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Alternative al bosso: arbusti per sostituire la siepe colpita dalla piralide

Aggiornato il 20 ottobre 20264 capitoli
Prima di scegliere il sostituto: cosa chiedere alla nuova siepe

Prima di scegliere il sostituto: cosa chiedere alla nuova siepe

La piralide del bosso si nutre soltanto delle piante del genere Buxus, quindi qualsiasi altro arbusto che metti al suo posto non corre lo stesso rischio e non devi aspettare prima di ripiantare. Prima di andare in vivaio, però, osserva che cosa faceva davvero la tua siepe: una bordura bassa che disegnava un'aiuola, una siepe di media altezza lungo il vialetto oppure una sfera o un cono modellati negli anni. Le alternative al bosso che funzionano in un caso non valgono per gli altri, e l'errore più comune di chi sostituisce è scegliere una specie troppo vigorosa per una bordura che deve restare a pochi decimetri da terra. Valuta poi esposizione, terreno e clima. Il bosso tollerava la mezz'ombra e i suoli calcarei, caratteristiche che non tutte le piante da siepe condividono: alcune pretendono il sole pieno, altre un terreno acido, altre ancora non reggono il gelo prolungato. Confronta con onestà le condizioni del tuo giardino con le esigenze della specie, perché una siepe messa nel posto sbagliato si dirada in pochi anni e ti ritrovi daccapo.

Agrifoglio giapponese e altri Ilex: la scelta più vicina al bosso

Se vuoi che la sostituzione passi quasi inosservata, l'agrifoglio giapponese, Ilex crenata, è l'alternativa al bosso con la foglia più somigliante: piccola, lucida, verde scuro e senza le spine che ti aspetteresti da un agrifoglio. Sopporta bene la potatura e permette di rifare bordure basse e forme topiarie con lo stesso aspetto compatto. Ha però una crescita più lenta, quindi parti da piante già formate se vuoi un risultato pieno in tempi brevi, e tieni conto che preferisce terreni ben drenati e tendenzialmente non calcarei. Nel gruppo degli Ilex trovi anche specie più adattabili: l'Ilex cornuta, o agrifoglio cinese, tollera caldo e siccità e cresce dal pieno sole alla mezz'ombra, mentre l'Ilex glabra sopporta terreni più umidi di quanto facesse il bosso, un vantaggio se la vecchia siepe soffriva di ristagni. Queste piante hanno fiori poco vistosi ma visitati dagli insetti e producono piccole bacche gradite agli uccelli, due cose che il bosso non offriva al giardino.

Ligustro, pittosporo e tasso: per siepi medie e climi diversi

Se la siepe da rifare è di media altezza e cerchi una pianta che vada in fretta, il ligustro è tra le alternative al bosso più collaudate: cresce rapidamente, non ha preferenze di suolo purché drenato e senza ristagni, regge freddo e neve e fiorisce di bianco a fine primavera. La velocità è anche il suo difetto, perché ti chiede potature più frequenti rispetto al bosso per restare ordinato, ed è semi-sempreverde, quindi negli inverni rigidi può spogliarsi in parte. Il pittosporo è la scelta adatta se abiti lungo la costa o in zone dove il gelo è raro: tollera salsedine e vento, ha un fogliame lucido e si compatta con potature regolari, ma un inverno freddo e prolungato può danneggiarne gravemente la chioma, per cui evitalo al Nord e in montagna. Il tasso, infine, è il sostituto classico nei giardini formali: aghi fini di un verde profondo, crescita lenta, ottima tolleranza all'ombra e capacità di ricacciare anche dopo potature severe. Ricorda che le sue parti verdi e i semi sono tossici, un dettaglio da pesare se in giardino giocano bambini o animali.

Carpino e sostituzione in pratica: togliere il bosso e impiantare la nuova siepe

Se il gelo è un problema e non ti serve una siepe verde tutto l'anno, il carpino bianco è tra le alternative al bosso più interessanti per i climi rigidi: è una caducifoglia, ma trattiene le foglie secche per tutto l'inverno e le lascia cadere solo in primavera con la comparsa delle nuove, quindi la schermatura resta. Vuole sole o mezz'ombra, perché nell'ombra piena è esposto a malattie fungine, gradisce i terreni argillosi e sopporta potature anche drastiche e ripetute, cosa che lo rende adatto alle siepi squadrate dei giardini del Nord. Scelta la specie, occupati della rimozione. Estirpa i bossi con quante più radici possibile e non lasciare in giardino le ramaglie infestate: le larve e le crisalidi della piralide svernano tra le foglie, quindi conferisci i residui nella raccolta del verde secondo le regole del tuo comune, senza metterli nel compost. Lavora poi il terreno in profondità, integralo con sostanza organica e, se metti a dimora in autunno o a fine inverno, le nuove piante radicano prima dell'estate. Distanzia gli arbusti secondo lo sviluppo della specie scelta e mantieni l'irrigazione regolare nel primo anno, soprattutto per le specie a crescita lenta.

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