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Barbecue fai da te: guida pratica per principianti

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Scegliere i materiali per la struttura del barbecue

I materiali giusti: refrattario, malta e fondazione

Tutto quello che tiene in piedi un barbecue fai da te si decide prima di posare il primo mattone, ed è una questione di materiali. Il focolare, cioè le due pareti laterali e il piano su cui finisce la brace, va costruito in mattoni refrattari legati con malta refrattaria, quella che i rivenditori vendono per camini e forni: sopporta il calore diretto senza sfarinarsi né aprirsi in crepe. Per il resto del corpo, che dal fuoco resta lontano, puoi tranquillamente usare mattoni pieni comuni o blocchi di cemento, molto meno costosi, e riservare il refrattario dove serve davvero. Sotto tutto questo serve una fondazione: uno scavo poco profondo, uno strato di ghiaia compattata e una soletta in cemento armato, tirata a livello con la staggia. Se il terreno è argilloso oppure è stato riportato di recente, conviene compattarlo bene e allargare un po' la soletta, perché i terreni che si gonfiano d'acqua in inverno sono quelli che fanno lavorare la muratura. Lascia maturare il getto prima di salire: una base davvero in piano ti evita le crepe negli anni e tiene orizzontale la griglia, così la brace scalda allo stesso modo da un lato all'altro.

Alzare le pareti e fissare il piano fuoco

Quando la fondazione ha fatto presa, il barbecue comincia a prendere forma in verticale. Posa i mattoni su tre lati, le due spalle laterali e la parete di fondo, sfalsando i giunti come in una muratura normale e controllando spesso con la livella a bolla, perché un fuori piombo di pochi millimetri alla prima fila diventa evidente in cima. Il quarto lato resta aperto: è il fronte da cui lavorerai. A circa 70-80 centimetri da terra, l'altezza a cui si gira la carne senza curvare la schiena, realizza il piano fuoco con una soletta in cemento armato o una lastra di pietra, poi rivestila di mattoni refrattari posati in piano. Il vano che resta sotto è lo spazio naturale per la legna, che così sta all'asciutto. Sopra il piano fuoco vanno previsti gli appoggi della griglia. Basta lasciar sporgere di qualche centimetro alcuni mattoni nelle pareti laterali, oppure murare staffe di acciaio, su due o tre altezze diverse: potrai avvicinare la griglia alla brace per una scottatura rapida o allontanarla quando il fuoco è ancora vivo. Prendi le misure della larghezza interna del focolare sulla griglia che hai scelto, non il contrario, e lascia circa un centimetro di gioco per lato, così entra ed esce anche quando il metallo si dilata con il calore.

Cappa, canna fumaria e griglia: far tirare il fuoco

Il fumo va governato, altrimenti anche un barbecue fai da te costruito bene resta scomodo da usare. Sopra il focolare si alza la cappa, una copertura a tronco di piramide che raccoglie fumo e calore e li stringe verso il condotto verticale, la canna fumaria. Puoi realizzarle in mattoni, restringendo la muratura fila dopo fila, oppure montare elementi prefabbricati in refrattario o in acciaio, più rapidi e già dimensionati; in entrambi i casi sigilla le giunzioni con malta refrattaria. La canna deve salire dritta, senza gomiti né tratti orizzontali che frenano il tiraggio, e chiudersi in alto con un comignolo dotato di cappello, che tiene fuori la pioggia. Prima di murare, però, guarda dove finisce quel fumo: se la struttura è vicina a casa, a una pergola o al confine, valuta la direzione dei venti dominanti e la posizione di finestre e terrazzi, tuoi e dei vicini. Le distanze dai confini e dalle costruzioni le trovi nel regolamento edilizio del tuo Comune, e vale la pena verificarle prima di iniziare. Resta la griglia: l'acciaio inox si pulisce facilmente, la ghisa trattiene più calore e segna meglio la carne, e in entrambi i casi conviene una maglia stretta, che non lasci cadere spiedini e verdure tagliate piccole.

Manutenzione stagionale della muratura

Un barbecue in muratura appena finito va trattato con un po' di riguardo. Nelle prime accensioni tieni fuochi piccoli e lascia salire la temperatura gradualmente, per qualche volta: la malta contiene ancora umidità e un calore violento la fa aprire proprio dove non vorresti, sul piano fuoco e all'attacco della cappa. Poi la cura diventa routine. Passa la spazzola di metallo sulla griglia quando è ancora tiepida, il momento in cui i residui grassi si staccano senza insistere, e svuota la cenere, che trattiene umidità e con il tempo intacca il refrattario. A fine stagione controlla i giunti di malta e l'interno della cappa: le crepe sottili si stuccano subito con malta refrattaria, prima che l'acqua entri e il gelo le allarghi. Se il barbecue resta scoperto tutto l'inverno, coprilo con un telo impermeabile ma traspirante, che lo protegge senza intrappolare condensa contro i mattoni. Sono controlli di pochi minuti che ti restituiscono una struttura stabile e un tiraggio pulito a ogni primavera.

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