Riconoscere le arvicole e i danni che fanno in autunno
Prima di scegliere come allontanare le arvicole dall'orto conviene essere sicuri che siano davvero loro. Si tratta di piccoli roditori della famiglia dei cricetidi, chiamati spesso topi campagnoli, con corpo tozzo, muso arrotondato, orecchie poco visibili e una coda corta, molto diversa da quella lunga e sottile del topo domestico. A differenza dei topi sono quasi esclusivamente erbivore e vivono sottoterra, in un reticolo di gallerie poco profonde che si aprono sul terreno con fori rotondi e puliti, senza il cumulo di terra tipico della talpa. Se noti un ortaggio che ingiallisce all'improvviso e si sfila dal suolo senza sforzo, con la radice rosicchiata o del tutto mancante, hai la risposta. In autunno il problema si fa più serio perché il cibo in superficie scarseggia e le arvicole si concentrano sulle riserve che le piante accumulano nel terreno: radici di carote, barbabietole, cicorie e finocchi, bulbi di aglio e cipolla appena interrati, bulbi da fiore messi a dimora per la primavera e il colletto dei giovani alberi da frutto, di cui rosicchiano la corteccia al riparo del pacciame o della neve. Un controllo attento delle aiuole in questo periodo ti permette di intervenire quando gli esemplari sono ancora pochi.
Pulizia e lavorazione del terreno per toglierle i nascondigli
Una volta accertata la presenza, il primo passo è rendere l'orto meno ospitale, perché questi roditori si fermano dove trovano riparo e cibo a portata di galleria. Tieni bassa l'erba ai bordi delle aiuole e lungo le recinzioni, elimina le erbacce alte e non lasciare in giro cumuli di foglie, residui di coltura o cataste di legna appoggiate al terreno: sono i corridoi coperti in cui le arvicole si spostano senza essere viste dai predatori. Raccogli la frutta caduta sotto gli alberi, chiudi il compost in una compostiera con fondo e pareti protette e tieni la pacciamatura lontana dal colletto di alberi e arbusti, lasciando un anello di terra nuda intorno al tronco. Lavorare il terreno aiuta molto. Quando sgomberi una parcella a fine raccolto, vanga o passa la forca in profondità così da sfondare le gallerie e costringere gli animali a spostarsi; se l'orto è grande, alterna fasce lavorate e fasce da lavorare nelle settimane successive. Se in autunno copri le aiuole con paglia o foglie per difenderle dal gelo, valuta di stendere lo strato solo quando il freddo è arrivato davvero e di tenerlo sottile dove hai interrato bulbi e radici: una coltre spessa e tiepida posata a settembre è proprio il rifugio che le arvicole cercano.
Reti interrate e cestini per bulbi: le barriere che funzionano
Dove le arvicole arrivano ogni anno, la difesa più affidabile resta la barriera fisica. Usa una rete metallica a maglia molto stretta, di pochi millimetri, interrata per almeno 30 cm lungo il perimetro dell'orto o della singola aiuola e lasciata sporgere sopra il suolo di circa venti centimetri, meglio se con il bordo superiore ripiegato verso l'esterno: così gli animali non la superano né scavando né arrampicandosi. Se coltivi in cassoni rialzati, fodera il fondo con la stessa rete prima di riempirli di terra. Per i bulbi da fiore e per l'aglio puoi preparare dei cestini di rete da interrare insieme al bulbo, oppure stendere un pannello di rete sopra la zona piantata e coprirlo con poca terra: le foglie passano, i denti no. Ai giovani alberi da frutto proteggi il colletto con un manicotto di rete fine alto circa trenta centimetri, tenuto staccato dalla corteccia e infilato di qualche centimetro nel suolo, in modo che resti efficace anche quando il terreno gela e si alza.
Piante sgradite, predatori utili e cosa evitare
Alle barriere puoi affiancare qualche aiuto naturale. Alcune piante sono sgradite alle arvicole e conviene distribuirle ai bordi delle aiuole o tra le file: l'aglio, i narcisi e le fritillarie, in particolare la fritillaria imperiale dall'odore intenso, sono bulbi che i roditori evitano e che puoi interrare proprio in autunno, nello stesso periodo dei tulipani che invece divorano volentieri. Non aspettarti un recinto impenetrabile, ma un orto meno invitante, che gli animali attraversano senza fermarsi. Il controllo più duraturo lo fanno i predatori: un gatto che frequenta l'orto, le volpi, le donnole e soprattutto i rapaci notturni. Se hai spazio, lascia un palo con una traversa come posatoio o monta una cassetta nido per civette e barbagianni, e rinuncia alle esche avvelenate, che nell'orto mettono a rischio proprio questi alleati oltre agli animali domestici. Gli apparecchi a ultrasuoni e i repellenti in granuli danno risultati discontinui e vanno rinnovati spesso, soprattutto dopo le piogge autunnali. Se la colonia è già numerosa, le trappole a cattura viva collocate all'ingresso delle gallerie ti permettono di capire quanti esemplari ci sono e di rilasciarli lontano dalle coltivazioni.





