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Stufa a fungo da esterno: come scegliere quella giusta

Aggiornato il 08 ottobre 20264 capitoli
Come funziona una stufa a fungo e perché scalda anche all'aperto

Come funziona una stufa a fungo e perché scalda anche all'aperto

Una stufa a fungo da esterno prende il nome dalla sua forma: una base cilindrica che ospita la bombola o il corpo elettrico, un palo centrale e un cappello largo, detto riflettore, che rimanda il calore verso il basso. Nei modelli a gas la fiamma scalda una retina metallica o ceramica, l'emettitore, che diventa incandescente e irradia calore in tutte le direzioni; nei modelli elettrici lo stesso compito spetta a una lampada o a una resistenza a infrarossi. Il punto che conta per il terrazzo è che il calore viene trasmesso per irraggiamento, non scaldando l'aria. Le persone e gli oggetti nel raggio d'azione si scaldano direttamente, come succede al sole in una giornata di autunno, e il vento disperde molto meno di quanto farebbe con un termoventilatore. Per lo stesso motivo il beneficio è concreto solo nelle immediate vicinanze dell'apparecchio: valuta quindi la stufa come un modo per rendere confortevole il tavolo o l'angolo salotto, non per riscaldare l'intero spazio aperto. Se tieni conto di questo limite fin dall'inizio, scegli un modello proporzionato ed eviti di spendere per una potenza che poi non usi.

Gas o elettrica: quale conviene sul tuo terrazzo

La prima scelta riguarda l'alimentazione. La stufa a fungo a gas funziona con una bombola di GPL che si alloggia nella base e si collega al bruciatore con un tubo flessibile e un regolatore di pressione: è autonoma, non ha bisogno di prese e offre il calore più intenso, quello che serve se il terrazzo è grande o molto esposto. In cambio devi provvedere al ricambio della bombola, controllare che il tubo sia in buono stato e, soprattutto, usarla solo in spazi davvero aperti, perché la combustione produce monossido di carbonio: su un balcone chiuso da vetrate o sotto una veranda stretta non va accesa. La stufa elettrica a infrarossi è più semplice da gestire: si collega a una presa, si accende in un attimo e non emette fumi, quindi la puoi usare anche sotto una tettoia o in una loggia. La potenza però è più contenuta e il consumo di corrente si fa sentire sulla bolletta se la tieni accesa a lungo. Prima di sceglierla verifica di avere una presa da esterno protetta dall'acqua vicino al punto in cui ti siedi, perché le prolunghe volanti sul pavimento sono scomode e poco sicure. Se il terrazzo è piccolo e riparato, l'elettrica spesso basta; se è ampio e battuto dal vento, il gas resta la scelta più efficace.

Potenza, dimensioni e dove posizionarla

Una volta deciso il tipo, rapporta la potenza allo spazio da rendere confortevole. I modelli a gas da terrazzo superano in genere i dieci kilowatt e coprono comodamente un tavolo da sei o otto persone, mentre le elettriche si fermano intorno ai due kilowatt e danno il meglio su un angolo raccolto con due o tre sedute. Molti apparecchi hanno la fiamma o la lampada regolabile su più livelli: una funzione utile in autunno, quando le serate di settembre chiedono poco e quelle di novembre molto di più. Considera anche l'ingombro e l'altezza. Un fungo tradizionale supera i due metri e ha una base larga che occupa una porzione di pavimento; su un terrazzo stretto può essere più adatto un modello da tavolo o una stufa a piramide, più snella. Posizionala lontana da tende da sole, pergole in tessuto, rampicanti e piante in vaso, che con il calore diretto si seccano, e lasciale spazio libero sopra e intorno secondo le distanze indicate dal produttore. Se prevedi di spostarla spesso tra il tavolo e il divano, scegli un modello con le ruote nella base: la bombola piena pesa parecchio e trascinare l'apparecchio è faticoso e rischioso.

Sicurezza, manutenzione e cura fuori stagione

La sicurezza dipende in buona parte dai dispositivi di cui la stufa a fungo è dotata. Nei modelli a gas verifica che ci sia la termocoppia, il sensore che chiude il gas se la fiamma si spegne per una folata di vento, e il sensore anti-ribaltamento, che interrompe l'alimentazione se l'apparecchio si inclina. La base deve essere pesante o avere un serbatoio da riempire con acqua o sabbia come zavorra, perché un fungo alto con il cappello largo offre molta presa al vento. Per le elettriche controlla il grado di protezione dall'acqua, indispensabile per restare all'aperto anche quando piove. Qualche attenzione in più fa durare l'apparecchio per molte stagioni. Tieni la bombola sempre in verticale e sostituisci il tubo flessibile alla scadenza stampata sul tubo stesso. A fine serata lascia raffreddare il riflettore prima di coprire la stufa con il telo, e ogni tanto pulisci l'emettitore e il cappello dalla polvere, perché lo sporco riduce la resa. Finito l'autunno, chiudi il rubinetto, stacca la bombola e riponi la stufa in un luogo asciutto: in primavera la ritroverai pronta a scaldare le prime cene sul terrazzo.

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