Gelsomino siciliano

vedi anche: Gelsomino

Il gelsomino siciliano: la provenienza, l'origine del nome e la diffusione

Il gelsomino siciliano è una pianta rampicante sempreverde della famiglia delle Oleacee ed uno dei gelsomini più diffusi in Italia, in particolare in Sicilia e Calabria. E' originario delle regioni dell'antica Persia e dell'India, portato in Europa dagli Arabi a partire da Spagna e Sicilia, ed è infatti comunemente chiamato gelsomino di Spagna o, in Italia, appunto gelsomino siciliano. Il suo nome scientifico è Jasminum grandiflorum, il nome generico Jasminum deriva dal persiano Jasamin e dall'arabo jsmin fiore bianco, mentre l'attributo specifico fa riferimento alla grandezza dei fiori. E' conosciuto fin dall'antichità ed apprezzato oltre che per la sua splendida fioritura anche per l'olio essenziale che si ricava dai fiori, molto usato in erboristeria e profumeria. Nei climi caldi e temperati e nelle regioni subtropicali è coltivato come pianta ornamentale all'esterno insieme ad olivi ed agrumi, nei paesi a clima rigido viene coltivato in vaso in appartamento.
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Il suo aspetto, le specifiche caratteristiche di foglie e fiori

Il caratteristico fiore del gelsomino siciliano Il gelsomino siciliano ha portamento arbustivo rampicante con fusti sottili e può raggiungere i 2-3 metri di altezza, ma tendenzialmente cresce a cespuglio, le sue foglie sono composte, formate da un numero dispari di foglioline, tra 5 e 11, opposte, lucide e cerose, di colore verde intenso ed a forma lanceolata con apice appuntito. La fioritura all'aperto avviene in genere da giugno ad ottobre, mentre per gli esemplari coltivati in vaso al coperto può protrarsi fino ad inverno inoltrato. I fiori sono grandi, solitari, a forma di stella, dotati di intenso e ben riconoscibile profumo, mentre i boccioli sono rosa i fiori maturi sono di un bel bianco candido leggermente rosato sulla pagina inferiore dei petali. Sbocciano all'ascella della foglia e si raggruppano in racemi in posizione apicale, il singolo fiore ha una corolla tubolare di 13-25 mm e 5 petali di 13-22 mm, durano poco ma la fioritura è continua.

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Le esigenze di luce, temperatura, acqua, la riproduzione

Gelsomino siciliano coltivato in vaso Il gelsomino siciliano predilige un clima secco ed una posizione ben soleggiata al riparo dal vento, se piantato in zone ombreggiate i fiori saranno meno numerosi e profumati. Non tollera i ristagni d'acqua e le temperature sotto lo zero. Come detto, dove gli inverni sono rigidi sarebbe opportuno coltivarlo all'interno. Le annaffiature andranno effettuate a seconda delle condizioni climatiche, in linea di massima la pianta ha bisogno di acqua quando il terreno è quasi asciutto, in modo che si mantenga appena leggermente umido. La messa a dimora può avvenire in ogni periodo dell'anno, se si intende piantarlo in giardino occorre scavare una grossa buca e procurargli dei supporti su cui arrampicarsi e svilupparsi come griglie, archi, tutori; il gelsomino siciliano è comunque particolarmente adatto ad essere coltivato in vaso. La riproduzione può avvenire per semina, propaggine o talea, l'ultimo sistema è sicuramente preferibile perché più efficace, pratico e veloce. Si procede in primavera alla ripresa vegetativa, recidendo un rametto a due nodi che si mette a radicare all'ombra in terriccio umido per 1-3 mesi.


Gelsomino siciliano: Come prendersi cura del gelsomino siciliano

Fiori bianchi e bocciolo dal caratteristico colore rosato Il gelsomino siciliano non richiede cure troppo frequenti ed impegnative. L'intervento più importante è la potatura, necessaria perché la pianta si sviluppi in modo ordinato, per darle la forma desiderata e per rinvigorirla, a questo scopo, preferibilmente in primavera, nelle piantine giovani è opportuno accorciare i tralci più grandi dei due terzi in modo da favorire la formazione di nuovi getti; i rami recisi possono essere utilizzati per formare talee. Per le piante adulte sarà sufficiente accorciare i rami più vecchi ed eliminare quelli secchi o non in perfetta salute per evitare che attraverso di essi la pianta possa ammalarsi. Per quanto riguarda le concimazioni è bene fornire alla pianta del concime granulare a lenta cessione all'inizio della primavera ed a fine estate. Per gli esemplari in vaso procedere ogni 20-30 giorni per tutta la stagione vegetativa. In autunno per proteggere le radici dal gelo si può ricoprire il terreno intorno alla pianta con foglie secche e paglia. Anche se è una pianta resistente può essere attaccata da afidi e cocciniglie o in ambienti troppo umidi da funghi. E' necessario intervenire con prodotti specifici.


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