Giardinaggio.org · guide e consigli pratici
Giardino · Alberi Latifolie

Ginkgo: perché perde tutte le foglie gialle in pochi giorni

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
La caduta sincronizzata: un meccanismo tipico del ginkgo

La caduta sincronizzata: un meccanismo tipico del ginkgo

Se hai un ginkgo in giardino lo avrai notato: a novembre la chioma diventa di un giallo dorato uniforme e poi, nel giro di due o tre giorni, l'albero si ritrova quasi spoglio, con un tappeto di foglie a ventaglio ai suoi piedi. Non è un malessere, è il modo normale in cui questa specie chiude la stagione. Nelle altre latifoglie la caduta è graduale e può durare settimane, perché ogni foglia si stacca quando il suo picciolo è pronto; nel ginkgo, invece, lo strato di abscissione, cioè la fascia di cellule alla base del picciolo che si indebolisce fino a lasciar cadere la foglia, matura su tutta la pianta quasi nello stesso momento. Il colore giallo si spiega con la stessa logica. In autunno la pianta smette di produrre clorofilla e recupera dalle foglie l'azoto e gli altri elementi utili, che trasferisce nei rami e nelle radici per riutilizzarli in primavera. Quando il verde scompare restano visibili i carotenoidi, pigmenti gialli presenti nella foglia per tutta l'estate ma coperti dalla clorofilla. Il ginkgo non produce i pigmenti rossi tipici di aceri e liquidambar, per questo il suo autunno è sempre e solo dorato.

Cosa dà il via alla spogliazione: gelate e giornate corte

Il momento esatto in cui il ginkgo perde le foglie gialle dipende da due segnali che l'albero legge dall'ambiente. Il primo è l'accorciarsi delle giornate, che avvia la senescenza fogliare e il cambio di colore; il secondo, decisivo per la caduta vera e propria, è la prima gelata intensa. Dopo una notte con temperature sotto lo zero capita spesso di trovare la mattina seguente gran parte della chioma a terra: il freddo completa in poche ore il distacco che lo strato di abscissione aveva già preparato. Se l'autunno resta mite e senza gelate, la caduta è un po' più lenta e può distribuirsi su una settimana o poco più, ma resta comunque molto più rapida di quella di una quercia o di un platano. Per questo la data cambia da un anno all'altro e da un luogo all'altro. In una città di pianura con autunni tiepidi il ginkgo può restare dorato fino alla fine di novembre, mentre in collina o in una valle fredda la spogliazione arriva prima. Anche la posizione in giardino conta: un esemplare in pieno sole e riparato dai venti freddi mantiene le foglie qualche giorno in più rispetto a uno esposto a nord. Se vuoi godere più a lungo della chioma dorata, osserva le previsioni: la sera prima di una gelata annunciata è il momento giusto per fotografarla al massimo del colore.

Quando il giallo non è autunno: i segnali di un ginkgo in difficoltà

Il ragionamento cambia se le foglie ingialliscono fuori stagione. Un ginkgo che si colora di giallo in piena estate, o che perde foglie a luglio, non sta anticipando l'autunno ma sta reagendo a uno stress. Nelle piante giovani o coltivate in vaso la causa più frequente è l'acqua: sia la carenza prolungata durante le ondate di calore sia il ristagno in un terreno pesante o in un vaso senza drenaggio portano a foglie gialle che poi imbruniscono ai margini. Verifica il terreno infilando un dito per qualche centimetro: se è fradicio da giorni, sospendi le irrigazioni e controlla che l'acqua defluisca; se è secco e duro, bagna in profondità ma con minore frequenza, così che le radici respirino tra un intervento e l'altro. Osserva anche come si distribuisce il colore. In autunno l'ingiallimento è uniforme su tutta la chioma e le foglie cadute sono intere e pulite. Se invece il giallo compare a chiazze, su un solo ramo, o le foglie restano piccole con le nervature in evidenza, può trattarsi di clorosi da terreno troppo calcareo o di un danno alle radici, per esempio dopo scavi vicino al tronco. Il ginkgo è una specie molto resistente a parassiti e inquinamento, perciò quando soffre il problema è quasi sempre nel suolo o nell'acqua, non in un insetto da combattere.

Cosa fare con il tappeto dorato e come preparare l'albero all'inverno

Una volta caduto tutto in pochi giorni, ti ritrovi con una quantità di foglie concentrata che vale la pena gestire subito, soprattutto se il ginkgo ombreggia un prato o un vialetto. Le foglie a ventaglio sono coriacee e si decompongono più lentamente di quelle di molte latifoglie, quindi lasciate sul tappeto erboso rischiano di soffocarlo. Raccoglile con un rastrello a denti larghi e mettile nel compost mescolate a sfalci o ad altro materiale verde, oppure usale come pacciamatura invernale sotto gli arbusti e ai piedi dell'albero stesso, dove proteggono il terreno dal gelo e dalle piogge battenti. Se il ginkgo è femmina, insieme alle foglie troverai a terra anche i semi carnosi, dall'odore sgradevole quando maturano: raccoglili con i guanti prima che vengano calpestati. Per il resto l'albero spoglio non ha bisogno di interventi. Non potare in questa fase se non per eliminare rami secchi, evita di concimare e, se la pianta è giovane, controlla che il terreno attorno al colletto non resti allagato durante le piogge autunnali. In primavera i germogli ripartiranno dai rametti corti sui quali le foglie erano raggruppate, e lo spettacolo di novembre si ripeterà senza che tu debba fare nulla.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche