Il Banano di montagna produce foglie di un verde intenso e fiori viola scuro; i frutti, dalla forma ovale, sono dotati di polpa giallastra.
Parlando di melograno coltivazione occorre dire che, sebbene possibile in ogni zona d'Italia, le regioni del centro-sud offrono risultati migliori.
Il Litchi può arrivare ad un'altezza di 15 metri; produce fiori in genere candidi o gialli, foglie composte e frutti con buccia rossa e polpa bianca.
L'Asimina triloba produce fiori rossicci e frutti dalla forma ovale, dotati di una polpa dolce; appartiene alla famiglia delle Annonaceae.
In Italia il cachi si coltiva soprattutto in Emilia Romagna e Campania. La sua pianta ha una crescita lenta, ha grandi dimensioni e ha lunga vita.
Il banano possiede ampie foglie flessibili, di colore verde chiaro, fiori riuniti in infiorescenze e frutti dalla forma allungata.
Vediamo come coltivare, annaffiare, concimare e in generale prendersi cura del fico d'India, seguendo alcuni pratici consigli.
Gli alberi da frutto hanno diversi periodi di crescita e prima di piantarli bisogna considerare la zona migliore del giardino per l'innesto.
Il Melograno è un albero di media altezza e con una certa resistenza alle malattie e all'attacco dei parassiti animali; caratteristici sono i frutti.
Cerchiamo di capire come coltivare il nespolo giapponese, attraverso dei consigli sulle innaffiature, la potatura e la concimazione di questo albero.
Il Prunus Avium meglio conosciuto come ciliegio selvatico, è una pianta spontanea originaria dell'Asia che si è ambientata perfettamente anche da noi.
La pianta di amarena è di origine asiatica ma si è diffusa in Europa già dall'antichità. I rami di questa pianta sono poco produttivi.
Coltivare il pesco nano: una scelta per abbellire il vostro balcone. Tutti i consigli su coltivazione, cura e difesa da parassiti e malattie
La pianta di cachi, o Diospyros kaki, della famiglia delle Ebenaceae, ha foglie ampie, frutti arancioni e può arrivare a circa 10 metri di altezza.
Il corniolo è una specie a media altezza, che necessita di essere esposta al sole: in questo modo si sviluppa pienamente e garantisce buone rese.
Il legno di ciliegio è un tipo di legno di facile lavorazione, molto compatto e di media durezza, noto per la sua versatilità in falegnameria.
La pianta del sorbo conta diverse varietà nonostante appartenga al passato. Cresce spontaneamente ovunque e non ha bisogno di cure particolari.
Il Noce è un albero maestoso originario del Giappone che, in condizioni di salute ottimali, può assicurare una portata del raccolto fino a 70 kg!
L’articolo cerca di fornire alcuni consigli pratici per chi volesse cominciare a coltivare la pianta di nespolo.
Il castagno è un albero che vive principalmente nei boschi e che può raggiungere dimensioni elevate. I suoi frutti, le castagne, sono molto ricchi di ...
La fioritura del ciliegio è davvero spettacolare; si svolge in primavera con fiori bianchi o tendenti al rosa e foglie verdi ovoidali.
Dell'azzeruolo esistono tre varietà importanti: quello bianco che è il più noto, poi il giallo canadese e quello rosso romagnolo.
Gli Alberi da Frutta sono specie vegetali che vengono coltivate principalmente per la loro produzione frutticola, anche se frutteti interi o singoli alberi, una volta raggiunta un’età in cui non riescono a essere più produttivi come un tempo, possono essere usati come legna da ardere o per produrre utensili o mobilio. Vengono chiamate in questo modo anche piante che non sono veri e propri alberi, come per esempio il Nespolo, classificabile più come arbusto data la presenza sullo stesso esemplare di più fusti principali. La loro coltivazione viene intesa a lungo termine, e la produzione inizia dopo alcuni anni dall’impianto del frutteto o della singola pianta. Dal punto di vista botanico questi alberi appartengono a diverse famiglie vegetali, e in certi casi la loro coltivazione richiede una grandissima esperienza tanto da essere considerata una vera e propria scienza. Basti pensare alla viticoltura che insieme all’enologia costituisce la materia di studio di un intero corso di laurea della Facoltà di Agraria. Alcune di queste piante richiedono impollinazione incrociata perché i loro fiori sono auto-incompatibili, ovvero nonostante i fiori siano ermafroditi il polline non può auto fecondare i propri fiori. Quindi in questi casi è necessario che su uno stesso terreno siano presenti due varietà di alberi che abbiano uguale epoca di fioritura che siano compatibili per il polline per poter effettuare l’impollinazione incrociata. Anche nel caso di varietà autofertili, poi, l’impollinazione incrociata può essere comunque vantaggiosa, come nel caso dell’ulivo e dell’albicocco. Gli esemplari allevati in serra, invece, vanno ovviamente impollinati a mano.
La preparazione del terreno va fatta l’autunno precedente e subito prima della messa a dimora è necessario fertilizzare, con un fertilizzante a formula equilibrata più farina di ossa oppure, per coltivazioni biologiche, con cenere di legna, calcare di alghe e terriccio di composto. L’impianto avviene tra novembre e febbraio a meno che non si coltivi in vaso (gli alberi in vaso possono essere piantati in qualsiasi momento). I tutori vanno piantati a 45 cm di profondità per terreni pesanti e 60 per terreni leggeri. Solo piante innestate su portainnesti molto nanizzanti vanno fornite di tutori permanenti, le altre possono fare a meno del tutore dopo quattro o cinque anni dopo l’impianto. Se le radici della pianta sono un po’ secche vanno lasciate in acqua per un’ora prima della messa a dimora. Quando si scava la buca ne va dissodato il fondo, e bisogna forare i lati per permettere alle radici di estendersi. Sul fondo della buca di impianto vanno messe torba o concime maturo o zolle d’erba ben decomposte, con le cesoie si tagliano le radici a fittone rotte o troppo lunghe, e se la pianta era in vaso si districa il pane di radici. Il punto di unione tra marza e portainnesto deve essere a 10 cm da terra per evitare che la marza metta radici. Quando si riempie la buca il terreno di superficie fertile va messo a contatto con le radici. Chiusa la buca si livella il terreno e si copre con pacciamatura di letame ben maturo (ma non a diretto contatto col tronco, vanno lasciati 5-8 cm di distanza tra tronco e pacciamatura altrimenti potrebbero formarsi malattie fungine). Si procede poi con la legatura al tutore. Per alberi allevati a chioma libera in regime di coltivazione biologica la concimazione della pinta viene effettuata con infusi di ortica e consolida in primavera e dopo la raccolta e con letame ben maturo ogni due anni. L’area sottochioma verrà mantenuta coperta da pacciamatura o coltivata con piante da sovescio o trifoglio, senape, spinaci o tropeolo. La propagazione avviene per innesto per melo, pero, nespolo, susino, pesco, albicocco, mandorlo, kaki, e ciliegio. Il fico e il melograno si propagano per talea. L’ulivo e l’actinidia possono essere propagati sia per talea che per innesto.
Melo: tra le varietà presenti ricordiamo le “Delicious rosse” a polpa non troppo succosa, tenera, color bianco crema, “Gala” a polpa soda, croccante e succosa, “Delicious golden” a buccia gialla, “Jonagold” a frutti molto grossi, “Granny smith” a buccia verde e polpa acidula e succosa. Pero: tra le varietà ricordiamo “Kaiser” a buccia ruggine e polpa zuccherina di media consistenza, “Abate” a buccia verde-giallo e polpa soda succosa e zuccherina, “William” a frutto tozzo con polpa bianca molto aromatica. Pesco: le numerosissime varietà si dividono in pesche a pasta bianca, pesche a pasta gialla, percoche e nettarine a pasta bianca o gialla. Olivo: esistono varietà da olio, da mensa o per entrambi gli usi. Tra le prime ricordiamo “Frantoio” tipica toscana che si avvantaggia di impollinazione incrociata con “Pendolino” diffusa in tutta Italia, e “Coratina” tipica pugliese. Tra le varietà da tavola ricordiamo l’”Ascolana tenera” quasi auto-sterile impollinata da “Leccino” che è una varietà toscana da olio, “Grossa di Spagna” per la produzione di olive verdi, e Nocellara etnea che produce olio di ottima qualità e si presta alla preparazione delle olive verdi.