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Tisana di sambuco: bacche e fiori per la stagione fredda

Aggiornato il 27 ottobre 20264 capitoli
Perché il sambuco è la pianta delle tisane invernali

Perché il sambuco è la pianta delle tisane invernali

La tisana di sambuco è una delle bevande calde più radicate nella tradizione erboristica europea, e non per caso la si associa ai mesi freddi. I fiori bianchi dell'arbusto si raccolgono tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, si fanno essiccare all'ombra e si conservano proprio per essere infusi quando arrivano i primi brividi e il naso comincia a colare. La tradizione attribuisce ai fiori un'azione sudorifera delicata: una tazza bollente bevuta la sera aiuta a scaldarsi e a sudare, e per questo gli erboristi la consigliano da sempre come bevanda di conforto ai primi segnali di raffreddamento. Le bacche, che maturano a fine estate e in autunno, hanno un profilo diverso: sono ricche di antociani, i pigmenti che le colorano di nero violaceo, e di vitamina C, e la ricerca moderna si è concentrata soprattutto su di loro. In tazza danno un decotto più corposo e fruttato rispetto all'infuso floreale. Conoscere la differenza tra le due parti ti permette di scegliere quella adatta al momento, con il vantaggio di avere in dispensa due preparazioni per tutta la stagione fredda.

Infuso di fiori essiccati: dosi, tempi e come berlo ai primi raffreddori

Per l'infuso ai fiori ti serve un cucchiaio di fiori essiccati, circa 2 grammi, per una tazza da 250 ml. Porta l'acqua a bollore, versala sui fiori e copri la tazza con un piattino: i composti aromatici del sambuco sono volatili e senza coperchio in buona parte si perdono con il vapore. Lascia in infusione dieci minuti, poi filtra con un colino a maglie fitte, perché i fiorellini sono minuti e tendono a passare. Il sapore è floreale e lievemente dolce, quindi non ha bisogno di molto: se la gola brucia, un cucchiaino di miele aggiunto quando la bevanda si è un po' intiepidita la rende più piacevole. Il momento migliore per berla è la sera, calda, prima di coricarsi e con una coperta a portata di mano, perché la leggera sudorazione che favorisce dà il meglio se poi resti al caldo. Se la tosse secca ti disturba il sonno, puoi unire ai fiori di sambuco una pari quantità di fiori di tiglio, che hanno un'azione emolliente sulle mucose irritate, e preparare la miscela con gli stessi tempi. Due o tre tazze al giorno sono la misura abituale per un adulto nei giorni del raffreddore. Oltre non ha senso insistere, meglio alternare con acqua e altre bevande calde.

Decotto di bacche: solo cotte o essiccate, mai crude

Con le bacche il procedimento cambia, perché non basta l'infusione: servono un breve bollore e una regola di sicurezza che non ammette eccezioni. Le bacche crude di sambuco contengono sambunigrina, un glicoside cianogenico che può provocare nausea, vomito e forti disturbi intestinali. Il calore la degrada: una cottura sopra gli 80 °C la rende innocua, ed è il motivo per cui sciroppi, confetture e decotti sono sicuri mentre una manciata di bacche fresche mangiate dalla pianta non lo è. Per la tisana usa bacche essiccate acquistate in erboristeria oppure bacche fresche ben mature e sempre cotte. Metti un cucchiaio di bacche essiccate in un pentolino con 250 ml di acqua fredda, porta a ebollizione e lascia sobbollire per circa cinque minuti. Spegni, copri e fai riposare altri cinque minuti, poi filtra. Il decotto ha un colore rosso scuro e un gusto fruttato con una punta acidula, che molti preferiscono tiepido dopo i pasti, visto che alla bacca la tradizione attribuisce anche un effetto digestivo e lievemente lassativo. Se vuoi una tazza più vivace, un pizzico di fiori di ibisco aggiunto a fine cottura accentua il colore e la nota acidula senza coprire il sambuco.

Precauzioni, raccolta e quando sentire medico o farmacista

La tisana di sambuco è un rimedio di conforto, non una cura: accompagna i primi giorni di un raffreddore, ma se la febbre sale o dura più di qualche giorno, se compaiono difficoltà respiratorie o se il malessere riguarda un bambino piccolo, rivolgiti al medico senza aspettare. Chi è in gravidanza o in allattamento, chi segue una terapia farmacologica e chi soffre di patologie croniche farebbe bene a chiedere prima al farmacista o all'erborista di fiducia, perché anche una pianta ben tollerata può interferire con una cura in corso. Foglie, corteccia e rametti non si usano in casa: contengono la stessa sostanza delle bacche crude e non hanno posto in tazza. Se raccogli da te, assicurati di riconoscere con certezza il sambuco nero, l'arbusto legnoso che può superare i tre metri, e di non confonderlo con il sambuco ebbio, una pianta erbacea più bassa dai frutti tossici anche dopo la cottura. In caso di dubbio compra fiori e bacche già essiccati in erboristeria, dove trovi materiale controllato e la parte giusta della pianta, e conservali in un barattolo di vetro al riparo dalla luce: così la scorta ti accompagna per tutto l'inverno.

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