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Albero di mele

Aggiornato il 23 ottobre 20144 capitoli5 domande frequenti
Disegno botanico di fiore di melo selvatico e di fiore di melo domestico

L'albero delle mele

La pianta delle mele è originaria delle aree caucasiche dell'Asia, ma si è poi diffusa rapidamente anche in Europa. In Italia, l'albero di mele è coltivato prevalentemente al nord; le regioni considerate le principali produttrici di mele sono il Trentino Alto Adige, l'Emilia Romagna ed il Veneto.Il nome botanico del melo è Malus domestica; appartiene alla famiglia delle Rosacee, e ne esistono molteplici varietà diverse, i cui frutti si distinguono per sapore, consistenza e colore. Infatti le mele possono avere buccia verde, gialla o rossa, con tutte le varie sfumature intermedie. Oltre alle varietà naturali, ci sono moltissime cultivar create dagli agricoltori per offrire una scelta più ampia agli acquirenti. La mela è infatti un frutto amatissimo, sia consumato da solo, che usato come ingrediente per preparazioni dolci e salate.

Come piantare un albero di mele in giardino

L'albero di mele non è soltanto destinato alla coltivazione intensiva e alla commercializzazione del suo prodotto; in vendita infatti si trovano anche polloni o fusti che possono essere messi in giardino, e che potrebbero anche portare frutto. Piantarli non è difficile. La prima cosa da fare consiste nell'adeguata preparazione del terreno, che non deve avere particolari caratteristiche, ma per la prima messa a dimora sarebbe bene usare uno strato di letame e cornunghia. La cornunghia è un fertilizzante derivato dalla frantumazione di unghie e corna di animali. Il buco da scavare deve avere almeno 50 centimetri di profondità, e una larghezza di un centinaio di centimetri, che dia agio di riposizionare bene la terra intorno alle radici. Il periodo migliore per effettuare questa operazione è a partire da ottobre, prima dell'inizio dell'inverno.

Le caratteristiche dell'albero di mele

Una volta piantato l'albero di mele, esso deve essere lasciato crescere liberamente per almeno un anno, annaffiando abbondantemente durante i primi periodi, affinchè attecchisca al terreno. Dopo un anno, si potrà pensare alla prima potatura. Essa non deve essere troppo drastica, ma deve servire solo a dare ariosità alla chioma. I rami nuovi devono essere potati ad una trentina di centimetri di lunghezza, per dare maggiore forza a quelli principali, e favorire la nascita dei frutti. Il melo potrebbe raggiungere anche i dieci metri di altezza, anche se è raro che diventi tanto grande in un giardino. I primi frutti compariranno dopo due anni, come minimo, e saranno preceduti da una bella fioritura bianca o rosata. Forse non tutti sanno che il pomo in realtà non è il frutto. I frutto vero e proprio è il torsolo della mela: quello che usualmente si getta via!

L'albero di mele, la sua cura e i suoi frutti

L'albero di mele si presenta in genere con un tronco liscio e dritto, dalla corteccia omogenea; ha foglie seghettate e resiste bene al freddo. Produce i suoi frutti da fine luglio. Le malattie da cui può essere attaccato sono funghi e parassiti, come la cocciniglia e le afidi. In genere non richiede molte cure, tranne una certa attenzione alla potatura periodica, se si desidera che porti molto frutto.Le mele prodotte hanno vari nomi e caratteristiche. Le più diffuse sono quelle di tipo Golden, le Gala e le Red Delicious; molto apprezzate sono anche le Fuji. Il vantaggio delle mele è che non sono solo buone da mangiare appena staccate dal ramo, ma si possono conservare in molti modi, ad esempio facendone delle conserve e delle marmellate. In cucina possono essere usate per fare delle ottime torte, ma anche come ingredienti di piatti salati.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per piantare un melo in giardino?
    Il periodo ideale per mettere a dimora un albero di mele è a partire da ottobre, prima dell'inizio dell'inverno. Questa tempistica permette alla pianta di stabilirsi nelle radici prima del risveglio vegetativo primaverile. È fondamentale preparare adeguatamente il terreno scavando un buco profondo almeno 50 cm e largo circa 1 metro, arricchendo il suolo iniziale con uno strato di letame maturo e cornunghia per garantire nutrienti essenziali ai primi sviluppi radicali.
  • Quanto tempo aspetta prima di vedere i primi frutti?
    I primi frutti appariranno sulla pianta dopo almeno due anni dall'impianto. Prima della fruttificazione, l'albero produrrà una caratteristica fioritura bianca o rosata. Durante il primo anno successivo alla messa a dimora, è consigliabile lasciare crescere la pianta liberamente annaffiandola abbondantemente per favorirne l'attecchimento, intervenendo con la prima potatura solo dopo questo periodo iniziale di assestamento radicale.
  • Quali sono le cure principali richieste dal melo?
    Il melo richiede cure minime, concentrandosi principalmente sulla potatura periodica per garantire una buona produzione di frutta. Una volta stabilito, va annaffiato abbondantemente solo nei primi periodi post-impianto. Bisogna prestare attenzione a possibili attacchi fungini e parassiti comuni come cocciniglie e afidi. La potatura dovrebbe essere leggera, mirata a dare ariosità alla chioma e accorciare i rami nuovi di circa 30 cm per stimolare la forza dei rami principali.
  • Cosa distingue il 'vero frutto' della mela dal pomo?
    Botanicamente, il pomo rosso e croccante che comunemente mangiamo non è il frutto vero e proprio. Il frutto reale della pianta di melo è il torsolo centrale, contenente i semi, che solitamente viene scartato. Questa distinzione è tipica delle pomacee. Nonostante ciò, il pomo rimane la parte più apprezzata per il consumo fresco, la conservazione a lungo termine e l'utilizzo in cucina per dolci e piatti salati.
  • In quali zone d'Italia è più facile coltivare il melo?
    In Italia, la coltivazione del melo è prevalentemente concentrata nel Nord del paese. Le regioni leader nella produzione sono il Trentino-Alto Adige, l'Emilia Romagna e il Veneto. Queste aree offrono condizioni climatiche e pedologiche favorevoli alla crescita ottimale della pianta, originaria delle zone caucasiche asiatiche ma ormai adattata e diffusa in tutta Europa grazie alle numerose cultivar selezionate per diversi sapori e resistenze.

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