Prima domanda: i petali rossi della stella di Natale sono fiori?
Apriamo il quiz con la pianta che tutti associano alle feste. Guarda bene una stella di Natale e chiediti che cosa stai osservando: quelle grandi lamine rosse che sembrano petali sono fiori oppure no? Se hai risposto che sono foglie trasformate, hai già guadagnato il primo punto. In botanica si chiamano brattee e servono ad attirare gli insetti verso i veri fiori, piccolissimi e giallo-verdi, raccolti al centro della rosetta. La pianta appartiene al genere Euphorbia, lo stesso delle euforbie da giardino, ed è originaria del Messico, dove cresce come arbusto alto diversi metri e non come la piantina da davanzale che conosciamo. Seconda domanda collegata: perché le brattee si colorano proprio in dicembre? La risposta sta nelle giornate corte. La stella di Natale è una pianta brevidiurna, cioè avvia la colorazione solo quando le ore di buio superano quelle di luce per alcune settimane di fila. Per questo, se la tieni in una stanza illuminata fino a tarda sera, l'anno successivo rischia di restare verde. Ricorda anche che il lattice bianco che esce dai rametti spezzati può irritare pelle e occhi: maneggiala con un po' di attenzione e lavati le mani dopo averla potata.
Agrifoglio, vischio e pungitopo: sai dire quale non ha vere foglie?
Passiamo ai rametti con le bacche che decorano porte e tavole. Le tre piante classiche di questo quiz natalizio sono agrifoglio, vischio e pungitopo, e la domanda chiede di distinguerle. L'agrifoglio ha foglie lucide e coriacee con il margine spinoso, e solo gli esemplari femminili producono le bacche rosse: se il tuo arbusto in giardino non fruttifica mai, probabilmente è un maschio o gli manca una pianta dell'altro sesso nelle vicinanze. Il vischio invece non cresce nel terreno ma sui rami di pioppi, meli e altri alberi, dai quali preleva acqua e sali minerali: i botanici lo definiscono emiparassita, perché ha foglie verdi e fa la fotosintesi da solo. Le sue bacche sono bianche e traslucide, mai rosse. E il pungitopo? Qui sta il tranello. Quelle che sembrano foglioline rigide e appuntite sono in realtà rametti appiattiti, detti cladodi, e la prova è che la bacca rossa spunta proprio al centro della lamina, cosa che una foglia vera non farebbe. In molte zone d'Italia la raccolta spontanea del pungitopo è limitata, quindi preferisci i rametti coltivati del vivaista. Un'ultima avvertenza vale per tutte e tre le piante: le bacche sono tossiche se ingerite, perciò tienile lontane da bambini piccoli e animali di casa.
Elleboro, ciclamino e cactus di Natale: quale fiorisce davvero al freddo?
Non tutte le piante delle feste amano il calore del salotto, e la terza domanda del quiz serve a capire chi va fuori e chi resta dentro. L'elleboro, chiamato anche rosa di Natale, è una perenne da giardino che apre le sue corolle bianche tra dicembre e febbraio, spesso bucando la neve. Vuole mezz'ombra, terreno ricco e tendenzialmente calcareo, e detesta essere spostato: scegli con cura il posto definitivo, perché le piante disturbate possono impiegare un paio di stagioni prima di rifiorire con generosità. Se la ricevi in regalo come pianta da interno, portala all'aperto appena le feste finiscono. Il ciclamino persiano dei vasetti colorati, invece, non sopporta il gelo ma nemmeno il caldo secco: la temperatura che preferisce è quella di un ingresso fresco o di un davanzale lontano dai termosifoni. Bagnalo dal sottovaso e svuota l'acqua in eccesso dopo mezz'ora, così il tubero non marcisce. Il cactus di Natale, infine, inganna fin dal nome: non viene dal deserto ma dalle foreste umide del Brasile, dove cresce sui rami degli alberi. Chiede luce diffusa, un po' di umidità e innaffiature regolari, e fiorisce in dicembre perché, come la stella di Natale, risponde all'accorciarsi delle giornate.
Il tuo punteggio e i falsi miti sulle piante natalizie
Hai risposto a tutte le domande? Se hai individuato le brattee, il vischio emiparassita, i cladodi del pungitopo e l'origine tropicale del cactus di Natale, puoi considerarti un intenditore di fiori e piante di Natale. Con metà delle risposte giuste sei comunque ben oltre la media di chi compra una pianta solo per il colore. Il quiz però vale soprattutto per quello che smonta, a partire dalla convinzione che la stella di Natale sia una pianta da buttare dopo le feste: se la accorci a fine inverno e la tieni all'aperto d'estate, in posizione luminosa ma riparata, può durare anni. Un altro mito riguarda il caldo: molte piante natalizie perdono le foglie non perché hanno freddo, ma perché stanno accanto a un termosifone o in corrente d'aria tra finestra e porta. Allontanale dalle fonti di calore e nebulizza un po' l'ambiente se l'aria è secca. L'abete in vaso, infine, soffre più degli altri la permanenza in casa: tienilo dentro il minimo indispensabile e riportalo fuori con gradualità, così avrai qualche possibilità di vederlo verde anche la primavera successiva.





