Quando chiudere la piscina: la soglia dei 15 °C e i tempi per zona
Chiudere la piscina per l'inverno non è una questione di calendario, ma di temperatura dell'acqua: il momento giusto arriva quando il termometro immerso in vasca resta stabilmente sotto i 15 °C per circa una settimana. Sotto quella soglia alghe e batteri rallentano molto la loro attività, quindi i trattamenti che farai durano più a lungo; se invece anticipi mentre l'acqua è ancora tiepida, rischi di ritrovare una vasca verde già a dicembre. Nelle regioni del Nord il periodo cade di solito tra metà e fine ottobre, al Centro tra fine ottobre e i primi di novembre, mentre al Sud e nelle isole si può attendere anche metà novembre; in montagna conviene anticipare di due o tre settimane rispetto alla zona di riferimento. Tieni d'occhio anche le previsioni a lungo termine: se le minime notturne si avvicinano allo zero, non rimandare, perché una gelata su tubazioni piene produce danni che scoprirai solo alla riapertura. Un altro segnale te lo dà il giardino, quando gli alberi intorno iniziano a perdere le foglie: più fogliame finisce in acqua, più lunga sarà la pulizia prima della chiusura. Mettiti in conto mezza giornata o una giornata di lavoro e scegli un fine settimana tranquillo, così da procedere con ordine.
Pulizia a fondo e ultimo trattamento dell'acqua
Una volta scelto il momento, ricorda che si chiude una vasca pulita: è la regola che ti risparmia più lavoro in primavera. Passa l'aspiratore sul fondo, spazzola le pareti e insisti sulla linea d'acqua, dove i residui di creme solari lasciano quell'anello scuro che d'inverno si fissa sul rivestimento. Svuota e sciacqua i cestelli degli skimmer e il prefiltro della pompa e, nelle vasche a sfioro, il canale di sfioro e la vasca di compenso; controlla poi il filtro, pulendo la cartuccia o verificando lo stato della sabbia. Se l'acqua della tua zona è dura, approfitta dell'occasione per il lavaggio annuale della sabbia con un disincrostante acido, perché le incrostazioni calcaree riducono la resa della filtrazione. Sistemata la vasca, occupati dell'equilibrio chimico. Correggi il pH portandolo tra 7,2 e 7,4, poi esegui un trattamento shock con cloro, intorno a 8-10 ppm di cloro libero, lasciando la filtrazione in funzione per alcune ore. Il giorno successivo, quando il cloro è rientrato su valori normali, aggiungi il prodotto svernante distribuendolo lungo il perimetro con la pompa accesa: è un antialga ad azione lenta, spesso abbinato a una componente antincrostante, che tiene a bada alghe e depositi per tutti i mesi freddi.
Livello dell'acqua, impianti e svernamento attivo o passivo
Arriviamo al passaggio che genera più dubbi: la vasca non si svuota. L'acqua, d'inverno, lavora a tuo favore, perché contrasta la spinta del terreno sulle pareti, protegge il rivestimento da gelo e raggi ultravioletti e mantiene la struttura in equilibrio; una piscina vuota può fessurarsi o, dove la falda è alta, addirittura sollevarsi. Quello che va fatto è abbassare il livello fino a poco sotto le bocchette degli skimmer, così che il ghiaccio di superficie non spinga contro di esse, e proteggere tutto ciò che resta pieno d'acqua. Da qui scegli fra due strade. Con lo svernamento passivo spegni l'impianto: svuoti pompa, filtro, eventuale scambiatore e le tubazioni esposte, chiudi le valvole e tappi le bocchette, perché dove l'acqua può ristagnare e gelare non deve restare acqua. Con lo svernamento attivo, adatto alle zone dal clima mite, mantieni una filtrazione breve, nell'ordine di una o due ore al giorno, e un dosaggio di cloro ridotto, per esempio una pastiglia ogni 50 m³ di acqua nello skimmer secondo necessità; in questo caso l'impianto deve restare in moto anche nelle notti più fredde. Se non sei sicuro di quanto gela nel tuo giardino, la via prudente resta la prima: un'ora di lavoro sugli impianti costa molto meno della sostituzione di una pompa fessurata.
Copertura invernale e controlli fino alla riapertura
L'ultimo gesto è la copertura, e qui vale la pena distinguere tra due soluzioni diverse. Il telo invernale opaco, fissato al bordo vasca con tiranti o ancoraggi, blocca luce e sporco: sotto, l'acqua resta ferma e il buio frena la ricomparsa delle alghe. La rete antifoglie, più leggera ed economica, trattiene il fogliame ma lascia passare luce e pioggia, quindi richiede qualche verifica in più nei mesi freddi. Se la piscina si trova sotto pini o querce, la rete a inizio autunno e il telo opaco da novembre sono una combinazione che funziona bene. Durante l'inverno dedica alla vasca una visita al mese: rimuovi neve e acqua accumulata al centro della copertura, controlla che gli ancoraggi siano tesi e verifica che le piogge non abbiano fatto risalire il livello sopra gli skimmer. Pochi minuti ogni tanto e a primavera ti ritroverai un'acqua da recuperare con qualche trattamento, non da sostituire.





