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Costruire una capanna di rami in giardino con i bambini

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Quali rami tenere da parte dopo le potature d'autunno

Quali rami tenere da parte dopo le potature d'autunno

Costruire una capanna di rami in giardino con i bambini comincia nel momento in cui poti, perché è lì che decidi cosa tenere e cosa portare al compost. Metti da parte due famiglie di materiale: i rami dritti e robusti, lunghi almeno quanto un adulto, che faranno da pali portanti, e i rami sottili e flessibili, che servono per intrecciare le pareti. Il nocciolo, il salice e il corniolo danno polloni lunghi e pieghevoli che si lavorano bene anche con mani piccole; il frassino, il carpino e gli alberi da frutto offrono invece pezzi più rigidi, adatti alla struttura. Se hai appena tagliato, lascia i rami flessibili all'ombra per qualche giorno: il legno ancora verde si piega senza spezzarsi. Scarta senza rimpianti tutto ciò che è spinoso, come rovi e rose, e i rami di piante tossiche, per esempio oleandro e tasso, perché i bambini maneggeranno il materiale a lungo e qualche rametto finirà in bocca o nelle tasche. Togli anche i rami marci o pieni di gallerie di insetti, che si rompono quando meno te lo aspetti. Un cumulo ordinato, con i pali da una parte e le frasche dall'altra, rende il lavoro più semplice e dà ai piccoli un compito chiaro fin dall'inizio.

Dove montare la capanna e come piantare la struttura portante

Prima di piantare il primo palo, scegli il posto con i bambini: serve un angolo pianeggiante, lontano da rami pericolanti, dalle linee dell'irrigazione interrata e da un eventuale laghetto, meglio se un po' riparato dal vento e visibile dalla casa. In autunno il terreno è di solito morbido dopo le piogge, quindi i pali entrano con poca fatica; se invece il tuo giardino è argilloso e ancora asciutto, bagna la zona il giorno prima. La forma più semplice da realizzare con rami di potatura è il tepee, ossia un cono di pali che si incontrano in alto. Traccia a terra un cerchio con una corda e disponi i pali robusti lungo il bordo, infilando la base nel terreno per una spanna buona e lasciando libero uno spazio per l'ingresso. Fai tenere i pali inclinati ai bambini mentre tu li raccogli in cima e li leghi con spago di juta o sisal, girando più volte e stringendo bene: la legatura in alto è quello che regge tutto, quindi vale la pena rifarla se il fascio balla. Evita chiodi e fil di ferro, che con il tempo spuntano e feriscono. Verifica la stabilità spingendo la struttura da più lati prima di passare al rivestimento, così eventuali pali corti o storti si sostituiscono subito.

Intrecciare le pareti e rivestire il rifugio in sicurezza

Con lo scheletro in piedi, la parte che diverte di più i bambini è vestire la capanna di rami. Prendi le frasche flessibili e passale orizzontalmente dentro e fuori tra i pali, come si fa con un cesto, alternando il verso a ogni giro e spingendo ogni ramo verso il basso perché la trama resti fitta. I bambini più piccoli possono infilare le foglie e i rametti corti negli spazi vuoti, quelli più grandi possono occuparsi dei giri più alti. Se la potatura ha lasciato anche fronde di sempreverde, come alloro o pino, usale per l'ultimo strato: tengono l'ombra e il vento meglio delle foglie secche. Alla fine passa in rassegna l'interno e taglia con le cesoie ogni punta di ramo che sporge verso il centro, soprattutto all'altezza degli occhi dei bambini, e arrotonda i monconi con una lima o con un pezzo di carta vetrata. Lascia che l'ingresso resti basso, così la capanna non prende vento, e sistema a terra uno strato di foglie secche o un vecchio telo per sedersi. Un controllo rapido della legatura in cima ogni volta che i bambini giocano dentro ti evita sorprese dopo una notte di pioggia e vento.

Far durare la capanna o trasformarla in un rifugio che cresce

Una capanna di rami secchi è un gioco di stagione: dura le giornate miti dell'autunno e, se la lasci in piedi, un inverno intero, poi comincia a cedere. Puoi allungarle la vita aggiungendo frasche nuove a ogni potatura e stringendo di nuovo le legature a primavera, oppure smontarla e tritare il materiale per la pacciamatura delle aiuole, coinvolgendo i bambini anche in questa fase. Se nel tuo giardino hai potato salici o noccioli, prova invece la versione vivente. I rami di salice, infissi nel terreno umido durante il riposo vegetativo, radicano con grande facilità e in primavera germogliano; il nocciolo è più lento ma funziona. Pianta i rami freschi, non quelli seccati, come pali portanti del tepee, interrandoli con la base rivolta verso il basso, e intreccia tra loro i polloni più giovani. Mantieni il terreno umido nei primi mesi e, quando arrivano i nuovi getti, guida quelli lunghi lungo la struttura legandoli senza stringere. Nel giro di qualche stagione avrai una capanna verde che cambia aspetto con l'anno, fa ombra d'estate e offre ai bambini un posto tutto loro che hanno visto nascere dalle proprie mani.

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