Perché cannella e chiodi di garofano si preparano in decotto e quali scegliere
Il decotto di cannella e chiodi di garofano nasce da due spezie che hanno in comune una struttura dura e legnosa: la corteccia arrotolata della cannella e i boccioli essiccati del garofano cedono i loro aromi solo con un contatto prolungato con l'acqua calda. Per questo la preparazione corretta è il decotto, cioè la bollitura, e non l'infuso che si limita a versare acqua sulle erbe: un semplice versamento lascerebbe gran parte dell'eugenolo dei chiodi e della cinnamaldeide della cannella intrappolati nella materia vegetale. Scegli le stecche intere e non la polvere, che intorbidisce la bevanda e si deposita sul fondo senza filtrarsi bene. Se la bevi con regolarità, preferisci la cannella di Ceylon, riconoscibile dalle stecche sottili e friabili formate da più strati arrotolati, rispetto alla cassia, più spessa e compatta e più ricca di cumarina. I chiodi vanno usati interi: quelli che conservano la testina tonda e rilasciano un po' di olio se premuti con l'unghia sono i più freschi e profumano di più.
Dosi, tempi di bollitura e riposo: il procedimento passo per passo
Per due tazze parti da circa mezzo litro di acqua in un pentolino, meglio se di acciaio o smaltato, perché l'alluminio può reagire con le sostanze aromatiche. Spezzetta una stecca di cannella in due o tre pezzi, così da aumentare la superficie a contatto con l'acqua, e aggiungi da quattro a sei chiodi di garofano a seconda di quanto ti piace la nota pungente: il garofano si sente subito anche in piccole quantità, quindi parti dal numero più basso le prime volte. Porta l'acqua a ebollizione, unisci le spezie e abbassa la fiamma al minimo per mantenere un sobbollire leggero per tre o quattro minuti: una bollitura troppo vivace disperde gli oli volatili nel vapore invece di trattenerli nella bevanda. Spegni, copri con un coperchio e lascia riposare circa dieci minuti; il coperchio è importante perché gli aromi tendono a volatilizzarsi proprio in questa fase. Filtra con un colino a maglia fine e, se vuoi addolcire, aggiungi il miele solo quando il decotto è tiepido. Preparato così, il decotto di cannella e chiodi di garofano resta limpido, ambrato e con un profumo pieno, senza il fondo amaro che lascia una cottura troppo lunga.
Varianti con zenzero, arancia e mela, e la versione per profumare la casa
Una volta presa la mano con la ricetta base, puoi arricchire il decotto con altri ingredienti della stagione fredda. Qualche fettina sottile di zenzero fresco, aggiunta insieme alle spezie, dà una nota piccante che si sposa bene con la dolcezza della cannella; una striscia di scorza di arancia non trattata, messa nell'ultimo minuto di cottura, alleggerisce il profilo e lo rende meno carico. Se preferisci una bevanda più rotonda, un pezzetto di baccello di vaniglia o una mela a spicchi fatta bollire con il resto ammorbidisce l'insieme senza bisogno di molto dolcificante. Le stesse spezie, con qualche foglia di alloro, si usano anche in un pentolino lasciato a sobbollire sul fornello per profumare la cucina: in questo caso non si tratta di una bevanda ma di un diffusore naturale, da tenere a fuoco minimo e da rabboccare con acqua man mano che il livello scende, senza mai lasciarlo asciugare. Tieni le due preparazioni distinte: quella da bere va fatta fresca, con dosi misurate e tempi brevi; quella aromatica può restare sul fuoco più a lungo ma non si consuma.
Quando berlo, come conservare le spezie e le precauzioni da conoscere
Il momento più adatto per questa bevanda è la fine del pasto o la sera, quando il calore e la nota speziata vengono apprezzati di più; la tradizione popolare la lega alla digestione e al senso di tepore nei mesi freddi, ma resta un piacere della tavola e non una cura, quindi non aspettarti effetti su raffreddori o altri disturbi e, se hai un problema di salute, rivolgiti al medico o al farmacista. Qualche cautela è comunque opportuna, perché entrambe le spezie sono molto concentrate. L'eugenolo dei chiodi di garofano è irritante per le mucose se in eccesso, perciò non aumentare le dosi pensando di rendere il decotto più efficace. La cannella, soprattutto la cassia, contiene cumarina, una sostanza da non assumere in quantità elevate per periodi prolungati: alterna il decotto ad altre tisane invece di berlo ogni giorno per settimane. In gravidanza e allattamento, nei bambini piccoli e se assumi farmaci anticoagulanti o per il diabete, chiedi un parere prima di consumarlo con regolarità. Conserva le spezie in barattoli chiusi al riparo dalla luce: cannella e chiodi che hanno perso il profumo danno un decotto piatto, e sostituirli è il modo più semplice per mantenere la bevanda gradevole.





