Quali rami tenere da parte dopo le potature d'autunno
Costruire una capanna di rami in giardino con i bambini comincia nel momento in cui poti, perché è lì che decidi cosa tenere e cosa portare al compost. Metti da parte due famiglie di materiale: i rami dritti e robusti, lunghi almeno quanto un adulto, che faranno da pali portanti, e i rami sottili e flessibili, che servono per intrecciare le pareti. Il nocciolo, il salice e il corniolo danno polloni lunghi e pieghevoli che si lavorano bene anche con mani piccole; il frassino, il carpino e gli alberi da frutto offrono invece pezzi più rigidi, adatti alla struttura. Se hai appena tagliato, lascia i rami flessibili all'ombra per qualche giorno: il legno ancora verde si piega senza spezzarsi. Scarta senza rimpianti tutto ciò che è spinoso, come rovi e rose, e i rami di piante tossiche, per esempio oleandro e tasso, perché i bambini maneggeranno il materiale a lungo e qualche rametto finirà in bocca o nelle tasche. Togli anche i rami marci o pieni di gallerie di insetti, che si rompono quando meno te lo aspetti. Un cumulo ordinato, con i pali da una parte e le frasche dall'altra, rende il lavoro più semplice e dà ai piccoli un compito chiaro fin dall'inizio.
Dove montare la capanna e come piantare la struttura portante
Prima di piantare il primo palo, scegli il posto con i bambini: serve un angolo pianeggiante, lontano da rami pericolanti, dalle linee dell'irrigazione interrata e da un eventuale laghetto, meglio se un po' riparato dal vento e visibile dalla casa. In autunno il terreno è di solito morbido dopo le piogge, quindi i pali entrano con poca fatica; se invece il tuo giardino è argilloso e ancora asciutto, bagna la zona il giorno prima. La forma più semplice da realizzare con rami di potatura è il tepee, ossia un cono di pali che si incontrano in alto. Traccia a terra un cerchio con una corda e disponi i pali robusti lungo il bordo, infilando la base nel terreno per una spanna buona e lasciando libero uno spazio per l'ingresso. Fai tenere i pali inclinati ai bambini mentre tu li raccogli in cima e li leghi con spago di juta o sisal, girando più volte e stringendo bene: la legatura in alto è quello che regge tutto, quindi vale la pena rifarla se il fascio balla. Evita chiodi e fil di ferro, che con il tempo spuntano e feriscono. Verifica la stabilità spingendo la struttura da più lati prima di passare al rivestimento, così eventuali pali corti o storti si sostituiscono subito.
Intrecciare le pareti e rivestire il rifugio in sicurezza
Con lo scheletro in piedi, la parte che diverte di più i bambini è vestire la capanna di rami. Prendi le frasche flessibili e passale orizzontalmente dentro e fuori tra i pali, come si fa con un cesto, alternando il verso a ogni giro e spingendo ogni ramo verso il basso perché la trama resti fitta. I bambini più piccoli possono infilare le foglie e i rametti corti negli spazi vuoti, quelli più grandi possono occuparsi dei giri più alti. Se la potatura ha lasciato anche fronde di sempreverde, come alloro o pino, usale per l'ultimo strato: tengono l'ombra e il vento meglio delle foglie secche. Alla fine passa in rassegna l'interno e taglia con le cesoie ogni punta di ramo che sporge verso il centro, soprattutto all'altezza degli occhi dei bambini, e arrotonda i monconi con una lima o con un pezzo di carta vetrata. Lascia che l'ingresso resti basso, così la capanna non prende vento, e sistema a terra uno strato di foglie secche o un vecchio telo per sedersi. Un controllo rapido della legatura in cima ogni volta che i bambini giocano dentro ti evita sorprese dopo una notte di pioggia e vento.
Far durare la capanna o trasformarla in un rifugio che cresce
Una capanna di rami secchi è un gioco di stagione: dura le giornate miti dell'autunno e, se la lasci in piedi, un inverno intero, poi comincia a cedere. Puoi allungarle la vita aggiungendo frasche nuove a ogni potatura e stringendo di nuovo le legature a primavera, oppure smontarla e tritare il materiale per la pacciamatura delle aiuole, coinvolgendo i bambini anche in questa fase. Se nel tuo giardino hai potato salici o noccioli, prova invece la versione vivente. I rami di salice, infissi nel terreno umido durante il riposo vegetativo, radicano con grande facilità e in primavera germogliano; il nocciolo è più lento ma funziona. Pianta i rami freschi, non quelli seccati, come pali portanti del tepee, interrandoli con la base rivolta verso il basso, e intreccia tra loro i polloni più giovani. Mantieni il terreno umido nei primi mesi e, quando arrivano i nuovi getti, guida quelli lunghi lungo la struttura legandoli senza stringere. Nel giro di qualche stagione avrai una capanna verde che cambia aspetto con l'anno, fa ombra d'estate e offre ai bambini un posto tutto loro che hanno visto nascere dalle proprie mani.





