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Quando piantare gli alberi da frutto a radice nuda

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Da novembre a marzo, durante il riposo vegetativo

Da novembre a marzo, durante il riposo vegetativo

Gli alberi da frutto a radice nuda si piantano durante il riposo vegetativo, cioè nel periodo in cui la pianta ha perso le foglie e ha rallentato quasi del tutto la sua attività. In pratica la finestra utile va da novembre a marzo, ed è per questo che i vivai propongono melo, pero, susino, albicocco e gli altri fruttiferi a radice nuda dall'autunno. Fuori da questo arco di tempo le radici, prive del pane di terra che le protegge, si disidratano in fretta e l'esemplare difficilmente attecchisce. All'interno di questi mesi conviene però fare qualche distinzione. Per gran parte d'Italia il momento migliore è l'autunno, tra novembre e l'inizio di dicembre: il terreno conserva ancora un po' del calore estivo, le piogge aiutano l'assestamento e le radici hanno tempo di emettere i primi peli radicali prima della primavera. Se invece vivi in una zona con inverni rigidi, in montagna o in pianura con gelate prolungate, oppure se il terreno è argilloso e tende a restare zuppo, è più prudente attendere la fine dell'inverno, tra febbraio e marzo, piantando comunque prima che le gemme si gonfino. Evita in ogni caso di lavorare quando il suolo è gelato o impregnato d'acqua: la terra non si sbriciola attorno alle radici e restano sacche d'aria che le fanno seccare.

Perché scegliere la radice nuda e come conservarla prima dell'impianto

Una pianta a radice nuda viene estratta dal campo del vivaio in autunno e consegnata senza terra, con l'apparato radicale avvolto in materiale umido. Rispetto a un esemplare in vaso costa meno e ha radici distese e fibrose, che non hanno mai girato in tondo dentro un contenitore: una volta nel tuo terreno si adattano subito al suolo nativo e nel giro di pochi anni l'albero spesso supera in vigore quello coltivato in contenitore. Al momento dell'acquisto verifica che le radici siano numerose, elastiche e umide, senza parti nere o secche, che il fusto sia dritto e privo di ferite e che il punto d'innesto, il rigonfiamento alla base del tronco, sia ben saldato. Il limite di questa forma di vendita è la fragilità delle radici scoperte, che non devono mai asciugarsi né prendere gelo. Se non riesci a piantare entro un paio di giorni, ricorri alla tagliola: scava un solco in un angolo riparato del giardino, adagia la pianta inclinata, copri le radici con terra sciolta e bagna. Così può aspettare anche qualche settimana senza danni. Prima della messa a dimora molti vivaisti consigliano l'inzaffardatura, cioè immergere le radici in una poltiglia di terra, acqua e un po' di letame maturo, che le reidrata e migliora il contatto con il suolo.

Posizione, terreno e buca: il lavoro da fare prima

Decidere dove piantare pesa quanto decidere quando. Un albero da frutto a radice nuda ha bisogno di una posizione soleggiata, con almeno sei-otto ore di luce diretta al giorno, perché è il sole a far maturare zuccheri e colore nei frutti. Calcola anche lo spazio futuro: l'astone sottile che metti a dimora oggi tra qualche anno avrà una chioma larga diversi metri, a seconda del portinnesto, e deve poter ricevere aria da ogni lato. Il punto più delicato è però il drenaggio, perché i fruttiferi mal sopportano le radici immerse nell'acqua stagnante: se dopo una pioggia abbondante le pozzanghere restano a lungo, valuta di piantare su una leggera baulatura, un rialzo di terra che tiene il colletto sopra il livello circostante. La buca d'impianto va preparata con anticipo, idealmente circa un mese prima, così che la terra smossa si assesti e si arieggi. Scava larga e profonda circa 70 centimetri per lato, tenendo separato lo strato superficiale, più fertile, da quello di fondo. Sul fondo distribuisci una miscela di terra buona e letame maturo o compost, poi copri con qualche centimetro di terra semplice, in modo che le radici giovani non tocchino direttamente il concime. Se non hai preparato tutto per tempo puoi comunque piantare, riempiendo con terriccio nuovo di buona qualità.

Messa a dimora e cure del primo anno

Il giorno dell'impianto rinfresca le radici con un taglio netto delle punte spezzate o ammaccate, conficca il tutore nella buca prima dell'albero per non ferire le radici, poi appoggia la pianta sul cumulo di terra sul fondo allargando bene le radici. Il colletto deve restare al livello del terreno e il punto d'innesto alcuni centimetri sopra, altrimenti la varietà innestata emette radici proprie e si perde l'effetto del portinnesto. Riempi con la terra superficiale, compatta con delicatezza il piede e dai un'irrigazione abbondante di assestamento, anche se piove: serve a far aderire la terra alle radici più che a dissetare la pianta. Nei mesi successivi lega l'astone al tutore con un legaccio morbido, stendi uno strato di pacciamatura organica che protegge dal gelo e frena le erbe infestanti, e tieni il terreno fresco dalla primavera in poi, perché nel primo anno l'albero ha bisogno di irrigazioni regolari e generose. Non preoccuparti se i pochi fiori della prima stagione cadono senza allegare: la pianta sta investendo le energie nelle radici. Per i primi raccolti veri serve qualche anno, a volte anche quattro-sei a seconda della specie e del portinnesto, ma un impianto fatto bene in novembre ti dà un albero che per decenni richiederà molte meno attenzioni.

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