Quanto irrigare e annaffiare la pianta di cachi
La pianta del cachi si adatta ad ogni tipo di terreno preferendo però quelli freschi e profondi a quelli argillosi e ricchi di calcare. Questa pianta predilige il clima mediterraneo, ma ha una elevata resistenza anche alle basse temperature tranne che per le piante giovani che se esposte a temperature troppo rigide potrebbero danneggiarsi. Il cachi è abbastanza resistente anche alla siccità, ma è naturale che nei periodi più siccitosi ha bisogno di maggiore apporto idrico, anche perché le radici di questa pianta sono molto sensibili alla carenza d'acqua e quindi il terreno deve essere sempre fresco e inumidito, stando attenti però ad evitare possibili ristagni d'acqua. Nei climi che non hanno problemi di siccità non è necessario fare frequenti irrigazioni. Nei periodi più caldi il cachi ha bisogno quindi che l'irrigazione avvenga con una certa regolarità e il sistema di irrigazione più adatto è quello detto a sotto chioma, ovvero evitando di bagnare le foglie in modo da ridurre il rischio di funghi.
Come coltivare e curare una pianta di kaki
Il cachi non richiede particolari cure e attenzioni per la coltivazione tranne che in età giovanile quando l'arbusto è ancora delicato. Infatti in questa fase sarebbe opportuno coprire base e parte iniziale del tronco con della paglia. La messa a dimora del cachi avviene tramite astoni innestati e il periodo indicato è tra autunno e inverno. Il primo raccolto dopo la messa a dimora avverrà dopo circa tre, quattro anni, ma aspettare tanto ne sarà valsa la pena in quanto la resa sarà molto abbondante. Il frutto si può considerare maturo e quindi pronto ad essere raccolto quando diventa di colore giallo-arancio e non presenta striature verdi, ovvero in autunno. Per questa pianta è da escludere la coltivazione in vaso poiché si caratterizza per un apparato radicale piuttosto complesso e quindi ha bisogno di spazio. Per quanto riguarda la potatura per le piante sane basterà rimuovere i rami in cattive condizioni; se invece ci sono problemi relativi alla chioma o alla produzione bisogna intervenire sfoltendo i rami in eccesso, mai però in modo drastico, alla fine dell'inverno e soprattutto senza tagliare quelli di un anno in quanto il cachi fruttifica su di essi.
Come e quando concimare la pianta
La pianta di cachi ha bisogno di un tipo di concimazione definita standard. Questo tipo di concime deve contenere fosforo, potassio e azoto in rapporti equivalenti, mentre per i cachi più deboli o vecchi sarebbe consigliabile concimare con un composto ad alto titolo di azoto. Una pianta adulta ha bisogno di circa 1 kg di concime complesso. La concimazione inizia a fine estate con la distribuzione di azoto a cessione modulata e in primavera dopo la fioritura dovrà essere eseguito il completamento nutrizionale con fosforo e potassio. La cessione modulata garantisce una nutrizione equilibrata alla coltura in base ai suoi fabbisogni, esalta la fertilità del terreno e favorisce la fotosintesi clorofilliana. L'azoto deve essere considerato l'elemento primario di cui il cachi ha necessità e deve essere somministrato nei quantitativi di 200 unità/ha, mentre fosforo e potassio nei quantitativi 80-150 kg/ha il primo e 90-180 kg/ha il secondo.
Esposizione, malattie e rimedi
Il cachi è una pianta piuttosto rustica con quindi un'ottima resistenza anche a possibili attacchi da parte di parassiti e funghi. Può essere, tuttavia, colpita da: marciume radicale, cocciniglia, patologie fungine come muffa grigia e oidio e dalla mosca della frutta, presente soprattutto nelle aree meridionali. Tronco e branche potrebbero essere attaccati anche dalla Sesia che è un tarlo che scava nel legno formando delle gallerie. Sesia e mosca della frutta potrebbero danneggiare seriamente la produzione dei cachi. Purtroppo pochi sono gli interventi e i rimedi possibili a questi tipi di avversità; conviene quindi sempre prevenire e proteggere la pianta da eventuali infestazioni. La difesa si basa principalmente su interventi manuali, rimuovendo la corteccia e uccidendo le larve e per contenere gli attacchi si potrebbe, inoltre, preventivamente spennellare i tronchi con della calce e comunque preferire dei rimedi naturali.
Domande frequenti
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Quando e come si raccoglie il cachi?Il cachi si raccoglie in autunno, quando il frutto assume un colore giallo-arancio uniforme e non presenta più striature verdi. È fondamentale attendere la maturazione completa sulla pianta per garantire dolcezza e consistenza. Il frutto va staccato delicatamente per non danneggiare il picciolo o la ramificazione. Non è consigliato raccogliere frutti acerbi sperando nella maturazione fuori pianta, poiché spesso rimangono astringenti e insipidi. Una volta raccolti, possono essere conservati in luogo fresco per alcuni giorni.
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Si può coltivare il cachi in vaso?No, generalmente non è consigliabile coltivare il cachi in vaso. Questa pianta sviluppa un apparato radicale complesso e profondo che necessita di ampio spazio per espandersi correttamente. In contenitori ridotti, la pianta risentirebbe rapidamente della carenza di nutrienti e acqua, compromettendo salute e produttività. Inoltre, la struttura legnosa dell'albero adulto rende instabile la coltivazione in vaso. Per chi dispone solo di spazi limitati, esistono portainnesti nani specifici, ma richiedono cure estreme e rinvasi frequenti, rendendola una soluzione poco pratica rispetto alla messa a dimora in terra.
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Come si effettua la potatura del cachi?La potatura del cachi deve essere leggera e si esegue principalmente alla fine dell'inverno. Poiché la pianta fruttifica sui rami dell'anno precedente, è vietato tagliare vigorosamente i getti recenti. Si eliminano solo i rami secchi, malati, spezzati o quelli che crescono verso l'interno della chioma creando affollamento. L'obiettivo è mantenere la pianta aperta per favorire la penetrazione della luce e l'aerazione, riducendo così il rischio di malattie fungine. Evitare tagli drastici che stimolerebbero una crescita vegetativa eccessiva a discapito della produzione di frutti.
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Quali sono le principali malattie del cachi?Le avversità più comuni includono la mosca della frutta (specie al Sud), la cocciniglia, l'oidio, la muffa grigia e il marciume radicale. Un pericolo specifico è la 'Sesia', un tarlo che scava gallerie nel tronco. Poiché i rimedi chimici sono limitati, la prevenzione è chiave: mantenere il suolo sano, evitare ristagni idrici per contrastare il marciume, e spennellare i tronchi con calce per disinfettare. In caso di attacco della Sesia, è necessario rimuovere manualmente la corteccia interessata ed eliminare le larve visibili. L'uso di rimedi naturali e pratiche colturali corrette riduce significativamente i rischi.
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Quanto tempo aspetta per vedere i primi frutti?Dopo la messa a dimora di un astone innestato, bisogna attendere circa tre o quattro anni prima di ottenere il primo raccolto significativo. Questo periodo di attesa è necessario affinché la pianta stabilisca il suo apparato radicale e sviluppi la struttura vegetativa adeguata. Tuttavia, la pazienza viene ripagata da rese molto abbondanti negli anni successivi. Durante i primi anni, concentrarsi sulla formazione della chioma e sulla protezione dal freddo intenso per le giovani piante garantirà una produzione ottimale nel lungo termine.





