Salici piangenti

Caratteristiche del salice piangente

Il salice piangente fa parte della famiglia delle Salicacee, che raggruppa circa 400 specie tra cespugli e alberi decidui. E’ un albero ad alto fusto, tozzo e breve, che può raggiungere anche i 20 metri di altezza con foglie lanceolate, seghettate e caduche di un verde brillante, disposte a spirale. La folta chioma dalla forma ovale, presenta ramificazioni lunghe, flessibili e pendule che possono anche raggiungere il suolo, mentre le radici sono forti e lunghissime. I fiori, maschili e femminili, sono raggruppati in amenti e compaiono fin dai primi giorni di primavera. I frutti del salice sono racchiusi in capsule contenenti i semi, provvisti tutti da una peluria bianca. La corteccia è ricca di linfa e questa caratteristica aiuta la pianta a resistere agli ambienti molto umidi in cui si sviluppa.
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La coltivazione del salice piangente

Salice piangente in inverno La coltivazione del salice è abbastanza semplice, se viene effettuata nell’ambiente idoneo. Quest'albero cresce in zone soleggiate, ha un’ottima resistenza al freddo e sopporta anche le gelate più intense. Il salice trova il suo habitat ideale in terreni profondi e scarsamente drenati, infatti, cresce rigoglioso in quei luoghi dove l’acqua ristagna facilmente ed il terreno è impregnato costantemente. Come la maggior parte degli alberi, anche il salice deve essere concimato al momento del suo innesto e ogni 2 o 3 anni, ma sempre all’inizio dell'autunno o alla fine dell'inverno. E’ importante evitare di piantare il salice troppo vicino alle abitazioni perché, con l’andare del tempo, le sue radici, che per natura sono lunghissime, possono raggiungere i tubi degli impianti e provocare notevoli danni.

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Malattie del salice piangente

Attacco parassitario in un salice Il salice piangente, come la maggior parte delle Salicacae, ospita spesso diverse specie di formiche del legno e lepidotteri. Il tronco di questa pianta, infatti, è piuttosto fragile, consentendo ai parassiti di aggredirlo facilmente. In genere questi episodi avvengono all’inizio della primavera, ossia, quando è più semplice che se insedino le larve dei lepidotteri. I sintomi dell’attacco parassitario sono riconoscibili dal fatto che il salice, in genere rigoglioso, comincia a perdere il fogliame senza cause evidenti. La pianta, inoltre, spesso è aggredita dalla ruggine, provocata dalla Melampsora, una tipologia fungina che attacca di frequente molte piante. Le foglie si ricoprono di polvere e di macchie rossastre ed è consigliabile prevenire il problema utilizzando prodotti specifici a base di rame o determinati anticrittogamici.


Salici piangenti: Proprietà terapeutiche e utilizzi del salice piangente

Acido acetilsalicilico e Aspirina Il salice, nella varietà specifica del Salix Babylonica, era utilizzato dagli uomini primitivi per la costruzione di trappole o di canne da pesca. Oggi, è impiegato per la realizzazione di ceste, sedie, cappelli e tanti oggetti ornamentali, proprio perché i suoi rami sono lunghi, flessibili e molto resistenti. Il salice piangente, tuttavia, è una pianta conosciuta soprattutto per le sue proprietà curative, che erano ben note già nell’antico Egitto. La corteccia e le foglie di queste piante, infatti, erano utilizzate come rimedio per l’influenza, la febbre e i reumatismi. Il salice, infatti, contiene una concentrazione elevata di acido salicico, che possiede un’azione antidolorifica, antiinfiammatoria e antireumatica. Proprio grazie a questo principio, nel 1897, Felix Hoffmann ha creato un composto che chiamò Aspirina e che divene il precursore di tutti i moderni FANS.



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