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Gli Alberi da Frutta sono specie vegetali che vengono coltivate principalmente per la loro produzione frutticola, anche se frutteti interi o singoli alberi, una volta raggiunta un’età in cui non riescono a essere più produttivi come un tempo, possono essere usati come legna da ardere o per produrre utensili o mobilio. Vengono chiamate in questo modo anche piante che non sono veri e propri alberi, come per esempio il Nespolo, classificabile più come arbusto data la presenza sullo stesso esemplare di più fusti principali. La loro coltivazione viene intesa a lungo termine, e la produzione inizia dopo alcuni anni dall’impianto del frutteto o della singola pianta. Dal punto di vista botanico questi alberi appartengono a diverse famiglie vegetali, e in certi casi la loro coltivazione richiede una grandissima esperienza tanto da essere considerata una vera e propria scienza. Basti pensare alla viticoltura che insieme all’enologia costituisce la materia di studio di un intero corso di laurea della Facoltà di Agraria. Alcune di queste piante richiedono impollinazione incrociata perché i loro fiori sono auto-incompatibili, ovvero nonostante i fiori siano ermafroditi il polline non può auto fecondare i propri fiori. Quindi in questi casi è necessario che su uno stesso terreno siano presenti due varietà di alberi che abbiano uguale epoca di fioritura che siano compatibili per il polline per poter effettuare l’impollinazione incrociata. Anche nel caso di varietà autofertili, poi, l’impollinazione incrociata può essere comunque vantaggiosa, come nel caso dell’ulivo e dell’albicocco. Gli esemplari allevati in serra, invece, vanno ovviamente impollinati a mano.
La preparazione del terreno va fatta l’autunno precedente e subito prima della messa a dimora è necessario fertilizzare, con un fertilizzante a formula equilibrata più farina di ossa oppure, per coltivazioni biologiche, con cenere di legna, calcare di alghe e terriccio di composto. L’impianto avviene tra novembre e febbraio a meno che non si coltivi in vaso (gli alberi in vaso possono essere piantati in qualsiasi momento). I tutori vanno piantati a 45 cm di profondità per terreni pesanti e 60 per terreni leggeri. Solo piante innestate su portainnesti molto nanizzanti vanno fornite di tutori permanenti, le altre possono fare a meno del tutore dopo quattro o cinque anni dopo l’impianto. Se le radici della pianta sono un po’ secche vanno lasciate in acqua per un’ora prima della messa a dimora. Quando si scava la buca ne va dissodato il fondo, e bisogna forare i lati per permettere alle radici di estendersi. Sul fondo della buca di impianto vanno messe torba o concime maturo o zolle d’erba ben decomposte, con le cesoie si tagliano le radici a fittone rotte o troppo lunghe, e se la pianta era in vaso si districa il pane di radici. Il punto di unione tra marza e portainnesto deve essere a 10 cm da terra per evitare che la marza metta radici. Quando si riempie la buca il terreno di superficie fertile va messo a contatto con le radici. Chiusa la buca si livella il terreno e si copre con pacciamatura di letame ben maturo (ma non a diretto contatto col tronco, vanno lasciati 5-8 cm di distanza tra tronco e pacciamatura altrimenti potrebbero formarsi malattie fungine). Si procede poi con la legatura al tutore. Per alberi allevati a chioma libera in regime di coltivazione biologica la concimazione della pinta viene effettuata con infusi di ortica e consolida in primavera e dopo la raccolta e con letame ben maturo ogni due anni. L’area sottochioma verrà mantenuta coperta da pacciamatura o coltivata con piante da sovescio o trifoglio, senape, spinaci o tropeolo. La propagazione avviene per innesto per melo, pero, nespolo, susino, pesco, albicocco, mandorlo, kaki, e ciliegio. Il fico e il melograno si propagano per talea. L’ulivo e l’actinidia possono essere propagati sia per talea che per innesto.
Melo: tra le varietà presenti ricordiamo le “Delicious rosse” a polpa non troppo succosa, tenera, color bianco crema, “Gala” a polpa soda, croccante e succosa, “Delicious golden” a buccia gialla, “Jonagold” a frutti molto grossi, “Granny smith” a buccia verde e polpa acidula e succosa. Pero: tra le varietà ricordiamo “Kaiser” a buccia ruggine e polpa zuccherina di media consistenza, “Abate” a buccia verde-giallo e polpa soda succosa e zuccherina, “William” a frutto tozzo con polpa bianca molto aromatica. Pesco: le numerosissime varietà si dividono in pesche a pasta bianca, pesche a pasta gialla, percoche e nettarine a pasta bianca o gialla. Olivo: esistono varietà da olio, da mensa o per entrambi gli usi. Tra le prime ricordiamo “Frantoio” tipica toscana che si avvantaggia di impollinazione incrociata con “Pendolino” diffusa in tutta Italia, e “Coratina” tipica pugliese. Tra le varietà da tavola ricordiamo l’”Ascolana tenera” quasi auto-sterile impollinata da “Leccino” che è una varietà toscana da olio, “Grossa di Spagna” per la produzione di olive verdi, e Nocellara etnea che produce olio di ottima qualità e si presta alla preparazione delle olive verdi.