Alberi del paradiso

Descrizione generale degli Alberi del Paradiso

Gli Alberi del Paradiso, a differenza di altri esemplari del genere Ailanthus, sono ampiamente diffusi nei climi temperati piuttosto che in quelli tropicali. Sono piante di dimensioni medie che possono raggiungere anche i 27 metri d’altezza, ma non si distinguono per longevità. La corteccia è grigio-chiaro e liscia ma, dopo alcuni anni, diventa ruvida e si formano delle crepe di colore marrone. Il fusto è dritto e ricoperto da una peluria superficiale, rossa o brunastra. Le gemme presentano delle pubescenze a forma di cupola e in parte sono nascoste dal picciolo. I rami sono pendenti alle estremità, lucenti e lisci, ma si fessurizzano con l’avanzare dell’età dell’albero. Le foglie sono larghe, pennate e disposte in modo alterno sullo stelo mentre i fiori sono piccoli e raggruppati in abbondanti infiorescenze.
Ailanto in un parco pubblico

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Coltivazione, esposizione e moltiplicazione degli Alberi del Paradiso

Infiorescenze nell’Albero del paradiso Gli Alberi del Paradiso sono generalmente coltivati per compiere rimboschimenti su terreni instabili perché hanno un apparato radicale molto profondo ed espanso e sono impiegati anche per la formazione di viali stradali giacché resistono benissimo allo smog. Il loro impiego è invece ridotto nei parchi pubblici perché, essendo molto aggressivi verso le altre piante, potrebbero nuocere all’ecologia dell’ambiente. Sono alberi resistenti, si adattano benissimo a qualsiasi temperatura e non sono soggetti ad attacchi parassitari giacché emanano tossine in grado di allontanare i potenziali aggressori. Sopportano benissimo anche inverni molto rigidi e venti forti, ma prediligono un’esposizione soleggiata e un terreno adeguatamente drenato. I loro semi possiedono una buona germinabilità e possono essere propagati per talea radicale o di ramo.

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Proprietà fitoterapiche degli Alberi del Paradiso

fiori Ailanthus altissima Nella loro terra d’origine, la Cina, gli Alberi del Paradiso sono menzionati nel più antico dizionario cinese e presenti in molteplici testi di medicina, per le loro accertate proprietà fitoterapiche. Ancora oggi, infatti, la medicina tradizionale cinese impiega la corteccia, le radici e le foglie di queste piante come astringenti. La corteccia di Ailanto, nello specifico, è nota per le sue proprietà curative e impiegata come antidiarroico, antisettico e astringente. Gli estratti della corteccia possono essere utilizzati sia per scopi interni sia per quelli esterni e deve essere raccolta agli inizi della primaverile o dell'autunno. Questa è un'operazione che è possibile fare anche da sol: si seleziona la corteccia dei rami nuovi, si taglia in strisce di 5-10 cm di lunghezza, si lascia essiccare al sole e poi si conserva in sacchetti di tela o carta.


Alberi del paradiso: Gli Alberi del Pradiso e il loro miele prelibato

samara ailanthus altissima Gli Alberi del Paradiso non sono impiegati solamente per le loro proprietà curative ma anche perché da essi si estrae un miele molto raffinato e, purtroppo, ancora poco conosciuto. La produzione di questo miele, in Italia, non è molto significativa, ma lo si può acquistare in quasi tutte le grandi città. La raccolta avviene generalmente nel mese di giugno, è un miele che rimane liquido per molti mesi e, quando cristallizza, la sua colorazione passa dall'ambra-chiaro al bianco. Il miele di Ailanto ha un odore leggermente fruttato ed un gusto decisamente avvolgente (ricorda molto quello dell'uva moscata), che si sposa bene con tanti piatti a base di frutta, riuscendo ad armonizzare perfettamente tra loro molti sapori differenti (ottimo, ad esempio, è l'accostamento con la ricotta di pecora o con il gelato).



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