Salice piangente: bonsai
Il bonsai è frutto di un'antica arte orientale che consiste nel rimpicciolire maestose creature del regno vegetale per conservarle in piccoli vasi di ceramica. Per realizzare un progetto del genere bisogna armarsi di pazienza e accuratezza e nel caso del salice (Salix babylonica, per gli esperti naturalisti) anche di una rilevante dose di capacità tecnica. Potatura e rinvaso sono fondamentali, ma ancora di più in questa sede lo sarà l'utilizzo di pesi, fili e tiranti, che aiuteranno la pianta ad assumere la caratteristica forma "piangente": i rami infatti normalmente assumono la posizione a fontana a causa del peso, che in un bonsai è - come si può facilmente dedurre - irrilevante. L'applicazione di tutori sarà quindi d'obbligo e l'operazione verrà effettuata preferibilmente durante la stagione vegetativa.
Salice piangente: radici
La propagazione del salice piangente avviene per talea. Questo significa che bisogna tagliare un frammento di pianta e interrarlo oppure sistemarlo in un vasetto con dell'acqua affinché si formino le radici. Nel primo caso si potrà procedere con le annaffiature regolarmente, nel secondo bisognerà interrare in vaso, nei casi di cui si stia parlando di bonsai o salice nano. Nel primo caso poi, sarà necessario un lavoro certosino per quanto riguarda la loro sistemazione: questo tipo di pianta ha delle radici che non amano essere costrette, per questo vive così bene all'aperto. Nel caso del bonsai però bisognerà lavorare sulle radici più voluminose, e reciderle in modo da garantire più spazio a quella capillari, più adatte a seguire la forma dei vasi che ospiteranno l'albero.
Salice piangente: potatura e annaffiatura.
Entrambe le versioni "in cattività" del salice piangente hanno bisogno di una cura particolare per quanto riguarda la potatura. Che ci si trovi davanti al bonsai o al salice nano bisognerà attivarsi ed effettuare questi interventi per donare alla pianta la forma desiderata. Consigliabile cominciare a tagliuzzare alla fine del riposo vegetativo, che corrisponde all'inizio della primavera: gli strumenti per queste operazioni sono reperibili nei negozi di giardinaggio più forniti. Di solito questi kit comprendono diversi tipi di forbici (per foglie, rami e radici) e delle tronchesi. Sarà bene utilizzare gli strumenti precedentemente sterilizzati e aiutare la cicatrizzazione dei punti recisi con del mastice, in grado di tenere lontani parassiti animali e vegetali e di velocizzare il processo di guarigione.
Salice piangente: il salice nano
Attraente ed enigmatico, il salice piangente esercita un forte fascino sulle persone a causa della sua forma così particolare e per l'alone mistico che lo circonda. Fatto sta che molti vorrebbero averne uno tutto per sé, ma le enormi dimensioni, la facilità di propagazione e le grandi quantità d'acqua di cui necessita lo rendono una pianta non adatta a tutti. Vero è anche che la versione bonsai - come tutti i bonsai - è delicata e ha bisogno di molta attenzione: un altro punto a sfavore di chi magari non ha molta pazienza né molto tempo. Esiste però un'ulteriore possibilità: il salice piangente nano. Raggiungendo il metro e mezzo massimo di altezza è adatto ai giardini e ai grandi vasi; grazie all'elasticità delle radici poi che aggirano gli ostacoli, non si avranno problemi di adattamento ed espansione.
Domande frequenti
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Come si realizza la forma 'piangente' nel bonsai di salice?Nel bonsai, i rami tendono naturalmente a disporsi a ventaglio a causa della mancanza di gravità significativa rispetto all'albero adulto. Per ottenere la tipica cascata verso il basso, è indispensabile l'uso di fili di rame o alluminio per piegare i rami giovani, oltre a pesi e tiranti meccanici. Questi supporti vanno applicati preferibilmente durante la stagione vegetativa, quando la corteccia è più flessibile, e rimossi prima che i rami si induriscano e si spezzino, richiedendo grande precisione e pazienza.
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Qual è il metodo migliore per moltiplicare il salice piangente?La propagazione avviene quasi esclusivamente per talea, poiché i semi sono raramente fertili nelle cultivar comuni. Si prelevano rametti semilegnosi o lignei in tarda estate o autunno. Le talee possono essere interrate direttamente in un substrato umido e fertile, oppure poste in un vaso con acqua fino alla comparsa delle radici. Una volta radicate, le piante vanno trapiantate con cautela, poiché le radici del salice sono delicate e non tollerano bene i trapianti successivi se troppo disturbate.
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Quanto spesso va innaffiato il salice piangente?Il salice piangente ama l'umidità e richiede irrigazioni abbondanti e regolari, specialmente in estate. Il terreno non deve mai asciugare completamente, ma bisogna evitare i ristagni idrici che causano marciume radicale. Per i Bonsai, l'essiccazione è rapida: controlla il substrato quotidianamente e annaffia non appena la superficie inizia ad asciugare. In piena terra, la vicinanza a corsi d'acqua o zone umide favorisce la salute della pianta, che attinge naturalmente umidità dal sottosuolo.
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Quando e come si effettua la potatura del salice nano?La potatura strutturale principale va eseguita alla fine del riposo vegetativo, ovvero all'inizio della primavera, prima della ripresa della linfa. Taglia i rami principali per mantenere l'altezza desiderata (massimo 1,5 metri per la forma nano) e modellare la chioma. È fondamentale usare cesoie sterili per prevenire infezioni e applicare del mastice sui tagli grossi per favorire la cicatrizzazione e proteggere dalla penetrazione di funghi e insetti. La potatura di mantenimento leggera può essere fatta anche dopo la fioritura.
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Il salice piangente nano è adatto ai vasi piccoli?Sì, esiste una versione nano specifica che raggiunge al massimo 1,5 metri di altezza, ideale per giardini piccoli o grandi vasi. Tuttavia, le sue radici elastiche e vigorose richiedono contenitori ampi e profondi per svilupparsi senza sentirsi costrette. A differenza degli alberi grandi, il salice nano in vaso necessita di rinvasi periodici per controllare l'espansione radicale e rinnovare il substrato, garantendo sempre abbastanza spazio per le radici capillari che assorbono nutrienti e acqua.





