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Avocado

Persea americana
Aggiornato il 24 settembre 20265 capitoli5 domande frequenti
Pianta di Avocado

Generalità

L’avocado appartiene alla famiglia delle Lauracee, al genere Persea ed alla specie gratissima o americana. È un albero di notevole sviluppo, alto fino a 15-20 m, con radici superficiali ed espanse ed una chioma compatta e sempreverde. Le foglie sono alterne, ovato-lanceolate o ellittiche, di color verde brillante sulla pagina superiore, più tendente al grigiastro inferiormente; in molte cultivar si ha la caduta delle foglie al momento della fioritura, mentre in altre la perdita è più graduale protraendosi per tutta la primavera. I fiori sono piccoli, giallastri e riuniti in racemi localizzati all’apice dei rami; nonostante siano ermafroditi difficilmente si verifica l’autofecondazione, infatti in un primo momento dell’apertura del fiore solo la parte femminile è recettiva, mentre il polline viene liberato in una seconda fase. Ciascuna pianta porta numerosissimi fiori, però solo l’1 % di questi compie l’allegagione. La fioritura è scalare e si può protrarre per mesi, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. I frutti sono grandi, piriformi o globosi, con la buccia di color verde giallastro, verde scuro, blu cupo o bruno e con una polpa giallognola o verdognola, burrosa e con un profumo caratteristico; il seme è unico ed ha forma e dimensioni variabili.

Clima e terreno

L’avocado ha una diversa adattabilità in termini di clima: può essere coltivato in climi tropicali, subtropicali e temperati caldi. Le varietà antillane sono più esigenti in calore, mentre quelle messicane possiedono una maggiore resistenza al freddo, alcune anche fino a otto gradi sotto lo zero. Le temperature ottimali per lo sviluppo e la fruttificazione sono 24-26 °C di giorno e 20 °C di notte; se superano i 35 °C e scendono sotto i 17 °C, si possono verificare problemi nella fecondazione e nell'allegagione. I venti caldi rendono molto difficoltosa la fioritura, per cui si sconsiglia l’impianto nelle aree interessate da questi fenomeni. L’avocado predilige terreni subacidi, freschi, profondi, fertili e ben drenati, mentre rifugge quelli pesanti, asfittici, con sottosuolo impermeabile e calcarei, in quanto provocano fenomeni di clorosi ferrica. È una specie originaria dell’America centrale, però è coltivato anche nelle Hawaii, in India, nel Madagascar, in Polinesia, nell’Australia settentrionale, a Madera e nelle Isole Canarie. Nel bacino del Mediterraneo è presente in Israele, in Algeria, nel sud della Spagna e limitatamente nella Francia meridionale, in Liguria e nel centro-sud Italia.

Varietà

Le cultivar di avocado si distinguono in diverse razze a seconda di diversi caratteri. La razza messicana ha le foglie che presentano un odore di anice, un frutto piccolo, con buccia molto sottile e liscia, che maturano a fine estate ed in autunno. Le varietà principali sono Zutano, Mexicola e Topa Topa. La razza antillana è caratterizzata da un frutto grosso, con buccia mediamente spessa e cuoiosa e da un’epoca di maturazione corrispondente all’estate ed all’inizio dell’autunno. La razza guatemalteca presenta i germogli di colore viola anziché verde, possiede un frutto di dimensione intermedia, con epidermide spessa, legnosa e ruvida, una maturazione a fine inverno e che si protrae in primavera. Le cultivar più importanti sono Hass, Pinkerton e Reed. Sono diffusi anche degli ibridi tra le razze messicana e guatemalteca tra cui si ricordano Fuerte, Bacon e Rincon. Le varietà si distinguono tra loro pure a seconda del comportamento dei fiori: nel primo caso (gruppo A) i fiori si aprono al mattino comportandosi come femminili e nel pomeriggio sono chiusi, mentre nel gruppo B i fiori si aprono al mattino emettendo polline per poi chiudersi a mezzogiorno; per favorire la fecondazione in un impianto devono esserci entrambe le cultivar. Le varietà principali appartenenti al gruppo A sono Hass, Mexicola, Topa Topa, Pinkerton, Reed e Rincon; al gruppo B appartengono Zutano, Bacon e Fuerte.

Propagazione e portainnesti

L’avocado si moltiplica per seme, le cui piante sono caratterizzate da eterogeneità e da una lenta messa a frutto, e per via vegetativa, mediante la talea, che emette radici senza problemi soltanto se prelevata da semenzali, e l’innesto, effettuato in vivaio su piantine di un anno ottenute da seme che, una volta innestate, vengono messe a dimora l’anno successivo. I portainnesti più utilizzati in California sono i messicani Topa Topa e Duke 7, caratterizzati da una buona tolleranza alle gelate, discreta al calcare e scarsa alla salinità. I portainnesti antillani come Maoz e Nahlat, utilizzati in Israele, temono le gelate, mostrano un’elevata resistenza alle acque saline (specialmente al cloro), tollerano il calcare e, inoltre, riducono la dimensione delle piante. I portainnesti della razza guatemalteca tollerano mediamente le gelate e la salinità, ma temono la presenza di calcare.

Tecniche di coltivazione

Le lavorazioni da effettuare prima dell’impianto sono lo scasso ed una concimazione di fondo a base di fosforo e potassio. I sesti d’impianto adottati sono di 6 X 4 m, una volta che le piante diventano adulte la chioma occupa uno spazio considerevole e le distanze diventano 6 X 8 m in modo da eliminare la competizione per la luce. La potatura è necessaria quando le piante si sviluppano troppo in altezza o verso l’interfilare, vengono fatti interventi di topping ed hedging ad anni alterni in quanto queste operazioni riducono la produzione dell’anno successivo. Relativamente alla concimazione è importante somministrare l’azoto, frazionandolo nel corso dell’anno; l’irrigazione è importante in quanto durante un’annata sono necessari 1000-1200 mm d’acqua. La raccolta è manuale, con produzioni di 100 q/ha per anno. Il parassita più pericoloso è la Phytophtora cinnamoni che può provocare la morte delle piante soprattutto in caso di cattivo drenaggio; per controllare gli attacchi alle radici si effettuano delle iniezioni al tronco con dei fungicidi sistemici.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra gruppi A e B di avocado?
    La distinzione riguarda il comportamento bimodale dei fiori per ottimizzare l'impollinazione incrociata. Nel Gruppo A, i fiori sono funzionalmente femminili al mattino (ricevendo polline) e maschili nel pomeriggio (rilasciando polline), rimanendo chiusi dopo. Nel Gruppo B avviene il contrario: i fiori rilasciano polline al mattino e diventano ricettivi al pomeriggio. Per garantire una buona allegagione, è fondamentale piantare insieme varietà di entrambi i gruppi, poiché l'autofecondazione è quasi assente.
  • Quanto resiste al freddo l'avocado?
    La resistenza varia notevolmente in base alla razza genetica. Le varietà della razza messicana (es. Mexicola, Topa Topa) sono le più rustiche e possono sopportare gelate leggere, fino a circa -8°C. Al contrario, le varietà antillane sono sensibili al freddo e temono le basse temperature. In generale, le temperature ottimali per la crescita sono tra i 24-26°C di giorno e 20°C di notte; sotto i 17°C o sopra i 35°C si rischiano problemi di fecondazione.
  • Come deve essere il terreno per l'avocado?
    L'avocado richiede terreni subacidi, profondi, freschi, fertili e soprattutto ben drenati. Non tollera i suoli pesanti, asfittici o con sottosuolo impermeabile, poiché favoriscono il marciume radicale. Inoltre, evita i terreni calcarei perché causano clorosi ferrica (ingiallimento delle foglie per carenza di ferro). Un drenaggio efficace è cruciale per prevenire attacchi patogeni letali come *Phytophthora cinnamomi*.
  • Quando e come si raccoglie l'avocado?
    La raccolta è manuale e i tempi variano in base alla cultivar: dalla fine dell'estate all'inizio dell'autunno per le razze messicane e antillane, fino a tarda primavera per quelle guatemalteche. La maturazione non è uniforme e la fioritura è scalare. Una volta raccolti, i frutti spesso richiedono un periodo di maturazione post-raccolta per sviluppare la tipica consistenza burrosa e il sapore completo, poiché maturano poco sulla pianta.
  • Quanto acqua necessita l'albero di avocado?
    L'avocado ha bisogno di irrigazione regolare e abbondante, con un fabbisogno idrico annuale stimato tra 1000 e 1200 mm. Tuttavia, il ristagno idrico è fatale. Durante i periodi secchi, è essenziale mantenere il terreno umido ma non zuppo. L'irrigazione va gestita con attenzione, specialmente nei primi anni di vita della pianta, per evitare stress idrici che compromettono la crescita e la fruttificazione.

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