Generalità
L’anacardio appartiene alla famiglia delle Anacardiacee, al genere Anacardium ed alla specie occidentale. È un albero di medio sviluppo, alto non più di 10 m, con una corteccia ricca di canali resiniferi. Le foglie sono semplici, alterne, obovate, lisce, coriacee, lunghe 5-20 cm e larghe 3-15 cm; le foglie giovani sono di color rosso scuro e quelle adulte verde intenso. Le infiorescenze si originano nei rametti terminali e comprendono sia i fiori ermafroditi che quelli maschili, quest’ultimi di color bianco-rosato. Nel tropico del Cancro (emisfero boreale) la fioritura si verifica da febbraio a marzo. Il frutto è formato da due parti: il pomo, costituito dall’ingrossamento del peduncolo fiorale, per cui è considerato un falso frutto, e la noce reniforme, il vero frutto, che si trova nella parte terminale del peduncolo. La noce ha una lunghezza di 2,5-3,5 cm ed una larghezza di 2-2,5 cm; è marrone, con epicarpo liscio e mesocarpo ricco di oli e resine, tra cui il cardolo, sostanza caustica e velenosa che evapora a caldo. All’interno della noce si trova la mandorla, lunga 2 cm, bianca e rivestita da una pellicola rossastra facilmente distaccabile durante la sgusciatura. La noce completa il suo sviluppo 3-4 settimane dopo la fioritura, mentre il pomo si ingrossa fino a raggiungere un peso finale di 60-80 g.
Clima e terreno
L’anacardio preferisce i climi tropicali e fa fatica ad adattarsi alle condizioni marginali; infatti non si è mai ambientato in California. Questa pianta è sensibile alle basse temperature: in Africa orientale, nelle aree di coltivazione dell’anacardio, durante il periodo secco le temperature oscillano tra 25-30 °C e 12-19 °C, mentre nella stagione delle piogge (estate australe) le temperature variano tra 30-32 °C e 20-24 °C. Nelle zone tropicali in prossimità dell’equatore la coltivazione può spingersi oltre i 1000 m di altitudine, mentre nelle aree subtropicali più distanti la quota massima è 600 m. L’albero è molto esigente in luce e non fruttifica nelle parti di chioma ombreggiate; inoltre ha una forte resistenza alla siccità, tanto che in Kenya viene coltivato in zone in cui le precipitazioni sono inferiori ai 500 mm annui. L’anacardio predilige terreni sciolti e subacidi, mentre teme quelli argillosi in quanto è sensibile ai ristagni idrici. È una specie originaria del nord-est del Brasile, secondo solo all’India nella produzione mondiale.
Varietà e propagazione
Attualmente non sono ancora state selezionate delle vere e proprie cultivar, le quali possono essere distinte in base alla colorazione del pomo, gialla o rossa, e secondo la tipologia commerciale, americana e indicum. Il tipo americano è caratterizzato da un pomo grosso e succoso, mentre il secondo è dotato di un pomo piccolo di scarso interesse, per cui è utilizzato esclusivamente per la noce. In alcuni stati, come Brasile, Nicaragua, El Salvador e Guinea portoghese, esistono delle selezioni locali. L’anacardio si moltiplica prevalentemente per seme: se si utilizzano noci conservate per almeno 4-5 mesi, non si riscontrano problemi nella germinazione. La propagazione per via vegetativa, mediante la margotta aerea e l’innesto, è meno praticata.
Tecniche di coltivazione
Prima della semina è opportuno tenere le noci in acqua per 1-3 giorni; la messa a dimora in pieno campo consiste nel porre 2-3 semi per buca, dopo 2-3 mesi viene lasciata la pianta più robusta, diradando le altre. I sesti d’impianto adottati negli impianti specializzati sono di 10 X 10 m o 12 X 12 m; in Brasile le distanze sono 6 X 6 m e, dopo una decina d’anni, si effettua un diradamento, portando il sesto ad una distanza doppia. L’entrata in produzione costante avviene al 4°-5° anno, mentre la vita produttiva dell’albero si protrae per 30-35 anni. Gli interventi di potatura si eseguono solo durante i primi due anni per dare la forma alla chioma e consistono nell’eliminazione delle branche più basse e dei polloni emessi alla base del ceppo. Mediante la concimazione si ottengono fruttificazioni abbondanti: somministrando azoto e fosforo a partire dalle prime fasi di crescita delle piante si anticipa l’entrata in produzione di due anni. I frutti maturano in circa tre mesi a partire dalla loro formazione e vengono raccolti completamente maturi. La raccolta può essere fatta dall’albero o raccattando i frutti da terra ammucchiati; quest’ultima modalità riguarda l’utilizzo della noce. La raccolta e la separazione della noce risultano molto costose, infatti in Kenia un operaio accumula 27-28 kg di noci in una giornata di lavoro. L’anacardio è una pianta rustica, per cui poco sensibile ai parassiti; il più pericoloso è l’antracnosi.
Estrazione della mandorla ed utilizzo
L’estrazione della mandorla è un’operazione molto delicata in quanto bisogna allontanare l’olio caustico contenuto nel mesocarpo. La separazione avviene in apposite macchine che allontanano l’olio a caldo, il quale può essere commercializzato in quanto trova impiego come isolante elettrico e adesivo. La polpa del pomo è succulenta, agrodolce, ricca di aromi e astringente; per quest’ultimo motivo va raccolta a completa maturazione. Il pomo, come la mandorla, può essere consumato fresco, oppure viene sciroppato per preparare bibite analcoliche.
Domande frequenti
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Qual è la differenza tra il pomo dell'anacardio e la noce?Il frutto dell'anacardio è composto da due parti distinte. Il 'pomo' è tecnicamente un falso frutto, derivato dall'ingrossamento del peduncolo fiorale; è succulento, agrodolce e può essere consumato fresco o trasformato in bevande. La 'noce', invece, è il vero frutto, di forma reniforme e marrone, contenente al suo interno la mandorla commestibile. La noce contiene olio caustico velenoso che deve essere rimosso a caldo prima del consumo.
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In quali climi si può coltivare l'anacardio?L'anacardio richiede climi tropicali e non tollera bene il freddo. Cresce bene dove le temperature secche oscillano tra 12-19°C e quelle piovose tra 20-24°C. Può essere coltivato fino a 1000 metri di quota nelle zone equatoriali, ma la quota massima scende a 600 metri nelle aree subtropicali. È molto resistente alla siccità, sopravvivendo anche con meno di 500 mm di pioggia annua, ma soffre i ristagni idrici e l'ombra.
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Quando inizia a produrre frutta l'albero di anacardio?L'albero entra in produzione costante intorno al quarto o quinto anno dalla semina. Tuttavia, la sua vita produttiva è molto lunga, protraggendosi per 30-35 anni. Con una corretta concimazione azotata e fosforica fin dalle prime fasi di crescita, è possibile anticipare l'inizio della fruttificazione di circa due anni rispetto ai tempi standard.
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Come si estrae la mandorla dall'anacardio?L'estrazione è delicata perché la noce contiene cardolo, una sostanza caustica e velenosa presente nel mesocarpo. Si utilizza calore per separare l'olio caustico, che può essere commercializzato come isolante elettrico o adesivo. Solo dopo aver rimosso questa sostanza tossica, la mandorla interna bianca e commestibile può essere recuperata. Questo processo rende la raccolta e la lavorazione costose e laboriose.
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Esistono diverse varietà di anacardio?Non ci sono cultivar selezionate ufficialmente, ma si distinguono tipi commerciali. Il tipo 'americano' produce un pomo grande e succoso, ideale per il consumo diretto. Il tipo 'indicum' ha un pomo piccolo e scarsamente interessante, utilizzato principalmente per la noce. Esistono inoltre selezioni locali in paesi come Brasile, Nicaragua e Guinea portoghese, differenziate spesso dal colore del pomo (giallo o rosso).


