Paulonia

Generalità

La Paulonia o Paulownia che dir si voglia (Paulownia tomentosa) è un albero appartenente alla famiglia delle Scrofulariaceae. In Cina, da cui proviene, raggiunge anche 20 m di altezza, con un portamento caratteristico dato dalla chioma larga e espansa in senso orizzontale, e il tronco spesso inclinato. La corteccia è grigio bruno, chiara, con scanalature longitudinali che la rendono ruvida. Le foglie caduche molto caratteristiche sono grandi e a apice acuto, coperte di peluria (da qui il nome della specie) e con una lamina fogliare verde intenso che spesso supera i 30 cm di lunghezza, di forma ovata oppure divisa in tre lobi poco pronunciati, provviste di un picciolo lungo anche 10 cm. Possono essere utilizzate per fertilizzare il terreno e anche come foraggio ad alto contenuto proteico per il bestiame. I bellissimi fiori tubulosi e ermafroditi che compaiono tra aprile e giugno, prima delle foglie, sono molto profumati e amati dalle api. Sono violetti, bianchi o con sfumatura blu, lunghi circa 6 cm e riuniti a formare pannocchie erette lunghe circa 25 cm. I frutti sono capsule appuntite e legnose, di 30-40 mm, coperte da una peluria dorata che a maturità (settembre-ottobre) diventano brune e successivamente, a volte solo la primavera seguente oppure in inverno, si aprono lasciando fuoriuscire i numerosissimi (fino a 2000 per ogni capsula) piccoli semi scuri che vengono dispersi dal vento. Le capsule ormai vuote di solito restano attaccate alla pianta durante la stagione vegetativa seguente. La produzione di semi è impressionante e inizia quando la pianta ha circa 8-10 anni di età. L’apparato radicale di solito è superficiale, ma può arrivare a grande profondità in caso di aridità prolungata nel tempo. Il suo polline non è allergenico.
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Clima e terreno

fiori paulonia La Paulonia è stata introdotta in Europa nel XVIII secolo circa, come pianta ornamentale e nella nostra penisola è tutt’ora impiegata a tale scopo. E’ presente tra 0 e 600 m di altitudine. E’ una specie eliofila che però si adatta anche alla mezzombra, che è da preferirsi per l’eventuale coltivazione in contenitore, onde evitare l’afflosciarsi delle foglie durante le ore di maggior calura estiva. Preferisce un terreno sciolto, ben drenato e non compattato, e soprattutto molto ricco di sostanza organica data la velocità di crescita soprattutto durante i primi tre anni di vita, ma in realtà si rivela piuttosto adattabile in questo senso colonizzando senza problemi anche suoli brulli e difficili. Non essendo una pianta particolarmente rustica ha difficoltà a sopportare geli prolungati e gelate tardive.

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Impianto e tecniche di coltivazione

paulonia fiorita La propagazione della Paulonia avviene per seme in condizioni di luce sufficiente e tenendo conto che i semenzali non tollerano ombreggiatura, o talea radicale di solito presa da semenzali di un anno circa, oppure per margotta soprattutto in caso di coltivazione a scopo bonsaistico. Non richiede particolari attenzioni dal punto di vista della fertilizzazione se in autunno le foglie vengono lasciate un paio di settimane almeno sul terreno circostante il fusto, dato che decomponendosi lo arricchiscono spontaneamente di sostanze nutritive. In alternativa si può procedere a una fertilizzazione annuale a fine inverno-inizio primavera. La Paulonia si presta a molteplici utilizzi come essenza ornamentale isolata o in gruppi, come frangivento per la densità della sua chioma, come barriera nei confronti dell’inquinamento dato dalle polveri, che la pianta riesce a fermare grazie alla peluria che copre le sue foglie. La bellezza della sua fioritura è indiscutibile, e dà il meglio se inserita in un contesto d’insieme esotico, accostata a arbusti come le azalee o i rododendri, e a rampicanti, come schizophragma hydrangeoides per esempio, che fioriscano nello stesso periodo. Bella anche circondata da grandi cespugli di ortensie in varietà oppure da grandi gruppi di kniphofia accostate a cultivar di Canna indica laddove il terreno lo consenta. Data la sua capacità pioniera è adatta a riqualificare terreni minerari abbandonati.


Parassiti e malattie

paulonia imperialis Tra i patogeni specifici della Pulonia ricordiamo il fungo Phyllosticta paulowniae, non presente in Italia, e Phyllactinia guttata e Uncinula clintonii agenti fungini dell’oidio (solo il primo è presente nel nostro paese). Questi due funghi sono molto pericolosi per la pianta e possono causare dei danni al legno della pianta, andando a compromettere in maniera molto seria la stabilità della paulonia e dell'albero, oltre a deprezzare il legname in maniera molto forte.

Una malattia che può invece colpire le foglie di paulonia è l'oidio. In particolar modo nei luoghi umidi, in periodi caldi, sulle foglie si può formare una patina di oidio che se non curata può diventare pericolosa ed intaccare la salute della nostra pianta.


Paulonia: Caratteristiche del legno

paulonia tomentosa Il legno di Paulonia è pregiato, durevole, flessibile e leggero, e viene utilizzato per molteplici scopi. In oriente lo si impiega per realizzare strumenti musicali (sfruttandone le doti acustiche), geta (sandali giapponesi), armadietti per i Kimono, e maschere. In occidente lo si utilizza soprattutto per realizzare rivestimenti e serramenti, oggettistica varia tra cui scatole, truciolati, mobili e via dicendo. Non viene attaccato dai tarli e dai funghi e resiste molto bene all’umidità. Si lavora facilmente ma non tiene né le viti né i chiodi, quindi o si utilizza della colla (ne assorbe molta) oppure va prevista una lavorazione a incastri che richiede una certa maestria.

Un altro utilizzo molto frequente di questo legno negli ultimi anni è quello come legno per gli sci. Grazie alla sua ottima resistenza, alla buona elasticità ed alla leggerezza, il legno di paulownia viene utilizzato da diverse case per produrre gli sci.


  • paulonia La Paulonia è un albero originario della Cina e del Giappone in grado di raggiungere dimensioni massime di circa 15/20 m
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