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Come proteggere i vasi dal gelo con tessuto non tessuto

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché le radici in vaso temono il gelo e quando intervenire

Perché le radici in vaso temono il gelo e quando intervenire

Proteggere i vasi dal gelo è un'operazione che su balconi e terrazzi va messa in calendario a novembre, prima che arrivino le notti sotto zero. Una pianta in piena terra ha intorno alle radici una massa di suolo che si raffredda lentamente e restituisce calore durante la notte; in un vaso, invece, il pane di terra è esposto all'aria su tutti i lati e congela in poche ore, anche quando la chioma sembra reggere bene. Il danno più serio non riguarda quindi le foglie, ma le radici capillari e il colletto, cioè il punto in cui il fusto esce dal terriccio: se il ghiaccio rompe quei tessuti, in primavera la pianta fatica a riprendersi o non riparte affatto. Il tessuto non tessuto diventa utile quando le minime scendono stabilmente sotto i cinque gradi, in genere tra fine novembre e inizio marzo a seconda della zona. Non tutte le piante ne hanno bisogno: agrumi, olivi, palme, gardenie e gelsomini vanno coperti, mentre rose, ortensie, aceri e arbusti a foglia caduca sopportano il freddo senza aiuti. Vale la pena proteggere anche il contenitore in sé, perché un vaso in terracotta imbevuto d'acqua che gela rischia di sfaldarsi o spaccarsi.

Quale tessuto non tessuto scegliere: grammatura e caratteristiche

Il tessuto non tessuto per uso agricolo è un velo bianco di polipropilene che lascia passare aria, luce e acqua, ma trattiene uno strato d'aria ferma a ridosso della pianta e del vaso. È proprio quest'aria immobile a fare da isolante, mentre la traspirabilità evita che sotto la copertura si formi condensa, la principale causa di muffe e marciumi quando si usano teli di plastica. Per lo stesso motivo evita di avvolgere i vasi con nylon o sacchi impermeabili: riparano dal vento, ma soffocano la pianta e trattengono l'umidità a contatto con foglie e fusto. In vivaio e nei consorzi agrari il tessuto si distingue per grammatura, cioè per il peso in grammi al metro quadrato. Un velo da 17 g/m² basta per i climi miti e per le mezze stagioni, quando il gelo è occasionale e di breve durata; per gli inverni rigidi del Nord o per le piante più delicate conviene passare a 30 g/m² oppure sovrapporre due strati del tessuto leggero, che si adattano meglio alle forme irregolari. Verifica se il materiale è trattato contro i raggi ultravioletti, così regge diverse stagioni senza sfaldarsi, e calcola la quantità con margine: per un vaso serve un rettangolo che avvolga il contenitore e si chiuda sopra con un buon sormonto.

Come avvolgere vaso e pianta passo dopo passo

Inizia dal fondo, che è il punto da cui entra più freddo: solleva il vaso dal pavimento con due listelli di legno, dei piedini in terracotta o una lastra di polistirolo, e interponi uno strato di cartone se il balcone è in cemento o in pietra. Avvolgi poi il contenitore con il tessuto non tessuto facendo almeno due giri, oppure con un primo strato di pluriball o di juta e il tessuto all'esterno, e ferma tutto con spago da giardinaggio in modo che il vento non lo sollevi. Il velo deve risalire fino al bordo e coprire anche la superficie del terriccio, sulla quale conviene stendere prima qualche centimetro di foglie secche, paglia o corteccia come pacciamatura. Per la parte aerea, se la pianta è sensibile, non appoggiare il tessuto direttamente sulle foglie bagnate dalla brina, perché il contatto trasmette il freddo: pianta tre o quattro canne nel vaso e stendi la copertura sopra, chiudendola intorno al fusto con un nodo morbido che non strozzi la corteccia. Per gli arbusti già formati esistono sacchi di tessuto non tessuto con coulisse che si infilano dall'alto e si richiudono alla base in pochi secondi. Lascia sempre un piccolo passaggio d'aria e, se arrivano giornate miti, apri la protezione per qualche ora nelle ore centrali.

Dove sistemare i vasi coperti e come gestirli fino a marzo

La copertura rende di più se il vaso si trova già in un punto riparato. Sposta i contenitori più delicati contro una parete esposta a sud o a ovest, sotto una tettoia o nell'angolo del terrazzo meno battuto dal vento, e tienili lontani dalle pareti rivolte a nord, dove il gelo si ferma più a lungo. Raggruppare i vasi uno accanto all'altro, con i più robusti all'esterno e i più sensibili al centro, riduce la superficie esposta e crea un piccolo microclima in cui la temperatura scende meno rapidamente; se i vasi sono molti, un cassone o una mini serra da balcone completano il lavoro del tessuto. Durante l'inverno riduci le annaffiature, perché la crescita rallenta e un terriccio fradicio congela più in profondità di uno appena umido: bagna poco, solo nelle ore più calde delle giornate di sole e mai la sera. Ogni due o tre settimane scosta il tessuto non tessuto per controllare che non ci siano muffe, ristagni o rametti spezzati dal peso della neve, e approfitta delle giornate tiepide per arieggiare. A fine inverno togli la protezione gradualmente, prima di giorno e poi anche di notte, così la pianta si abitua agli sbalzi senza subire l'ultima gelata tardiva; il tessuto, lavato e asciugato, si ripiega e serve ancora l'anno dopo.

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