Domanda 1: quale di questi ortaggi invernali non è una brassicacea?
Partiamo dalla famiglia che più di ogni altra riempie l'orto nei mesi freddi. Tra cavolo verza, cavolfiore, cime di rapa e finocchio, quale non appartiene alle Brassicacee, dette anche Crucifere per il fiore a quattro petali disposti a croce? Prenditi un momento e scegli, poi continua a leggere. L'intruso è il finocchio, che i vivaisti classificano tra le Apiacee, la stessa famiglia di carota, sedano e prezzemolo. Verza, cavolfiore, broccolo, cavolo nero, cavolini di Bruxelles e cime di rapa sono invece tutti cavoli in senso botanico, anche se di loro mangiamo parti diverse: le foglie nella verza, le infiorescenze ancora chiuse nel cavolfiore, i getti fiorali nelle cime di rapa. Riconoscere la famiglia non è un esercizio da scuola: se progetti le rotazioni, evita di seminare un cavolo dove l'anno prima c'era un'altra brassicacea, perché condividono parassiti e malattie del terreno e stancano la terra con le stesse richieste nutritive.
Domanda 2: tra valerianella, radicchio, scarola e spinacio, quale non è un'insalata?
Seconda domanda, sempre sugli ortaggi invernali da foglia. Quando parliamo di insalate intendiamo le foglie che si consumano crude in ciotola: tra valerianella, radicchio, scarola e spinacio, quale non rientra nel gruppo? La risposta esatta è lo spinacio, che appartiene alla famiglia della bietola e si coltiva come ortaggio da cuocere, anche se le foglioline giovani finiscono spesso crude nel piatto. Radicchio e scarola sono entrambe cicorie, quindi Asteracee con il tipico fondo amarognolo, mentre la valerianella, chiamata anche songino o gallinella, è una pianta a sé con una rosetta di foglie piccole e tenere che sopporta bene il gelo. Il punto pratico è che tutte queste insalate da inverno si raccolgono a taglio o a cespo nelle settimane in cui l'orto offre poco altro, e se le semini a scalare tra fine estate e inizio autunno puoi arrivare a primavera senza vuoti di raccolta.
Domanda 3: che cosa sono i turioni e quale pianta sverna nel semenzaio?
La terza domanda è doppia e tocca le parti della pianta. Prima parte: i turioni sono i germogli commestibili di quale ortaggio tra porro, aglio, cipolla e asparago? Seconda parte: tra carciofo, spinacio, cipolla invernale e cime di rapa, quale piantina si prepara in semenzaio per poi passare l'inverno in piena terra e dare raccolto l'anno dopo? I turioni sono i getti dell'asparago, cioè i fusti giovani che spuntano dalla zampa, l'apparato radicale sotterraneo, e che si raccolgono prima che si aprano in rami. Porro, aglio e cipolla sono invece ortaggi da bulbo o da fusto fogliare, di cui mangi la parte bianca interrata. Per la seconda parte la risposta è la cipolla invernale: la semini in semenzaio a fine estate e trapianti le piantine in autunno, così radicano prima del gelo e riprendono a crescere ai primi tepori. Se hai scelto il carciofo non sei lontano, perché anche lui resta nel terreno tutto l'inverno, ma si moltiplica per carducci e non per semina, e nelle zone fredde conviene proteggere il cespo con pacciamatura.
Domanda 4: come cambia il terreno dell'orto in inverno? E ora conta i punti
Ultima domanda, dedicata a ciò che sta sotto gli ortaggi invernali. Con le basse temperature l'attività dei microrganismi nel terreno aumenta, resta uguale o si riduce? E un terreno poco fertile, a occhio nudo, come si presenta: ben strutturato, compatto o eccessivamente umido? Le risposte giuste sono che l'attività microbiologica si riduce, perché batteri e funghi lavorano lentamente al freddo, e che un suolo povero appare compatto, pesante e privo di quella struttura grumosa che segnala la presenza di sostanza organica. Da qui discende un consiglio concreto: in inverno la mineralizzazione del compost e del letame è lenta, quindi distribuisci gli ammendanti in autunno, sulle aiuole già liberate, e lascia che il gelo e la pioggia facciano il loro lavoro fino alla primavera. Adesso tira le somme. Se hai risposto bene a tutte e quattro le domande conosci l'orto di stagione come un vivaista; con due o tre risposte corrette sei sulla buona strada e ti basta qualche stagione in più di pratica; con una o nessuna, rileggi le spiegazioni e vedrai che alla prossima semina autunnale sceglierai le piante con più sicurezza.





