Noce nero

Generalità

Il Noce nero (Juglans nigra) è un albero appartenente alla famiglia delle Juglandaceae che arriva a oltre 40 m di altezza nel suo paese di origine, mentre in Italia di solito si ferma attorno ai 25 m circa. Ha una chioma ovale, espansa, sorretta da un tronco molto solido e dritto, dalla corteccia bruna molto scura e fittamente solcata in senso longitudinale con un disegno caratteristico che ricorda un po’ la forma di un rombo. Le foglie decidue sono alterne, pinnate e composte, imparipennate, costituite da 15-23 segmenti singoli lunghi 12 cm circa, lanceolati e col margine seghettato, di colore verde chiaro. Quando vengono stropicciate emettono un odore tipico e in autunno diventano gialle. La fioritura avviene tra aprile e giugno, e i fiori sono unisessuali. I fiori maschili formano degli amenti penduli all’ascella dei rametti dell’anno precedente, mentre quelli femminili formano corte spighe terminali sui rametti dell’anno in corso. La comparsa dei fiori maschili e femminili non è contemporanea, di solito infatti i fiori femminili spuntano prima di quelli maschili, anche se sono presenti esemplari di Noce nero che fanno il contrario, quindi normalmente il Noce nero non si autoimpollina, eppure non è auto sterile, dato che individui isolati riescono comunque a produrre semi. I frutti sono drupe contenenti noci oleose e commestibili di colore nerastro, che maturano tra settembre e ottobre e cadono dall’albero poco dopo le foglie. La produzione diventa abbondante e più regolare quando la pianta raggiunge i 30 anni di età e continua per i 100 anni successivi. La disseminazione è operata oltre che dalla gravità anche dagli animali. L’apparato radicale è molto forte, inizialmente è soprattutto fittonante e tendente a scendere molto in profondità specialmente su suoli aridi (semenzali di un anno sviluppano un fittone di 1,2 m), ma in seguito si sviluppa molto anche lateralmente. Cresce a un ritmo non troppo lento né troppo veloce, di solito è più rapido delle querce e meno dei frassini.
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Clima e terreno

fogliame noce nero in autunnoIl Noce nero è originario degli Stati Uniti orientali dove si presenta in piccoli gruppi o come esemplare isolato, in zone ben drenate e riparate. Rustico, ha preferenze specifiche in fatto di suolo. Preferisce terreni neutri, ben drenati e profondi, fertili e umidi, dalla tessitura sabbiosa o limosa. Può adattarsi a tessiture argillose. La crescita risulta rallentata su crinali e declivi sabbiosi o aridi. In natura si associa spesso con Acero da zucchero, Quercia bianca, Liriodendron, Quercus rubra, Faggio americano. Eliofilo, non sopporta ombreggiature in fase giovanile.

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Impianto e tecniche di coltivazione

Il Noce nero si riproduce per seme, previa stratificazione a freddo per 90-120 giorni, come accade in natura dove molti esemplari nascono a primavera da noci sotterrate da scoiattoli smemorati in autunno. In certi casi però la germinazione avviene durante la seconda primavera e non durante la prima. Dato l’apparato radicale che sviluppano, i semenzali di solito crescono bene e sono piuttosto robusti, ma vanno protetti per 2-3 anni dalle infestanti. In alternativa si possono prendere dei getti da ceppi di giovani esemplari da far radicare. Il Noce nero può fare da portainnesto per altri congeneri compreso il Noce comune. Per le sue caratteristiche il Noce nero è un albero adatto a spazi ampi, lontano da costruzioni potenzialmente danneggiabili dal suo apparato radicale, ideale o come esemplare isolato oppure, laddove sia possibile, a piccoli gruppi o associato alle stesse essenze con cui normalmente vive in natura, cioè aceri da zucchero e querce. L’unica precauzione deve rimanere quella di garantire a ciascuno di questi alberi lo spazio sufficiente a sviluppare appieno la sua chioma, per evitare che la mancanza di circolo d’aria o la competizione radicale facciano ammalare gli alberi o attirino i parassiti. Se l’albero è allevato a scopo ornamentale non sono necessarie potature sistematiche, diverso il discorso per chi abbia coltivato la piata per il suo legno. In ogni caso lasciato a sé stesso il Noce nero diventa un bellissimo albero, maestoso e robusto. La caduta dei frutti in autunno può rappresentare un problema in aree pubbliche, anche considerando la manutenzione supplementare per mantenere pulita l’area sottostante all’albero.


Parassiti e malattie

Tra i parassiti del Noce nero segnaliamo l’Hyphantria cunea, lepidottero defogliatore, lo scolitide lignicolo Xylosandrus germanus che di solito introduce funghi del genere Fusarium nell’albero infettandolo, e gli afidi. Tra le malattie segnaliamo le infezioni di funghi del genere Cylindrocladium che attaccano le radici, l’antracnosi, inoltre il Noce nero è sensibile allo sviluppo di cancri causati da Fusarium e Nectria galligena.


Caratteristiche del legno

Il legno di Noce nero ha caratteristiche paragonabili a quelle del Noce nazionale e usi molto simili.


Noce nero: Varietà

Segnaliamo la varietà rara “Laciniata” a foglie finemente incise, simili a felci, molto eleganti e ariose.


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