Farnia

Generalità

La Farnia è una quercia (Quercus robur) di grandi dimensioni, dato che in condizioni favorevoli arriva a 50 m di altezza con un dimetro del tronco di 2 m. Di solito comunque si aggira sui 35m di altezza. Supera i 500 anni di vita. Il tronco è robusto, ramificato quando ve n’è lo spazio, in grosse branche. La chioma è ampia e non troppo densa, con i rami più bassi portamento orizzontale. La corteccia prima è liscia e grigia, poi dopo i 20 anni forma solchi longitudinali profondi e orizzontali meno profondi. I rametti dell’anno sono grigio-bruni, lisci e lucidi. Le foglie sono caduche, obovato-oblunghe, più strette alla base, con 5-7 lobi ampi e seni arrotondati e due lobi ineguali caratteristici vicino al picciolo (orecchiette). La consistenza fogliare è erbacea, più coriacea a fine stagione. La fioritura è contemporanea alla fogliazione, da fine aprile a maggio, con fiori maschili riuniti in amenti con 10-12 fiori a perianzio giallastro. I fiori femminili invece sono portati all’ascella delle foglie nella parte apicale dei rametti. Sono riuniti in spighe di 2-5 elementi, e hanno 3 stigmi rossastri avvolti da brattee ovali. L’impollinazione è anemofila ma sull’allergenicità del suo polline non ci sono ancora certezze documentate. La fruttificazione della Farnia parte dai 30 anni di vita o anche dopo in habitat boschivo (70 anni). Il frutto è una ghianda allungata e liscia, di 2-3,5 cm, marrone quando matura (ottobre) con striature longitudinali più scure e una cupola che la copre per circa un terzo della sua lunghezza. L’apparato radicale è inzialmente a fittone, poi poco a poco compaiono le radici laterali sempre più predominanti e robuste. La rizosfera a maturità è espansa, ma più superficiale che in altre querce, il che non è strano dato che la Farnia vive in luoghi con falda freatica superficiale, e in queste condizioni un apparato radicale troppo profondo potrebbe andare incontro ad asfissia. La Farnia ha una notevole variabilità morfologica dovuta anche alla facilità con cui si ibrida in natura (di solito con Rovere e Roverella, ma non solo). Ne esistono due sottospecie naturalmente presenti in Italia, una è quella descritta sin qui, l’altra differisce da questa perché le sue foglie sono inizialmente pubescenti con seni più stretti, e le ghiande hanno la cupola più grande (sottospecie brutia).
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Clima e terreno

foglie e ghiande di farnia In Italia è presente in tutta la penisola con l’eccezione di Puglia, Sicilia. In Campania e Calabria è presente la sottospecie brutia. Anche se adesso la Farnia è stata soppiantata dalle coltivazioni agricole, e i querceti si sono notevolmente ridotti, questa quercia sarebbe il componente principale delle grandi foreste planiziali (la “Silva lupanica” degli antichi romani). Il clima ideale prevede estati caldi ma non secche e inverni rigidi, una buona disponibilità di acqua durante tutto l’arco dell’anno (pena il disseccamento di ramificazioni e formazione di rami epicormici da tronco e branche principali), e un’esposizione molto luminosa tranne che nei primissimi anni di sviluppo. Predilige terreni profondi con falda superficiale, freschi e ricchi in humus, né troppo acidi né troppo alcalini. D’inverno quando è in riposo vegetativo può rimanere anche 2-3 mesi con le radici sommerse senza problemi.

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Impianto e tecniche di coltivazione

Laddove sia possibile servirsene, la semina è da preferirsi poiché il fittone della pianta giovane è abbastanza lungo. La ghianda germina subito, quindi va seminata a 4-5 cm di profondità su terreno ben lavorato in profondità appena raggiunge la maturazione (settembre-ottobre). I semenzali vengono messi a dimora a 1 o 2 anni di età. I trapianti invece non attecchiscono bene se sono già molto sviluppati. La coltivazione a scopo commerciale prevede un turno di 80-100 anni, dato l’accrescimento lento della pianta. Potature di allevamento vengono effettuate solo per ottenere tronchi più utili dal punto di vista commerciale, altrimenti la pianta va lasciata indisturbata.


Parassiti e malattie

Tra i parassiti delle querce in generale e quindi anche della Farnia ricordiamo vari lepidotteri tra cui Lymantria dispar e Thaumetopoea processionaea che provocano gravi defoliazioni e possono essere contrastata con la lotta biologica tramite specie antagoniste o predatori (cince). Ricordiamo inoltre Cerambix cerdo che scava gallerie nel legno, il virus del mosaico fogliare, l’oidio causato dall’ascomicete Microsphaera alphitoides e varie altre patologie fungine. Anche la Farnia è vittima della “sindrome da deperimento delle querce” disturbo diffuso ormai in tutto il mondo e ancora non ben compreso, che si manifesta con ingiallimento della chioma, microfillia, rami epicormici, calo delle micorrize vitali alle radici, essudazioni dalle fessure della corteccia.


Caratteristiche del legno

Il legno della Farnia è molto pregiato, dio lunga durata, di facile lavorazione. Viene usato per costruire mobili, travature, botti, nei cantieri navali, per pavimenti. E’ anche un ottimo combustibile che produce carbone di qualità.


Farnia: Varietà

Tra le varietà di Farnia ricordiamo Q. robur “fastigiata” che ha portamento colonnare, la più diffusa nei giardini e nei parchi, e gli ibridi, naturali e non, di Farnia con Rovere, Roverella, Leccio e con Quercus pontica e Quercus prinus.


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