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Soffiatore o aspiratore per foglie: quale scegliere

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Due attrezzi, due modi di lavorare con le foglie

Due attrezzi, due modi di lavorare con le foglie

Soffiatore e aspiratore per foglie nascono dallo stesso principio, una ventola mossa da un motore che genera un flusso d'aria, ma lo usano in direzione opposta. Il soffiatore spinge l'aria fuori dal tubo e la indirizza verso terra, così da staccare il fogliame dal suolo e ammucchiarlo in un punto comodo, dove poi lo raccoglierai con rastrello e carriola o lo lascerai decomporre sotto una siepe. L'aspiratore fa il percorso inverso: richiama le foglie attraverso un tubo largo e le convoglia in un sacco, spesso dopo averle fatte passare per una girante che le sminuzza. Questa differenza decide tutto il resto. Con il soffiatore il lavoro si divide in due fasi, radunare e poi raccogliere, ma la prima è rapidissima anche su superfici ampie. Con l'aspiratore le fasi diventano una sola, in cambio di un ritmo più lento, perché il tubo va tenuto vicino al terreno e il sacco si riempie in fretta. Molti modelli sono combinati, i cosiddetti tre in uno, e permettono di passare da una funzione all'altra cambiando tubo o spostando una leva: valuta però se ti servono davvero entrambe, perché un attrezzo dedicato è di solito più leggero e più efficace nel suo compito.

Quando conviene il soffiatore e quando l'aspiratore

Scegli il soffiatore se hai un giardino ampio, con alberi che perdono molte foglie, oppure superfici dure come vialetti, cortili in pietra e piazzali: qui il getto d'aria sposta in pochi minuti quantità che a rastrello richiederebbero ore, e arriva anche sotto le panchine, tra i vasi e lungo i bordi dove la mano non passa. Sul prato il soffiatore ha un altro pregio, perché non tocca l'erba e non rischia di strappare le zolle, cosa che invece può succedere con un tubo aspirante tenuto troppo basso su un manto bagnato. I modelli a scoppio più potenti riescono perfino a liberare un viale da uno strato leggero di neve farinosa, circa quattro o cinque centimetri, purché non sia compattata o gelata. L'aspiratore per foglie dà il meglio in spazi piccoli e medi, dove il problema non è spostare le foglie ma smaltirle: terrazzi, giardini di villetta, aiuole con pacciamatura che il soffio disperderebbe. Se vuoi usare il fogliame per il compost, la triturazione riduce il volume in modo sensibile e accelera la decomposizione. Tieni presente che l'aspirazione soffre con le foglie bagnate e appiccicate al suolo e si blocca facilmente con rametti e pigne, quindi su un terreno misto conviene prima soffiare e poi aspirare il mucchio già radunato.

Filo, batteria o scoppio: come scegliere l'alimentazione

Decisa la funzione, il secondo bivio riguarda il motore. L'elettrico con cavo è il più leggero e il più silenzioso, non ha batterie da ricaricare né carburante da miscelare, ed è la scelta naturale se il cortile ha una presa esterna a portata di prolunga, cioè entro circa venticinque o trenta metri. In cambio ti obbliga a lavorare girando intorno al cavo e a tenerlo lontano dal tubo di aspirazione. Il modello a batteria elimina il filo e oggi copre buona parte delle esigenze domestiche: le piattaforme da 18 o 20 volt bastano per terrazzi e vialetti, mentre per un prato con alberi conviene salire a 36 o 40 volt. Considera che l'autonomia reale alla massima potenza si aggira sui quindici o venti minuti, quindi su un giardino grande metti in conto una seconda batteria, magari condivisa con altri attrezzi della stessa piattaforma se già ne possiedi. Il motore a scoppio resta la soluzione per superfici estese, viali lunghi e uso intensivo o professionale: offre la spinta più forte e un'autonomia legata solo al serbatoio. Paga però con peso, rumore, vibrazioni e manutenzione ordinaria del motore, e il rumore può ricadere nei limiti di orario previsti da alcuni regolamenti comunali, un aspetto da verificare prima dell'acquisto.

I dati della scheda tecnica che fanno la differenza

Qualunque alimentazione tu scelga, leggi la scheda tecnica cercando due valori insieme: la velocità dell'aria, espressa in chilometri orari, e la portata, in metri cubi all'ora. La prima dice con quanta forza il getto arriva a terra, la seconda quanta aria la ventola muove. Sotto i 150 km/h il flusso tende a scivolare sopra le foglie bagnate senza staccarle, mentre tra 180 e 250 km/h si lavora bene anche a novembre, con il fogliame incollato al selciato dopo la pioggia. Per la portata, un giardino domestico parte da circa 400 metri cubi orari e i modelli per cortili grandi superano gli 800. Se un produttore dichiara solo uno dei due numeri, chiediti perché manca l'altro. Per la funzione aspirante conta il rapporto di triturazione, cioè quante volte il volume delle foglie viene ridotto prima di finire nel sacco, e la capienza del sacco stesso, di solito tra 35 e 50 litri: più è grande, meno ti fermi a svuotarlo, ma più pesa quando è pieno. Infine valuta peso e bilanciamento con l'attrezzo in mano, se puoi, e la presenza di una tracolla o di uno spallaccio, perché una sessione di pulizia dura spesso più di mezz'ora e il braccio se ne accorge. Un regolatore di velocità ti permette di abbassare il getto vicino ad aiuole e ghiaia, dove la piena potenza farebbe più danni che ordine.

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