Generalità
La camomilla comune appartiene alla famiglia delle Composite, al genere Matricaria ed alla specie chamomilla. È una pianta erbacea annuale alta 50-80 cm con un portamento eretto, lo stelo è sottile, liscio e molto ramificato. Le foglie sono alterne, sessili, verdi chiare, a contorno lanceolato, formate da più foglioline filiformi disposte regolarmente e profondamente incise. I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze dette capolini, aventi dimensioni di 1-2 cm, con un involucro formato da brattee di colore verde, appuntite ed un ricettacolo conico, liscio e cavo internamente. I capolini sono costituiti da fiori centrali a forma di tubuli, gialli, ermafroditi e da fiori femminili esterni (detti anche fiori del raggio), ligulati, bianchi e rivolti verso il basso. La fioritura si verifica da maggio a settembre, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. Il frutto è un achenio, un frutto secco indeiscente che racchiude un unico seme non aderente al tegumento. La pianta ha un profumo molto caratteristico che aiuta a distinguerla da altre piante molto simili ad essa; le parti utilizzate sono i capolini.
Clima e terreno
La camomilla comune preferisce i climi temperati, con inverni miti e una buona umidità, però non troppo elevata; necessita di temperature mediamente elevate per la crescita e teme i valori termici inferiori allo zero. Le esposizioni migliori sono gli ambienti in pieno sole, meglio se riparati da correnti d’aria e venti. In fatto di terreno è piuttosto adattabile, infatti vegeta bene sui suoli calcarei, comunque predilige terreni freschi, sciolti, di medio impasto, subacidi, ben drenati, non troppo fertili e con poca sostanza organica, mentre rifugge i suoli compatti in quanto soggetti a ristagni idrici. È una specie originaria dell’Asia sud-orientale, attualmente è presente in tutto il mondo; nel nostro Paese cresce spontanea nei luoghi incolti fino a 800 m di altitudine e nei campi coltivati a cereali, tanto da essere considerata un’erba infestante.
Semina
La camomilla comune si propaga per auto-disseminazione. La prima operazione consiste nella preparazione del letto di semina: inizialmente viene eseguita un’aratura superficiale per evitare l’approfondimento eccessivo delle radici e, in seguito, il terreno va amminutato. La semina viene effettuata in autunno ove gli inverni sono miti e in primavera in zone a clima rigido; il seme va posizionato 1-2 cm in profondità. La distanza tra le file è di 40 cm e sulla fila di 25 cm, con una densità di 10 piante/mq; nel caso in cui si volesse ricorrere al trapianto, l’investimento è di 6-8 piante/mq e aumentano i costi. A differenza di altre specie, la camomilla comune necessita di luce per la germinazione.
Tecniche di coltivazione
La camomilla comune è coltivata negli orti e nei giardini familiari e come coltura in pieno campo; si adatta anche alla coltivazione in vaso. L’emergenza delle piantine si verifica a tre settimane dalla semina; se la densità è troppo elevata, vengono diradate le piantine meno vigorose. Nei giardini le eventuali erbe infestanti vengono eliminate manualmente, invece, se la coltivazione è praticata su estensioni considerevoli, si procede con la sarchiatura. La concimazione si effettua soltanto se il ciclo è biennale, somministrando concimi complessi prima della preparazione del letto di semina. L’irrigazione va eseguita frequentemente prima e dopo la raccolta dei fiori, aspettando che il terreno si asciughi tra un intervento e l’altro. La camomilla comune è una pianta poco colpita dai parassiti; il fungo più pericoloso è la ruggine bianca delle Composite.
Raccolta
I fiori si prelevano scalarmente nella fase iniziale dell’antesi, con le infiorescenze ancora bianche e che cominciano a schiudere, perché in questa fase hanno un contenuto elevato di principi attivi; per non compromettere l’essiccazione la raccolta si effettua quando le giornate sono asciutte e la sera, perché le piante non sono bagnate dalla rugiada. Se la destinazione è la distillazione per ottenere oli essenziali, il prodotto viene impiegato fresco e si raccoglie in genere l’intera pianta perché attualmente non sono ancora presenti macchinari che raccolgono soltanto le infiorescenze. I capolini si pongono ad essiccare in assenza di umidità, di luce e in presenza di aria in modo da impedire l’insorgenza di parassiti e l’imbrunimento della pianta. La conservazione avviene in contenitori di vetro tenuti in luoghi poco luminosi; i capolini mantengono le loro caratteristiche per circa un anno.
Proprietà ed utilizzo
L’olio essenziale estratto dai capolini presenta proprietà calmanti, antispasmodiche, eupeptiche, antinfiammatorie, carminative, febbrifughe, sudorifere e antisettiche. È utilizzata in particolare per disturbi infiammatori del tratto gastrointestinale associati a spasmi. In cucina è impiegata per la preparazione di infusi a scopo curativo; inoltre, la camomilla comune dà un infuso particolarmente dolce e delicato. Si usa anche nelle marmellate, nei gelati, nell’industria alimentare per la produzione di dolci e per insaporire i liquori, tra cui il vermouth.
Domande frequenti
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Quando è il momento migliore per raccogliere i fiori di camomilla?La raccolta ideale avviene durante la fase iniziale dell'antesi, quando i fiori sono ancora prevalentemente bianchi e stanno appena iniziando ad aprirsi. In questo stadio il contenuto di principi attivi è massimo. È fondamentale raccogliere nelle giornate asciutte, preferibilmente nel tardo pomeriggio o alla sera, evitando il mattino presto quando le piante sono ancora bagnate dalla rugiada. Questo accorgimento è cruciale per garantire una corretta essiccazione e prevenire muffe o imbrunimenti indesiderati nei fiori raccolti.
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Come si conservano correttamente i fiori secchi di camomilla?Dopo la raccolta, i capolini vanno fatti essiccare rapidamente in un luogo buio, asciutto e ben ventilato per preservare le proprietà aromatiche e impedire l'insorgenza di parassiti. Una volta completamente secchi, devono essere riposti in contenitori di vetro ermetici. La conservazione deve avvenire in luoghi poco luminosi per evitare il degrado dei principi attivi dovuto alla luce diretta. In queste condizioni, i fiori mantengono intatte le loro caratteristiche terapeutiche e organolettiche per circa un anno.
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Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per coltivare la camomilla?La camomilla comune è piuttosto adattabile ma predilige terreni freschi, sciolti e di medio impasto. È importante che il suolo sia ben drenato, poiché la pianta rifugge i ristagni idrici tipici dei terreni compatti. Predilige substrati subacidi e calcarei, purché non troppo fertili e con scarsa presenza di sostanza organica. Un'eccessiva ricchezza del terreno può favorire la crescita eccessiva del foliage a discapito della fioritura e della concentrazione di oli essenziali.
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Quali sono le principali proprietà medicinali della camomilla comune?L'olio essenziale e gli infusi di camomilla comune possiedono spiccate proprietà calmanti, antispasmodiche, eupeptiche, antinfiammatorie, carminative, febbrifughe, sudorifere e antisettiche. Viene utilizzata principalmente per alleviare disturbi infiammatori del tratto gastrointestinale, specialmente quando accompagnati da spasmi. Oltre all'uso fitoterapico, trova impiego in cucina per infusi delicati, marmellate, gelati e come aromatizzante per liquori come il vermouth, grazie al suo aroma dolce e caratteristico.
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Come si effettua la semina della camomilla comune?La semina richiede un letto di semina preparato con aratura superficiale e successiva amminutamento del terreno. Si semina in autunno nelle zone a clima mite e in primavera in quelle più rigide. Il seme va interrato a una profondità di 1-2 cm, mantenendo una distanza di 40 cm tra le file e 25 cm sulle file. A differenza di molte altre piante, la camomilla comune necessita di luce per germinare, quindi non va interrata profondamente. L'emergenza avviene solitamente entro tre settimane.






