’autunno. Il seme è a forma di piramide a base triangolare. L’apparato radicale da fittonante si espande poi negli anni senza superare la proiezione della chioma. Le radici secondarie tendono a rimanere superficiali in suoli gessosi o argillosi, si approfondiscono nel terreno solo quando questo risulti fertile. L’impollinazione è anemofila e il polline della pianta è moderatamente allergenico.

Clima e terreno

In Italia il Faggio si trova in tutte le regioni dai 600 ai 1600-2000 m di altitudine in associazioni vegetali in cui predomina grazie anche agli interventi dell’uomo che ne hanno favorito la presenza. L’altitudine a cui arriva a spingersi dipende strettamente dalla latitudine a cui ci si trova, è stato calcolato infatti che per ogni grado di latitudine Nord in più, la sua presenza in quota si abbassa di 110 m. Preferisce esposizioni ombrose su suoli fertili e freschi, a medio impasto e ben drenati, ma può adattarsi a zone con terreni più poveri e pietrosi a condizione che l’umidità atmosferica non venga meno specialmente in primavera e quella del suolo non provochi ristagni (quindi non prospera in presenza di suoli argillosi e pesanti). Negli Appennini settentrionali vegeta soprattutto su suoli acidi o sub-acidi, al sud invece su suoli a reazione basica. La temperatura media del mese più freddo non dovrebbe scendere al di sotto di -3/-4 °C.

Impianto e tecniche di coltivazione

Nel contesto boschivo il Faggio raggiunge la maturità a 60-80 anni, mentre gli esemplari isolati maturano nella metà del tempo. La fruttificazione è incostante, ogni 3-4 anni però è molto abbondante. I semi sono dormienti e per ottenere la germinazione vanno sottoposti a chilling freddo per 1,5-5 mesi. Le cultivar si propagano per innesto a spacco a marzo, o per innesto a occhio a giugno. Non va potato fatta salva la rimozione di rami danneggiati. Gli impianti vengono effettuati con semenzali di 2-3 anni o con trapianti di 4-5 con una densità di 2x2 m, che va poi ridotta nel tempo, la prima volta di solito a 25-30 anni e poi ogni 15-20.

Parassiti

Tra i parassiti del Faggio ricordiamo il cecidoomide Mykiola fagi che provoca galle sui rametti, e Phytophtora fagi che provoca la peronospora nei semenzai in clima caldo umido su terreni asfittici. Ricordiamo inoltre la Zeuzera pyrina, il rodilegno bianco.

Caratteristiche del legno

Il legno di Faggio è duro e pesante, ma facile da lavorare.. Opportunamente trattato viene utilizzato per mobili, oggetti di vario tipo tra cui anche strumenti musicali, carta, materiale d’imballaggio, e come combustibile. Produce un carbone ricercato.

Varietà

Il faggio ha per natura una grande variabilità morfologica, che opportunamente selezionata dai vivaisti ha portato a cultivar tra le più disparate (se ne contano più di 40). Noi segnaliamo: “Pendula” a portamento piangente (rami principali orizzontali e secondari penduli). “Cocleata” di soli 4-5 m di altezza a chioma conica. “Dawyck (Gold, Purple)” a chioma colonnare, eventualmente con foglie oro o porpora in primavera. “Tortuosa” prostrato con tronco tortuoso. “Purpurea” a foglie rosse, ne esistono anche cultivar piangenti o prostrate. “Zlatia” con foglie inizialmente giallo oro che poi diventano verde-giallastro a maturità. Esistono poi tutta una serie di cultivar che differiscono per la forma delle foglie tra cui “Asplenifolia”, “Cristata”, “Grandidentata”, “Laciniata”, “Quercifolia” e “Latifolia”.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il faggio?
    La messa a dimora degli esemplari giovanili, sia semenzali che trapiantati, avviene generalmente in autunno-inverno o in primavera, sfruttando il riposo vegetativo. È fondamentale garantire un'adeguata irrigazione nei primi anni per favorire l'attecchimento, specialmente se il terreno tende ad asciugare rapidamente. La scelta del momento dipende dal tipo di radice: le piante in vaso possono essere interrate quasi tutto l'anno evitando i periodi di gelo intenso o siccità estrema.
  • Il faggio necessita di potature regolari per crescere bene?
    No, il faggio non richiede potature strutturali o periodiche. La crescita naturale mantiene una chioma globosa ed equilibrata. L'unica intervento consigliato è la pulizia sanitaria, ovvero la rimozione tempestiva dei rami secchi, spezzati o malati per prevenire infezioni fungine e migliorare la circolazione dell'aria all'interno della chioma. Potature eccessive possono stressare l'albero e comprometterne la salute a lungo termine.
  • Come posso far germinare i semi di faggio?
    I semi di faggio presentano una forte dormienza fisiologica e non germinano immediatamente dopo la raccolta. Per avere successo, è necessario sottoporli a un processo di stratificazione fredda (chilling) che simuli l'inverno. Questo trattamento dura solitamente da 1,5 a 5 mesi a temperature vicine allo zero. Solo dopo aver superato questa fase critica il seme sarà pronto a germogliare in primavera, richiedendo poi un substrato fresco e ben drenato.
  • Quali sono le migliori cultivar ornamentali di faggio?
    Esistono numerose varietà selezionate per scopi ornamentali. Tra le più note vi è 'Pendula', caratterizzata da rami pendenti ideali per giardini formali; 'Purpurea', apprezzata per il fogliame rosso-bruno persistente; e 'Dawyck', dal portamento colonnare stretto perfetto per spazi limitati. Altre interessanti includono 'Cocleata', piccola e conica, e 'Zlatia', con foglie giallo oro. La scelta dipende dall'effetto estetico desiderato e dallo spazio disponibile.
  • Il faggio tollera terreni argillosi e pesanti?
    Generalmente il faggio non prospera in terreni argillosi e pesanti, poiché questi favoriscono i ristagni idrici che l'albero non tollera, causando marciumi radicali. Predilige suoli freschi, fertili, a medio impasto e ben drenati. Tuttavia, in alcune regioni meridionali può adattarsi a substrati con reazione basica, purché l'umidità atmosferica sia sufficiente e il drenaggio sia efficiente. Evitare sempre posizioni basse dove l'acqua stagna.

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