Arancio trifogliato - Poncirus trifoliata

Generalità

L’arancio trifogliato o ponciro appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Poncirus ed alla specie trifoliata. È un albero piccolo, alto al massimo 7 m, di rapido sviluppo che assume un portamento arbustivo, con una chioma globosa, cespugliosa ed irregolare, con una media attitudine pollonifera; le radici sono superficiali. I rami, all’ascella della foglia, presentano spine appuntite lunghe oltre i 5 cm ed hanno una crescita assurgente, però ci possono essere dei brevi rametti non spinescenti. La cultivar Flying Dragon o Monstrosa è caratterizzata da fusto e rami fortemente tortuosi, con spine incurvate. Le foglie sono caduche, ellittiche, trifogliate, con quella centrale che assume dimensioni fino a 5 cm e le laterali più piccole; il picciolo è molto corto. I boccioli fiorali si formano all'inizio dell'estate ma si aprono solo la primavera seguente, prima dell'emissione delle foglie. I fiori sono bianchi, di solito singoli, con un diametro di 3-5 cm, per cui più grandi rispetto a quelli del genere Citrus, però risultano meno profumati ma producono.

Frutti e foglie di Arancio trifogliato

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Frutti

Il frutto è una bacca di piccola pezzatura, detta anche esperidio, avente un diametro di 3-4 cm, globosa o leggermente piriforme, ruvida e pelosa, con un epicarpo coriaceo, verde che a maturità vira ad un giallo leggermente aranciato ed un mesocarpo bianco, membranoso e spugnoso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. L’endocarpo è suddiviso in 8-12 spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa, molto amara, ed i semi. Quest’ultimi sono biancastri, tondeggianti e mediamente poliembrionici, però un solo embrione deriva dalla fecondazione, mentre gli altri sono partenocarpici.

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Clima e terreno

L’arancio trifogliato è l’agrume più resistente al freddo, infatti sopporta temperature fino a venti gradi sotto lo zero, per cui, rispetto agli altri agrumi, è in grado di adattarsi ai climi temperati tendenzialmente freddi. La pianta tollera i venti forti, però gli esemplari giovani vanno assicurati ad un tutore in quanto il vento può sradicarli a causa delle radici superficiali ancora poco sviluppate; le esposizioni migliori sono gli ambienti molto luminosi, tollera anche il sole diretto. Il ponciro predilige i terreni freschi, sciolti, ben drenati e subacidi o neutri, comunque è in grado di adattarsi anche ai suoli umidi e compatti, però rifugge quelli calcarei. È originario della Cina settentrionale, attualmente si coltiva in tutto il mondo.


Portainnesti

Il ponciro si propaga prevalentemente per seme e per talea, dai semi monoembrionici si ottengono piantine disformi, mentre da quelli poliembrionici si sviluppano semenzali omogenei grazie al fenomeno dell’apomissia, per cui vengono impiegati quest’ultimi. La sua coltivazione è effettuata principalmente come portainnesto, molto impiegato sugli agrumi dei generi Citrus e Fortunella, soprattutto in Cina ed in Giappone, perché possiede una grande resistenza al freddo, vegeta bene anche sui terreni umidi e compatti, induce una bassa vigoria, una precoce entrata in produzione alla specie innestata su di esso, produttività abbondante e ottima qualità dei frutti; presenta problemi di disaffinità col limone. La cultivar Flying Dragon ha un effetto nanizzante sulle altre specie, mentre la varietà Rubidox si impiega soltanto con arancio, mandarino e pompelmo. Grazie alla sua resistenza al freddo sono stati ottenuti degli ibridi incrociando il ponciro con altre specie: Citrange (Poncirus trifoliata x Citrus sinensis), le varietà più importanti sono Troyer e Carrizo, portainnesti impiegati per il reimpianto per l’arancio dolce ed il mandarino; Citrumeli (Poncirus trifoliata x Citrus paradisi), la cultivar più diffusa è la Swingle.


Tecniche di coltivazione

Oltre che per i portainnesti la coltivazione dell’arancio trifogliato è effettuata anche come pianta ornamentale per la formazione di siepi e tra i guard-rail autostradali, in vaso perché ha un effetto leggermente nanizzante e un apparato radicale superficiale, e, in minor misura, per l’ottenimento dei frutti. La lavorazione profonda del terreno deve essere preceduta, alcuni mesi prima, da una concimazione d’impianto. La forma di allevamento più idonea è il cespuglio, che asseconda il portamento naturale della pianta; si potrebbero costituire delle file a siepe continua con sesti molto ridotti, per cui impianti caratterizzati da una rapida entrata in produzione e da una vita breve. Il ponciro in genere non richiede interventi di potatura in quanto caratterizzato da una fruttificazione costante negli anni, per cui difficilmente soggetto all’alternanza di produzione.


Arancio trifogliato - Poncirus trifoliata: Cure colturali

La concimazione si effettua ogni anno in autunno o in primavera con del letame maturo, contenente le sostanze nutritive che vengono rilasciate gradualmente. Le piante di solito non vengono irrigate perché si accontentano delle piogge, il discorso è diverso se viene impiegato come portainnesto per agrumi di alto reddito. La raccolta si esegue nei mesi di settembre e ottobre, con l’ottenimento di produzioni abbondanti; l’esperidio maturo si stacca con facilità dalla pianta. L’esperidio non è commestibile, viene utilizzato per la produzione di marmellate, di alcuni liquori e, se tritato e deidratato, come spezie. L’arancio amaro è l’agrume più resistente ai parassiti, anche per questo motivo è largamente usato come portainnesto.



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