Castagno

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Castagno

Il castagno, albero di origine europea, è molto conosciuto per i suoi deliziosi frutti: le castagne. Ecco la guida completa per coltivare quest’albero.

di Redazione

02 gennaio 2017

Esigenze idriche

Il castagno è un albero presente in tutte le Regioni d'Italia prevalentemente allo stato selvatico. Il suo habitat ideale sono i boschi caratterizzati da un clima invernale non troppo rigido ed estati con temperature al di sopra dei 25°C. È un albero che teme il ristagno idrico, causa di marciume radicale, e la presenza costante di umidità, ma al contempo non sopporta le prolungate siccità estive. Gli esemplari più giovani sono particolarmente soggetti a questa problematica, per questo nei mesi più caldi e poveri di piogge vanno irrigati ad intervalli di 20 giorni circa, mentre per le piante adulte è sufficiente un intervento d'irrigazione una tantum; le attività d'irrigazione, in entrambi i casi, vanno interrotte con l'arrivo delle piogge. Al contrario, durante l'inverno, non è necessario irrigare la pianta.

Attenzioni richieste

Il castagno è un albero molto delicato, che se ben curato può superare anche il secolo di vita. Innanzitutto, non tollera i ristagni idrici né terreni eccessivamente compatti, quindi è bene utilizzare un terreno drenante. Inoltre, questo albero, può raggiungere dimensioni molto elevate, pertanto non va impiantato nelle immediate prossimità di un'altra pianta, con la quale potrebbe entrare in competizione per il terreno. La potatura deve essere ridotta al minimo, per evitare i rischi d'infezione che sono correlati a questi interventi. Il castagno preferisce zone ventilate e non esposte costantemente alla luce del sole, soprattutto nei mesi più caldi dell'anno, e può essere coltivato ad un'altitudine massima di 1.200 metri. In prossimità della raccolta delle castagne, è bene effettuare una pulizia del terreno compreso tra due filari di alberi.

Come concimare

Il concime migliore da fornire al castagno è il letame bovino o equino, da impiantare a 15 centimetri circa di profondità, per favorirne l'assorbimento da parte delle radici. Se il terreno non raggiunge una quantità di sostanza organica del 2%, sono necessari circa 300 quintali di letame per ettaro. L'area occupata da un castagno va privata di erbe infestanti, attività che - quando la pianta ha raggiunto l'età adulta - può essere effettuata mediante il pascolo di pecore e capre, mentre durante la fase di crescita, si possono accostare delle leguminose che possono fornire ulteriori sostanze organiche. Il castagno, inoltre, risulta essere molto sensibile al pH del terreno, che dev'essere leggermente acido (compreso tra 5 e 6,5); valori di pH neutro o basico possono portare la pianta ad appassire. È preferibile utilizzare terreni pianeggianti o leggermente pendenti, non calcarei e molto drenanti.

Malattie e parassiti

Negli ultimi anni si è avuta una drastica riduzione della produzione di castagne a causa di una malattia molto diffusa, ovvero il cancro della corteccia. Questa malattia, causata dal fungo Cryphonectria parasitica, attacca la pianta a partire dalle ferite (presenti sulla corteccia o dovute alla potatura dei rami) e si manifesta con macchie rosse che circondano il tronco, portandolo poi alla morte. Il fungo attacca tutte le parti legnose della pianta, ad eccezione delle radici, e col passare degli anni mostra delle piccole sfere arancioni, che sono le strutture riproduttive del fungo. La malattia può essere prevenuta disinfettando le ferite con sali di rame. Un'altra malattia fungina che attacca il castagno è il cosiddetto mal d'inchiostro: questa sindrome causa l'ingiallimento delle foglie e la riduzione della fioritura; nei casi più gravi, dopo poche settimane, provoca la morte dell'albero. Anche in questo caso è opportuno disinfettare le ferite dell'albero con sali di rame, oltre che evitare i ristagni idrici, sede dei funghi.

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Domande frequenti

  • Quali sono le esigenze idriche del castagno?
    Il castagno teme fortemente i ristagni idrici, che causano marciume radicale, ma soffre anche le prolungate siccità estive. Durante i mesi caldi e secchi, gli esemplari giovani richiedono irrigazioni ogni 20 giorni circa, mentre quelli adulti necessitano di interventi occasionali. È fondamentale interrompere l'irrigazione con l'arrivo delle piogge autunnali e sospendere completamente le annaffiature durante l'inverno, poiché la pianta entra in dormienza.
  • Come concimare correttamente il castagno?
    La concimazione ideale prevede l'utilizzo di letame bovino o equino, interrato a circa 15 centimetri di profondità per facilitarne l'assorbimento radicale. Se il contenuto di sostanza organica del suolo è inferiore al 2%, si consiglia di apportare circa 300 quintali di letame per ettaro. Inoltre, mantenere l'area circostante libera da erbe infestanti è cruciale; negli alberi adulti si può favorire il pascolo di ovini o caprini, mentre in fase giovanile si possono associare leguminose per arricchire il suolo.
  • Qual è il pH del terreno adatto al castagno?
    Il castagno è molto sensibile all'acidità del suolo e richiede un pH leggermente acido, compreso idealmente tra 5 e 6,5. Terreni con valori di pH neutri o basici possono provocare gravi problemi fisiologici, portando la pianta ad appassire e indebolirsi. Pertanto, è preferibile scegliere siti con terreni pianeggianti o leggermente pendenti, assicurandosi che siano privi di calcare e dotati di un'eccellente capacità drenante per evitare accumuli di acqua.
  • Come prevenire il cancro della corteccia?
    Il cancro della corteccia, causato dal fungo *Cryphonectria parasitica*, è una patologia devastante che penetra attraverso le ferite della pianta, sia naturali che derivanti dalla potatura. Si manifesta con macchie rosse sul tronco e sfere arancioni (strutture riproduttive del fungo) col passare degli anni. La prevenzione principale consiste nel disinfettare accuratamente tutte le ferite con sali di rame. Poiché il fungo colpisce le parti legnose ma non le radici, l'intervento tempestivo sulle lesioni è vitale per salvare l'albero.
  • Che cos'è il mal d'inchiostro e come si cura?
    Il mal d'inchiostro è una grave sindrome fungina che causa l'ingiallimento fogliare, la riduzione della fioritura e, nei casi avanzati, la morte rapida dell'albero. I funghi responsabili prosperano in condizioni di ristagno idrico. Per prevenirlo e contrastarlo, è essenziale garantire un ottimo drenaggio del terreno ed evitare accumuli di acqua intorno alle radici. Analogamente ad altre patologie fungine, la disinfestazione delle eventuali ferite con sali di rame rappresenta un valido metodo di protezione preventiva.

Scheda Tecnica

FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa
EsposizioneSoleggiata ma non eccessiva, zone ventilate
Temperatura minimaNon troppo rigida (clima invernale mite)
TerrenoDrenante, non calcareo, pH 5-6,5 (leggermente acido)
IrrigazioneModerata, evitare ristagni e siccità prolungate
AltezzaMolto elevata (può superare il metro)
ConcimazioneLetame bovino o equino (300 q/ha se suolo povero)
PotaturaMinima, per evitare infezioni
Malattie e parassitiCancro corticale (Cryphonectria parasitica), Mal d'inchiostro
Difficoltà di coltivazioneMedia (pianta delicata, sensibile a ristagni e pH)

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